di Benedetta Bernardi – Allacciati le storie è il nome del sodalizio nato nel 2016 dall’incontro tra Paola Gemelli e Daniel Degli Esposti, due storici che, durante una passeggiata, hanno avuto l’idea di unire l’amore e la conoscenza per la storia contemporanea con la passione per il trekking. Il nome Allacciati le storie viene dalla fusione tra un gesto abitudinario per i camminatori, l’allacciarsi le scarpe, e le storie di persone e luoghi simboli di un territorio, da cui Daniel e Paola prendono spunto per fare luce sulla storia contemporanea.
Le iniziative culturali che propongono intrecciano la narrazione storica all’attività fisica all’aria aperta, in città così come in campagna, o lungo i sentieri delle colline delle province di Modena e Bologna, una forma che, proprio perché capace di favorire la conversazione informale in una situazione dinamica, è molto partecipata. Per chi invece non ama camminare o preferisce un contesto più tradizionale, Allacciati le storie organizza anche incontri di narrazione – spettacolo, in cui una vicenda viene drammatizzata attraverso il supporto di immagini e letture alternate a interventi musicali.


Paola e Daniel riescono così a raggiungere un pubblico piuttosto variegato, da persone appassionate di storia o trekking ai ragazzi di tutti gli ordini scolastici; questi ultimi vengono guidati, in vere e proprie lezioni interattive, a ragionare sulle cause e conseguenze di certi fatti e stimolati a ricostruire, insieme ai conduttori, il quadro storico dell’evento narrato.
Il sodalizio Allacciati le storie è attivo promotore di Public History, che significa
far uscire la storia dalle aule di scuole e università dove viene solitamente studiata, e portarla alla società, perché possa più facilmente raggiungere le persone là dove meno se lo aspettano,
rispondere a un forte interesse e desiderio di conoscenza e, allo stesso tempo, sanare concetti che spesso non sono corretti, ma frutto di spettacolarizzazione o propaganda.


Nel progettare attività culturali legate alle Public History, spiegano Daniel e Paola, è importante coniugare il fondamento scientifico che la caratterizza con un approccio accattivante e avere come obiettivo il mettere a nudo tutti quei meccanismi che parlano al presente e possono essere rintracciati nei contesti odierni, dal lavoro precario al caporalato, dalle questioni ambientali a quelle di genere, dai diritti umani ai temi legati alla guerra, la violenza e la pace.
“Si parte da un aneddoto della vita di una persona e se ne racconta la storia con l’intento di far emergere le dinamiche sottostanti rapportandole al presente“.
Per Daniel e Paola “non si tratta di divulgare la storia erudita o libresca ma di far conoscere la storia civica, la storia viva che aiuta a capire meglio il mondo in cui viviamo”.


Allacciati le storie, oltre a sensibilizzare alla storia del territorio, promuove anche una cultura di rispetto e sostenibilità ambientale proprio a partire dai trekking urbani, offrendo la possibilità di scoprire percorsi e luoghi inediti:
“Tanti adulti e ragazzi hanno infatti colto come camminare a piedi per viuzze o strade non accessibili alle auto, permetta di spostarsi con facilità e più velocemente” conferma Paola a B-Hop magazine.
Inoltre, “il gustare una passeggiata chiacchierando, seguendo il tempo lento del passo d’uomo, aiuta anche ad accorgersi di cosa abbia trasformato il paesaggio e di come la forte presenza antropica abbia causato scompensi ambientali. È importante mettere a sistema le informazioni, per aiutare le persone a diventare più consapevoli”, aggiunge Daniel.
“Acquisendo strumenti critici le persone riescono a riflettere e ad avere vere e proprie illuminazioni”
aggiunge Paola, “cosa che, in un tempo di partiti presi e schieramenti, non è scontata. È bello vedere qualcuno che si ferma e prova a ragionare”.
Bellezza, infatti, per Daniel e Paola è proprio riuscire nell’intento di aiutare le persone a maturare l’empatia necessaria per compiere quel passaggio umanizzante vitale per abbattere muri di ostilità e creare ponti di dialogo.
“L’immedesimazione in chi è stato coinvolto in scelte storiche dure e dolorose senza conoscere il dopo, è un atteggiamento chiave per vedere le cose da un’altra prospettiva”, conclude Daniel.
Solo attraverso questo passo verso chi è vissuto prima di noi è possibile evitare le semplificazioni e vedere la storia non più come un insieme di eventi statici e pietrificati nel tempo, ma come un organismo vivo, processo aperto che pone interrogativi ed offre risposte sul presente.





















