di Mariele Scifo – Nella Casa Residenza per Anziani Villa Giulia di Pianoro Vecchio, in provincia di Bologna, è stata realizzata una coperta da Guinness dei primati: è una coperta della nonna matrimoniale, formata grazie all’assemblaggio di 700 mattonelle in crochet, cucite dalle residenti della struttura con la guida e supervisione della responsabile Ivonne Capelli.
Tutto è iniziato nel 2020, durante il Covid, quando venne istituito nella residenza Villa Giulia un laboratorio di artigianato creativo, per tenere occupate le ospiti della struttura e aiutarle a superare la paura e il periodo di isolamento forzato, particolarmente difficile per le persone più anziane.
“Dal momento che avevamo a disposizione tanta lana, che i parenti ci portavano e portano tuttora, abbiamo pensato di sfruttarla e riciclarla per creare queste mattonelle – racconta a B-Hop magazine Ivonne Capelli -. Inizialmente la prima creazione è stata una copertina da neonato, successivamente abbiamo sviluppato altri vari prodotti tra ponchi, sciarpe, borse, gonne, top, tutti realizzati all’uncinetto”.


Il progetto della coperta della nonna è importante non solo sul piano della sostenibilità, dal momento che promuove e valorizza il riutilizzo dei materiali (all’occorrenza le mattonelle in crochet possono diventare copricuscini, borse, sciarpe….), ma anche da un punto di vista etico e sociale.
Il ricavato dei manufatti realizzati, infatti, viene devoluto ad associazioni ed enti no-profit, come la comunità Il Piccolo Principe di Bologna che si occupa di minori e ragazzi in condizioni di fragilità e situazioni familiari disagiate.
Spiega ancora Ivonne Capelli: “Il duplice progetto era tenere occupate le signore con un attività che conoscono bene, perchè deriva dal loro passato, e nello stesso tempo fare beneficenza ai bambini. Secondo questa bella idea del cerchio della vita”, una sorta di eredità lasciata a sostegno dei più giovani. 

Iniziative come questa si prefiggono diversi obiettivi, da quello terapeutico per il benessere degli anziani grazie all’esercizio della manualità, a quello marcatamente solidale.
La promozione del riuso come abitudine sostenibile, la solidarietà e la creatività come pratica terapeutica e di cura per chi è fragile, hanno ricadute sociali virtuose non solo per chi vive a Villa Giulia ma per la collettività in senso più ampio”.





















