Coronavirus: 10 cose belle da fare a casa e in quarantena

(di Massimo Lavena) – Sei asintomatico? Il tampone dice che sei portatore del coronavirus? Allora corri in casa, e chiuditi in quarantena, che deve essere tale, che lo sia.  Non temere il coronavirus, ma non fare il cretinetti e segui le istruzioni.

Sei a lavoro? I tuoi capi si preoccupano per te, che sei malato cronico e immunodepresso? Corri a casa e collegati: il lavoro in remoto, lo smart working ti attende.

Ed ecco: pervicaci le nubi fosche della paura e il terrore delle quattro mura, che tu sia circondato dai tuoi cari o solo con il tuo computer, ti assalgono. Perché non sai quanto ci starai dentro casa. Dicono 14 giorni.

Ma come sopravvivere a due settimane senza uscire per andare a lavoro, per mangiare la pizza con gli amici, per andare al cinema o al pub, per limonare con la tua fidanzata in riva al mare? Ahhhh che dolore.

Regione Lombardia

Ed invece, NO.

Coraggio, che la vita ci offre la possibilità di dare una piccola svolta al nostro quotidiano,

spesso ripetitivo e scontato, a volte nemmeno tanto divertente.

Lungi dal voler dispensar consigli, anche alla luce della gravità della situazione nazionale, vorremmo invece pensare a voce alta a quante cose positive potrebbero accadere a causa dell’epidemia:

© Francesca Sanna 2020

1. Come in tutte le situazioni per le quali in un modo o nell’altro uomo e donna si ritroveranno congiunti a casa per un congruo tempo, pur di batter la noia, è probabilissimo (lo dicono le statistiche) che aumenteranno le copule, ed il tempo sarà usato bene, con questa stupenda attività che avrà dall’ars amandi uno scudo contro il virus coronato.

Il calore dell’abbraccio, la pelle, la voglia di stare bene, la gioia del sesso faranno sì che tra 9 mesi si potrebbe avere un piccolo baby boom: e gli dei sanno quanto il nostro invecchiatissimo Paese ha necessità che si facciano più figli.

Che sia per ammazzare il tempo, che sia per dare una svolta alla programmazione familiare, che sia per pura e sana libidine, è il Paese che ce lo chiede!

© Francesca Sanna 2020
© Francesca Sanna 2020

2. Risparmieremo parecchi soldini con i quali pianificare una futura magnifica vacanza (servirà anche per far ripartire l’economia): avremo la possibilità, usando le nuove tecnologie alle quali saremo forzatamente collegati, di costruire itinerari di vacanze brevi o lunghe grazie al risparmio della benzina, al risparmio sulle spese alimentari e sul consumo degli indumenti, oltre che per le lavatrici e tutte quelle spesucce che caratterizzano il nostro humus quotidiano (il caffeuccio al bar, la brioche a colazione, il parcheggio a pagamento). Il nostro luogo dei sogni da viaggio ci attende. Andiamoci.

3. La casa, le sue stanze, poche o molte, offriranno spazi dove sedersi comodi tenendo tra le mani un libro, qual che sia: un romanzo di spionaggio industriale, un saggio sulla vera ricetta della carbonara,  una raccolta di poesie lisergiche di un poeta beat kirghiso, o una biografia di una suffragetta inuit: avremo tutto il tempo di aggredire le pile di libri lasciate sugli scaffali ad ammuffire. Potremo sfamare un  po’ la fame di conoscenza e la voglia di farci trasportare dalla fantasia.

4. I nostri balconi, tristemente lasciati al loro destino e alle intemperie, oltre che al nostro proverbiale pollice nero, dallo stato di avvizzimento triste e sconsolato, fruiranno della nostra presenza e amorevole azione di cura: sfrutteremo l’aiuto dell’incipiente primavera e potremo regalare colore e allegria ai nostri palazzi resi un poco più tristi dall’assenza del nostro quotidiano andirivieni.

© Mercede Succa 2017

5. Lavorare da casa o stare in quarantena servirà quale fortissima azione di contrasto ai furti in casa. La presenza delle anime alla scrivania o nel letto, o mentre passano lo straccio in cucina, saranno più efficaci del più efficace degli antifurto: pare che già centinaia di ladri stiano valutando se abbiano raggiunto la quota 100 per la pensione.

© Francesca Sanna 2020

6. Anche la fame culinaria potrebbe togliersi delle belle soddisfazioni: sommersi come siamo da cuochi, chef, capi cucina e simil gourmet, che dagli schermi televisivi e sui social ci sommergono di ricette le più diverse, avremo la possibilità di dare sfogo alla nostra gola, inventando, rivisitando o, semplicemente facendo le più buone conchigliette burro e salvia della nostra vita.

Perché potremo riscoprire sapori antichi, semplici, come lo zuppone di caffellatte con il pane raffermo, o il pane burro e zucchero, o il brodo di pollo per fare una saporita minestra di pasta spezzata e zafferano con la ricotta. Alla faccia dei master, dei ristoranti yumyum e degli impiattatori coreografici, la nostra tavola, nel chiuso delle mura di quarantena, sarà la più ricca e soddisfacente che ci sia.

7. E se dovessimo per errore allargare il nostro girovita, nessun problema: sarà giunto il momento di prendere in mano quel manubrio, quei pesetti o quella corda da salto che avevamo comprato pensando di diventare come Rocky Balboa. E quella cyclette con il contacalorie sprecate ed il calcolatore termodinamico dello sforzo cardiaco connesso con l’usura delle articolazioni? Pagata un botto e usata mai? La quarantena ti regalerà tutto il tempo per prepararti ai prossimi giochi aziendali che neanche la Coppa Cobram di fantozziana memoria ti sarà preclusa.

8. Se proprio non vorrete rinunciare ad accendere il vostro 78 pollici ultra 4K con luminosità infernale e ricircolo dell’aria assicurato, finalmente è giunto il vostro momento di poter terminare la vostra serie tv preferita in streaming oppure scartare il magico cofanetto con tutti gli episodi di Candy Candy, 3 nipoti e un maggiordomo e le inchieste del Commissario Maigret con Gino Cervi.

Questa è la grande occasione: con le vostre pantofole più comode ed il cagnolone che vi fa da tappeto, niente e nessuno vi terrà lontano dallo scoprire il “Segreto del castello senza nome”.

 

9. I social finalmente troveranno la loro posizione nella Storia: non saranno solo mezzi di stalking e cicaleccio parossistico e privo di senso, ma ci permetteranno di tenerci a contatto con la realtà, per qualcuno un aiuto per lavorare da casa, per altri un collegamento concreto con le famiglie lontane, quell’altro chiuso in quarantena seria potrà non sentirsi abbandonato.

Tutti scopriremo che i social possono essere roba buona se usati con criterio e con coscienza.

Saranno da mettere al bando dalle nostre amicizie coloro che perseguiranno ancora l’abitudine della notizia falsa e dell’offesa, perché,

in stato di necessità, non si gradisce mica chi sparge fiele, vento e tempesta, ma si cerca il bello, il buono, l’allegria colorata e positiva.

10. Ma soprattutto sarà il momento per rallentare il nostro tempo, per guardarci un po’ dentro e capire meglio quale strada intraprendere  quando, tra breve, arriverà il momento di ricominciare.

Sappiamo che qualcosa sarà cambiato. Molto dolore per i morti, tanta paura e tanti dubbi sul futuro.

La certezza di sapersi riprendere forse stavolta è meno certa, ma i figli del coronavirus che nasceranno e ogni piccola cosa positiva che dalle nostre esperienze verrà tratta saranno un premio per tutti noi.

***

Questo articolo e tutti gli articoli pubblicati da B-hop magazine sono originali e tutelati dal diritto d’autore. Per chiedere l’autorizzazione alla pubblicazione dei contenuti su altri siti o blog, riproduzione in qualsivoglia forma o sintesi, contattare info@b-hop.it e citare l’autore con link alla fonte.

  • Se sei arrivato fino in fondo e ti è piaciuto questo articolo….

* Oppure puoi fare una donazione via PayPal all’associazione di promozione sociale B-hop semplicemente cliccando su questo link: https://www.paypal.me/bhopmagazine

Massimo Lavena

Cagliaritano, nato il giorno della befana del 1966. Io b-hop perché ho sempre amato mangiare e cucinare, la musica, lo sport, il cinema. Sogno un giorno di andare in Namibia, o nella Terra del Fuoco, o nello Saskhatchewan, o in Nuova Zelanda. Sognavo anche di andare nelle Isole Svalbard, ma adesso è vietato, troppi orsi bianchi! E non essendocene in Sardegna non saprei come comportarmi.
Massimo Lavena
Massimo Lavena

Massimo Lavena

Cagliaritano, nato il giorno della befana del 1966. Io b-hop perché ho sempre amato mangiare e cucinare, la musica, lo sport, il cinema. Sogno un giorno di andare in Namibia, o nella Terra del Fuoco, o nello Saskhatchewan, o in Nuova Zelanda. Sognavo anche di andare nelle Isole Svalbard, ma adesso è vietato, troppi orsi bianchi! E non essendocene in Sardegna non saprei come comportarmi.