di Vincenzo Sorrentino – Il mercoledì pomeriggio ed il sabato mattina il lago di Castelgandolfo si tinge di rosa in quanto ospita l’allenamento delle “Pagaie Rosa”, un’associazione nata a Roma nel 2003 composta da oltre 60 donne operate al seno: praticano il canottaggio su una Dragon boat come terapia riabilitativa.
La dragon boat è una canoa di circa 13 metri che ospita 20 persone, più un timoniere a poppa ed un tamburino a prua, che remano con una pagaia monopala stando sedute. Ne esiste anche una versione più piccola, con solo 10 rematori. E’ una imbarcazione di chiara origine orientale che deve la sua denominazione alla testa di drago che, normalmente, ne adorna la prua.


L’uso del canottaggio come terapia riabilitativa per le donne operate al seno è dovuto agli studi ed all’intuizione del Dr. Mc Kenzie, un medico canadese: nel 1996 per la prima volta mise in barca 20 donne reduci da intervento al seno, tra cui la moglie, registrando evidenti benefici sui linfonodi.
Oggi questa terapia è ufficialmente riconosciuta a livello medico-scientifico e la Regione Veneto è stata la prima in Italia ad inserirla nei protocolli di cura consigliati per le donne operate al seno.
Dal Canada questa terapia si è rapidamente diffusa in altri paesi, Australia, Nuova Zelanda e USA, e nel 2003 è approdata anche in Italia grazie ad una canoista, Orlanda Cappelli, che aveva anche lei subito un intervento di mastectomia: ha fondato lei le “Pagaie Rosa” e poi, nel 2008, ha costituito la onlus.
Oggi la presidente delle “Pagaie Rosa”, che tra di loro si chiamano semplicemente “Pink“, è Mariagrazia Punzo, consulente informatica, iscritta all’associazione dal 2011, che racconta con orgoglio il ruolo di “apripista” svolto dalle “Pink” rispetto alle associazioni analoghe.
Oggi in Italia sono ben 58.
Maria Grazia sottolinea a B-Hop il valore “metaforico” dello stare tutte sulla stessa barca, che vuol dire dover fare i conti tutte con lo stesso problema.


Le “Pagaie Rosa” oggi contano oltre 60 iscritte con una età che va dai 28 agli 82 anni e partecipano a diverse competizioni sia in Italia che all’estero: “Siamo quasi sempre l’unica squadra composta unicamente da donne operate”, sottolinea ancora Mariagrazia. Alle gare, infatti, partecipano anche equipaggi misti o composti da sole persone che non hanno subito l’intervento. La Pagaie Rosa hanno partecipato anche a diverse edizioni della Vogalonga, una gara di 30 km che si tiene ogni anno nella laguna di Venezia.
A volte, sono loro stesse ad organizzare delle gare, come nel 2013, in occasione del decennale dell’Associazione, o nel 2023, per il ventennale: al lago di Castelgandolfo hanno partecipato 22 squadre con oltre 400 atlete.


All’attività agonistica si associa anche quella divulgativa e di sensibilizzazione, per la quale è fondamentale l’appoggio dei medici.
Un appuntamento fisso, a tal fine, è la “Race for the cure” la manifestazione podistica che si svolge ogni anno in molte città italiane, tra cui Roma, alla quale le “Pink” partecipano con il loro colore ed il loro entusiasmo. Inoltre ogni anno viene organizzato un evento, il Pink Nik, per far conoscere l’associazione e divulgarne il messaggio.


Anna Rosaria Forno, 59 anni, è la vice presidente delle Pagaie Rosa e racconta che inizialmente era iscritta ad un’altra associazione ma che, avendo sentito parlare delle “Pink”, ha deciso di fare una prova. Da allora non le ha più lasciate. Anna Rosaria sottolinea anche come, al di là dei benefici fisici della terapia, l’attività delle Pagaie Rosa e delle altre associazioni simili produce anche innegabili benefici di natura emotiva e psicologica in quanto consente a tante donne che hanno condiviso una esperienza negativa di affrontare insieme la fase che lei, con un neologismo, chiama di “post-venzione” (come contrapposizione alla “pre-venzione).
I benefici psicologici derivanti dallo spirito di gruppo che lega le “Pink” vengono ribaditi anche da altre iscritte, come ad esempio, la coetanea Alessandra Moretti, entrata nel team più recentemente, nel 2021, coinvolta da un’amica. Come tutte le sue compagne affronta ogni gara col sorriso e con la determinazione.
Anna Pincolini, di 72 anni, ha invece conosciuto le “Pink” tramite il passa parola ed oltre a confermare la valenza positiva dello stare insieme e del condividere gli stessi problemi, ci tiene anche a sottolineare, da persona che ha sempre svolto attività sportiva, lo sprone e la motivazione che ti da la partecipazione alle gare in cui non si riesce, ovviamente, a contenere l’ambizione competitiva e la voglia di vincere.
Stessi concetti espressi anche da Edi Marrocu, 60 anni, di chiara origine sarda, molto fiera di essere la capitana della squadra per la quale si impegna nella pianificazione degli allenamenti e nell’organizzazione di tutte le competizioni.


Orgoglio, competizione ma anche goliardia, come racconta Lucia Bortolotto, 64 anni. Ricorda che nel 2018 le Pagaie Rosa hanno partecipato al Dragon Boat Festival Florence, una manifestazione internazionale, mostrando oltre alla solita determinazione a vincere anche uno spirito di spensieratezza e generosità uniche: alla parata di apertura, infatti, la squadra ha sfoggiato una mise da cuoche totalmente Pink; ballando e cantando, ha dispensato dolcetti e scherzetti alle molte amiche arrivate dagli altri continenti e a turisti incuriositi dall’incredibile energia pink. Anche al lago, dopo l’allenamento si pratica spesso il “Terzo Tempo” con la baldoria Pink fatta di mangiate, bevute e balli.
Insomma le Pagaie Rosa sono un bellissimo esempio di “orgoglio nell’affrontare una malattia importante con un atteggiamento positivo“.
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