Coronavirus: Whatsapp amico/nemico, video e foto divertenti contro l’isolamento

(di Agnese Malatesta)  – Whatsapp amico/nemico nei giorni dell’isolamento forzato contro il coronavirus. Compagno è il telefonino, divenuto mezzo privilegiato di scambi ininterrotti di foto e video ironici nei gruppi. Ore e ore a guardare, rispondere, rilanciare scenette e sketch nati chissà dove, chissà come.

Decine e decine i video che arrivano, prodotti artistici più o meno artigianali, creatività allo stato puro che strappano un sorriso, magari una risata, a volte anche una smorfia insofferente. 

Un’unica location fa da regina: la casa.

Che sia la cucina, o la sala da pranzo,  la camera da letto o il bagno, gran parte dei provetti registi ed attori si dilettano in testi inediti e curiosi, parafrasando canzoni e musiche popolari.

smart working

Scenette familiari dallo stile scherzoso e burlesco. C’è chi apre l’oblò  della lavatrice e canta ‘E guardo il mondo da un oblo’, mi annoio un po’’.

Chi si veste a puntino e si improfuma per fare un ‘giro in cucina’.

#iorestoacasa

Questa è la migliore del giorno.#iorestoacasa

Pubblicato da B-hop magazine su Giovedì 12 marzo 2020

 

Chi ricorre a scenette di film adatte per l’occasione.

Tanti paradossi di una convivenza forzata che racconta delle ansie e delle paure del momento.

Nonostante il messaggio sottinteso resta ‘andrà tutto bene’.

Questo continuo scambio di immagini e video fra i gruppi riempie e scadenza le nostre giornate. Un flusso ininterrotto, un’onda continua di voglia di socialità.

Ogni utente è attivo e passivo. Un vortice quasi nevrotico.

Si riceve un video, si gira ad un numero X di gruppi, ognuno commenta, risponde, inizia un dibattito, a volte una polemica.

Il video diventa merce per altri whatsappisti. E si ricomincia. Non è infrequente ricevere lo stesso video da altri gruppi. Il tutto mentre si cucina, si vede un film, si legge (quando non si è molto concentrati).

Voglia di condividere. Isolati sì ma sempre multitasking.

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Agnese Malatesta

Giornalista professionista. Per trent’anni cronista all'Ansa, mi piace raccontare fatti e persone ‘comuni’. Scrivo su B-hop perché quelle storie, forse semplici ma non scontate, e comunque vitali e positive, di solito non fanno la storia del momento ma arricchiscono le vite di tutti. Mi piace pensare che questo sia un modo per contribuire al vivere civile. Sempre attratta dai temi sociali – laureata, più o meno consapevolmente, in Sociologia – guardo con passione alle novità in questo ambito. Ho una predilezione per i fiori, le rose in particolare, e per le scrittrici donne.
Agnese Malatesta
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Agnese Malatesta

Giornalista professionista. Per trent’anni cronista all'Ansa, mi piace raccontare fatti e persone ‘comuni’. Scrivo su B-hop perché quelle storie, forse semplici ma non scontate, e comunque vitali e positive, di solito non fanno la storia del momento ma arricchiscono le vite di tutti. Mi piace pensare che questo sia un modo per contribuire al vivere civile. Sempre attratta dai temi sociali – laureata, più o meno consapevolmente, in Sociologia – guardo con passione alle novità in questo ambito. Ho una predilezione per i fiori, le rose in particolare, e per le scrittrici donne.