di Anna Attolico – Immagina di essere un bambino, con gli occhi spalancati e la mente piena di sogni. Ogni parola e gesto degli adulti intorno a te hanno il potere di plasmare la tua percezione, sia della realtà che di te stesso.
Questo è il cuore dell’effetto Pigmalione:
le aspettative che gli altri hanno su di noi possono diventare profezie che si auto avverano.
Cos’è esattamente questo Effetto? Perché si chiama in questo modo?
Bisogna partire da un esperimento piuttosto famoso. La storia racconta dell’esperimento di psicologia sociale, tenutosi nel 1965 in America, proposto da Robert Rosenthal (professore di Psicologia Sociale ad Harvard) e Lenore Jacobson (maestra di scuola elementare a San Francisco).


Rosenthal sottopose ad un gruppo di alunni di una scuola elementare un test di intelligenza.
Successivamente selezionò in modo casuale e senza rispettare l’esito e la graduatoria del test, un numero di bambini e disse agli insegnanti che quei bambini avevano avuto punteggi molto alti ed erano molto intelligenti.
Cosa è accaduto successivamente?
Rosenthal ritornò nella scuola (sia a distanza di un anno che a distanza di più anni) e verificò che i bambini che aveva scelto casualmente erano i migliori della classe e confermavano perfettamente le sue previsioni. Incredibile vero?
Questo esperimento ha dimostrato, quanto le aspettative che gli insegnanti avevano, nei confronti dei bambini scelti, hanno condizionato l’esito finale.
Questa è la profezia che si auto avvera: se pensi che un bambino sia molto dotato, lo tratti da bambino molto bravo e lui diventa un bambino molto dotato.
L’esperimento di Rosenthal è conosciuto come Effetto Pigmalione perché prende spunto da una storia antica che raccontava che Pigmalione, re di Cipro, si era innamorato della statua di Afrodite, fino al punto da crederla vera e immaginare di potersi ricongiungere ad essa.


Pigmalione pregò la dea Afrodite di animare la statua perché solo in questo modo avrebbe potuto effettivamente amarla. La dea, mossa a compassione, esaudì il desiderio del sovrano.
Egli stesso vide la statua lentamente animarsi, respirare e aprire gli occhi; alla statua trasformata in donna fu dato il nome di Galatea.
Questo esperimento dimostra che le aspettative positive possono stimolare il potenziale di un individuo.
Dall’altra parte se ci sono aspettative limitanti e credenze negative, la profezia che si auto avvera determinerà fattori di bassa percezione di sé e un’autostima spesso compromessa.
Prova a ricordare le parole e le espressioni che hai ricevuto da piccolo: erano incoraggianti o erano delle critiche?
Cosa dicevano di te? Ricordi delle affermazioni specifiche?
- È portato per la matematica
- Non capisce niente
- È una monella
- Non ascolta mai
- Ha tante difficoltà di apprendimento
- È sempre la prima della classe
- Etc…
Questi schemi, che assorbiamo inconsciamente, possono influenzare profondamente il nostro valore personale e, di conseguenza, il modo in cui interagiamo con gli altri.
Un bambino non potrebbe mai andare contro le convinzioni dei propri genitori, per cui se ascolta determinate affermazioni, man mano si adatta a quella verità per dimostrare che i genitori hanno ragione, sia nel caso di affermazioni potenzianti che svalutanti.


Spesso, ciascuno di noi porta con sé una voce interiore che può rinforzarci o limitarci. Riconoscere di chi è questa voce è essenziale.
Chi sta esprimendo un giudizio sulle nostre capacità? Potrebbe essere un genitore, un parente, o un insegnante.
È fondamentale identificare queste influenze esterne e capire che non sempre rappresentano la nostra vera essenza.
Potremmo quindi chiederci: cosa dice invece la mia voce?
Questo è il passo cruciale per allinearci con i nostri desideri più profondi e autentici.
La vera autostima nasce dall’ascolto della nostra voce interiore, quella che ci incoraggia a perseguire i nostri sogni e a credere nel nostro valore.
Distaccarsi dalle opinioni altrui permette di definire la propria identità, liberandosi da etichette e giudizi.


Questa dinamica non si applica solo a noi come individui, ma anche come genitori.
Le convinzioni che abbiamo su noi stessi influenzano direttamente come vediamo e trattiamo i nostri figli. Se crediamo nel loro valore e nelle loro capacità, siamo più propensi a rinforzare la loro autostima.
È essenziale, quindi, riflettere su quali messaggi stiamo trasmettendo.
Oggi che sei adulto quanto potere hanno i tuoi pensieri e le tue parole su tuo figlio, su tua figlia? Potresti cambiare qualcosa?
Che convinzione gli stai trasmettendo?


Non importa l’età dei tuoi figli; si possono sempre apportare cambiamenti. Riconoscere e valorizzare i loro punti di forza può avere un grande impatto nelle loro vite.
L’effetto Pigmalione ci insegna che le parole e le convinzioni hanno un potere straordinario.
Possiamo scegliere di essere i “pigmalioni” delle nostre vite e di quelle dei nostri figli, plasmando una realtà di autostima, fiducia e resilienza.
Davvero ogni nostra parola di incoraggiamento e di amore verso noi stessi e verso gli altri, può diventare il seme di un’autostima fiorente.
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