Belle notizie dal mondo: India, 10% dei posti pubblici ai poveri. Tunisia, risarciti i resistenti

In India il 10% dei posti pubblici ai poveri, approvata la legge

E’ stata approvata la legge, voluta dal governo indiano, che riserva il 10 per cento dei posti di lavoro nei ministeri e negli uffici pubblici alle persone “economicamente vulnerabili”. La norma infatti individua come beneficiari coloro che denunciano un reddito annuo inferiore alle 800 mila rupie, l’equivalente di 11 mila dollari.

Negli ultimi mesi il tasso di disoccupazione in India è  cresciuto, forse anche a causa di interventi del governo che hanno aumentato i costi per avviare un’attività’ imprenditoriale ed eliminato le banconote di alto valore. Tutte mosse che avrebbero colpito in particolare gli abitanti delle zone rurali, dove si concentra l’83 per cento degli 11 milioni di nuovi disoccupati registrati lo scorso anno.

Ecco perché’ le opposizioni hanno contestato la nuova legge del presidente Narendra Modi, considerata una mossa per accattivarsi l’elettorato – generalmente legato alle aree rurali – in vista delle elezioni generali di maggio.  (DIRE)

Tunisia, otto anni dalla rivoluzione: risarciti i resistenti

In Tunisia, arrivano nell’anniversario della “rivoluzione dei gelsomini”, le prime decisioni sui risarcimenti dell’Ivd, l’autorita’ preposta al risarcimento nei confronti di vittime di abusi compiuti durante i governi di Habib Bourguiba e Zine El-Abidine Ben Ali.

Gli indennizzi saranno destinati a 15 “resistenti” che durante il periodo Bourguiba “non sono stati onorati dallo Stato e il cui sacrificio per la liberazione della Tunisia dal colonialismo francese non sono stati riconusciuti” ha fatto sapere durante una cerimonia la presidente dell’Ivd, Sihem Ben Sedrine.

La Tunisia ha festeggiato l’anniversario del 14 gennaio 2011, quando, dopo settimane di proteste di piazza in cui centinaia di migliaia di persone invocavano la fine del regime, Ben Ali lascio’ il Paese per riparare in Arabia Saudita. Non tutte le richieste avanzate dai manifestanti in quei giorni sono state, pero’, esaudite: “Questa rivoluzione puo’ riuscire solo se i problemi sociali si risolvono- ha dichiarato all’emittente Radio France Internationale (Rfi) il presidente del Forum tunisino per i diritti economici e sociali, Messaoud Romdhani. “In caso contrario, tutto potrebbe crollare”. (DIRE)

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