di Edoardo Caruso – E’ in corso al Museo di Roma fino ad ottobre 2025 la mostra Amano Corpus Animae per celebrare i 50 anni di carriera del maestro giapponese Yoshitaka Amano.
La mostra si configura come un viaggio attraverso l’arte in evoluzione dell’artista, che ha portato allo sviluppo di un immaginario al confine tra oriente e occidente che è vivo nella mente di più di una generazione.
Yoshitaka Amano nella sua carriera si destreggia in diversi stili e su diversi tipi di media: dai cartoni, alle illustrazioni, al disegno fino alla caratterizzazione di personaggi appartenenti a videogiochi.


Le prima tappa del viaggio inizia proprio con i personaggi dell’animazione nella Character Room, che come sospesa nel tempo ci mostra diversi personaggi iconici di opere famose come:
- Hurricane Polimar;
- Gotchaman;
- Pinocchio in una versione che ha un’estetica del tutto originale;
- Time Bokan, la macchina del tempo, ed altri;
- Delle tavole dedicate a Vampire Hunter D di Kikuchi che sono parte del film fatto con Mamoru Oshii.
Si prosegue il viaggio nella seconda stanza e si possono trovare via via opere sempre più recenti nella sezione denominata “Icons“, dedicata all’esordio del maestro nella cultura occidentale.
Vi sono opere celebri come Sandman, Cacciatori di Sogni che nacquero da collaborazioni con Neil Gaiman.


Sono presenti poi delle copertine alternative per fumetti di Batman, Batgirls, Superman e altri personaggi Dc.
Le opere, per una persona nata negli anni Novanta, creano un grande senso di nostalgia e accendono gli occhi di chi è più creativo, facendo venire i brividi e la voglia di creare.
Dalla mostra emerge poco della vita di Amano, essendo un personaggio molto riservato. Una frase però, scritta in grande, colpisce l’occhio: ‘
’Ho visto molti artisti intrappolati nel loro stile e temo ancora quella trappola’’.
Un artista disposto e capace sempre a cambiare medium senza racchiudere la sua creatività in una singola cornice artistica, in un una sola forma.
Disegnando le sue opere sempre su carta fa in modo che i team di lavoro con cui lavora adattino le sue visioni ai diversi media.
La sua mitologia è complessa ed e la possiamo trovare nel crocevia tra classico e contemporaneo, Oriente ed Occidente, ad esempio attraverso l’immaginario scaturito dai character design di Final Fantasy, ben impresso nella mente di molti, videogiocatori e non, che con la sua popolarità ha fatto la storia del medium stesso.


Proseguendo per il percorso ci sono delle piccole docce sonore dove possiamo trovare una carta di Magic The Gathering illustrata dal maestro e un poster del film “La Forma dell’Acqua”, insieme alla copertina di un disco di David Bowie. Delle piccole perle per i veri appassionati.


Dopo le docce sonore c’è una stanza chiamata “Candy Girls“, dove sono presenti installazioni in vetro con ritratti illustrati su specchi ad altezza umana, oltra a grandi dipinti con lo stesso stile sulle pareti della stanza, che esplodono di colore.
Nella penultima sezione, “Game Master” troviamo il sogno di ogni amante di Final Fantasy e dell’arte visuale, ovvero i bozzetti ufficiali di tutta la serie di videogiochi. Nell’ultima sezione, denominata invece “Free Spirit” troviamo opere che nascono dal rapporto di Yoshitaka Amano con la cultura greco-romana e con la sperimentazione.
Qui sono presenti lavori realizzati aldilà delle commissioni per i progetti artistici e quelli di design.
Vi sono le opere della trilogia dei poster ufficiali creati come omaggio a Puccini, a Tosca, Madama Butterfly e Turandot che gli fecero ottenere il titolo di Ambassador del padiglione dell’expo 2025 di Osaka.


La mostra si impegna anche nell’accessibilità delle esposizioni. Infatti è stata progettata per essere fruita da un pubblico più ampio possibile. Ci sono tavole accessibili dal punto di vista tattile e audiodescrizioni collegate alle opere.
Sono anche possibili guide prenotabili per persone con disabilità visiva e uditiva. La conferenza stampa ha coinvolto il servizio di interpretariato LIS a cura del Dipartimento delle Politiche Sociali e Salute, con la collaborazione della cooperativa Segni.
Lo scopo è rendere fruibile a tutti l’immaginario di Amano.
Dopo avere guardato ed essersi fatti attraversare da tutte le opere rimane un senso di meraviglia per la dedizione di un uomo alla creazione che oltrepassa il singolo medium artistico.
Un uomo che dedica tutta la vita alla sua arte, portando le sue visioni immaginali nella realtà in diverse forme.
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