di Agnese Malatesta – All’origine erano cubi e tubetti, oggi sono “piatti spaziali”. Dai tempi di Jurij Gagarin che per nutrirsi nello spazio poteva godere (si fa per dire) di pappette, gli astronauti del momento, i nostri Paolo Nespoli, Luca Parmitano e Samantha Cristoforetti, possono gustare un’ampia e vasta gamma di cibi, anche lasagne, carne e dolci, seppure in forma liofilizzata e reidratata. Magari il sapore c’è, chissà…
I piatti consumati in orbita dagli astronauti sono d’attualità. E’ un settore della ricerca scientifica che punta a migliorare la permanenza degli astronauti nello spazio e a fornire loro una nutrizione sempre più adeguata. Ed anche perché è una parte della cultura enogastronomica che interessa le sedi diplomatiche italiane all’estero, dove stanno per ‘arrivare’ i cibi consumati dagli astronauti ispirati a prodotti italiani.
Si tratta dello “Space Food Experience”, il format gastronomico promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale in occasione della Giornata Nazionale dello Spazio 2023 che si celebra il 16 dicembre, giorno che nel 1964 segnò il lancio del satellite San Marco 1 dando il via all’avventura italiana nello spazio.
Ma cosa mangiano gli astronauti nella Stazione Spaziale Internazionale? Mangiano frutta e verdura, pasti precotti, dessert e condimenti. Tutti cibi da conservare con cura vista l’assenza di frigoriferi. Il metodo più usato è la liofilizzazione, che necessita al momento dell’assunzione dell’aggiunta di acqua.
I cibi possono anche essere riscaldati e assemblati: l’importante che diventino pastosi in modo da
poter usare facilmente un cucchiaio e soprattutto evitare di farli volare per la stazione spaziale.
I pasti nello spazio sono oggetto di una vera e propria sfida scientifica oltre che culinaria. Basti pensare, ad esempio, che nel 2019 gli astronauti hanno cotto i primi biscotti sulla ISS, impiegando due ore di cottura in un forno apposito.
Ma non solo. Alla Nasa è operativo un Dipartimento che si occupa di nutrizione biochimica, ossia di studiare ogni aspetto della dieta degli astronauti, valutando ogni singolo nutriente che questi assimilano o necessitano durante la permanenza nello spazio. Da non sottovalutare che
ci sono cibi che possono diventare pericolosi nello spazio; fra questi quelli che procurano briciole
che, per via della gravità zero, potrebbero minacciare le strumentazioni di bordo o ferire gli occhi degli astronauti. Sempre per lo stesso motivo, sono severamente vietati anche il sale e il pepe, sostituiti da sostanze liquide ad hoc. Allo studio anche la possibilità di poter coltivare insalata sulla ISS.
Con “Space Food Experience”, in giro per Ambasciate e Consolati d’Italia, la fondatrice di EAT Freedom Sara Rocci Denis e lo chef Stefano Polato guideranno viaggi gastronomici attraverso live show per raccontare la storia, gli studi e la ricerca scientifica alla base della preparazione del cibo spaziale. Combinando gastronomia, scienza e nutrizione, con attenzione al tema della sostenibilità ambientale, le ricette verranno realizzate sfruttando tecniche innovative di preparazione e conservazione dei cibi in ambito spaziale, tra cui la liofilizzazione e la termostabilizzazione.
Sarà l’occasione per scoprire e gustare le ricette create prediligendo i prodotti stagionali, lavorati delicatamente per preservarne valore, gusto e consistenza e sviluppate per aiutare l’organismo a rispondere al meglio alle condizioni di stress durante una missione nello spazio.





















