Acquista i Gadget
SOSTIENI B-HOP
martedì, Agosto 25, 2026
B-Hop Magazine
Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
  • Chi siamo
  • Rubriche
    • Se ne parla
    • Si può fare
    • Buenvivir
    • E-volver
    • L’altrove
    • B.I.N. – Bellezza Interna Netta
    • Un minuto per riflettere
  • Le vostre storie
  • Sostieni B-HOP
  • Video
  • Eventi
  • Parlano di noi
  • Autori
  • Contatti
  • Chi siamo
  • Rubriche
    • Se ne parla
    • Si può fare
    • Buenvivir
    • E-volver
    • L’altrove
    • B.I.N. – Bellezza Interna Netta
    • Un minuto per riflettere
  • Le vostre storie
  • Sostieni B-HOP
  • Video
  • Eventi
  • Parlano di noi
  • Autori
  • Contatti
SOSTIENI B-HOP.IT
Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
B-Hop Magazine
Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
Home Buenvivir

Alla scoperta del cuore invisibile di Venezia, fra cantieri, operai e pensionati curiosi

Nei cantieri delle città i lavoratori affrontano il caldo estivo tra sacrifici e inclusione. In questi spazi sotterranei si muovono archeologi, manovali, operai edili, muratori e pensionati curiosi (in dialetto umarells))

di Erika Mattio
23 Luglio 2025
in Buenvivir
Tempo di Lettura: 4 mins read
43 2
A A
Cantieri: fra operai e pensionati un nuovo modo di lavorare in città. Foto Erika Mattio

Cantieri: fra operai e pensionati un nuovo modo di lavorare in città. Foto Erika Mattio

Condividi su FacebookCondividi su Twitter

di Erika Mattio – Sotto i ponti affollati di turisti e le calli assolate di Venezia, c’è un’altra città che prende forma. Invisibile, ma viva. È quella dei cantieri urbani, che si aprono quando la città sbadiglia: un tubo che cede, un ponte da restaurare, una fossa settica da costruire. Ed è lì che, ogni giorno, si lavora sotto il sole, tra sabbia, calce e storie sospese.

In questi spazi sotterranei si muovono archeologi, manovali, operai edili, muratori e pensionati curiosi.

Uomini e donne spesso provenienti dai Balcani, dal Maghreb o dal Medio Oriente. Persone che affrontano condizioni di lavoro estreme, soprattutto durante i mesi più caldi, quando le superfici raggiungono temperature roventi e l’umidità della laguna toglie il respiro. L’unione fra operai e pensionati potrebbe cambiare il modo di lavorare nei cantieri urbani e dare nuova energia a operai e umarells (i pensionati che osservano i cantieri in dialetto).

Un cantiere che parla molte lingue

Nel microcosmo del cantiere si incontrano lingue e identità. Macedoni, albanesi, turchi, rumeni e veneziani condividono turni, pale, carriole e silenzi. C’è Enver, che dice di avere un cuore veneziano ma viene dalla Macedonia. Gigi, il suo “fratello” rumeno, con cui ha stretto una fratellanza che nasce dalla fatica condivisa. Pippo, italiano, guida la ruspa con la precisione di un chirurgo. “È come fare il filo alla barba del nonno” scherza.

Poi ci sono Suleman, che viene da Debar e ride con gli occhi, e Giammy, che parla solo di geopolitica turca, in cantiere come al bar. C’è anche chi a Venezia è tornato dopo una parentesi all’estero: Klodian, ingegnere albanese, dice che “Per cominciare serve una pala, non un diploma”. Gimmy, chimico macedone, ora maneggia calce e livelli con la stessa attenzione con cui un tempo gestiva provette.

Sono archeologi di fortuna, come li chiama Enver. E se la Serenissima un tempo accoglieva spezie e genti dai suoi possedimenti, oggi nei suoi cantieri si incrociano destini che parlano lingue diverse ma condividono la stessa fatica, spesso supervisionati dagli instancabili umarells, spesso pensionati che hanno lavorato nei cantieri e che conoscono ogni frammento del sottosuolo.

Quando il sole è nemico dei cantieri

Durante l’estate, lavorare in cantiere può diventare pericoloso. Il caldo colpisce duro, e l’esposizione diretta compromette resistenza e lucidità. I lavoratori edili che osservano il digiuno del Ramadan – come Suleman o Rashid – lo fanno senza bere nemmeno un sorso d’acqua, anche durante le giornate più torride. Eppure resistono. Per rispetto, anche alcuni colleghi veneziani hanno smesso di bere davanti a loro: “Se loro ce la fanno, possiamo almeno non infastidirli”, ha detto uno.

Un giorno, una donna turca ha preparato dell’ayran freddo – yogurt salato e dissetante – e l’ha mandato in cantiere per l’archeologa che lavora con “i suoi”. Un piccolo gesto, che dice molto su quanto si costruisce sotto terra: legami umani, oltre che infrastrutture.

Il cantiere per tutti. Foto Erika Mattio
Il cantiere per tutti. Foto Erika Mattio

I pensionati nei cantieri: una nuova vita attiva

Accanto a operai e archeologi, in alcuni cantieri italiani iniziano a comparire anche i pensionati volontari. Si tratta di un progetto pilota in espansione, partito dalla città brianzola di Villasanta, pensato per valorizzare l’esperienza degli anziani, contrastare l’isolamento e promuovere un nuovo protagonismo sociale.

I pensionati, affiancati da tecnici ed enti locali, non svolgono mansioni operative, ma supportano la sicurezza, osservano, suggeriscono soluzioni, sorvegliano i materiali e dialogano con i più giovani. Portano con sé competenze tecniche, memoria storica e una presenza rassicurante.

Il progetto, attivo in alcune città italiane, dimostra che la solidarietà intergenerazionale può migliorare i contesti di lavoro e rinsaldare comunità.

A Venezia, questa possibilità si affiancherebbe con naturalezza all’umanità già presente nei cantieri:

un mondo dove si impara ad ascoltare prima ancora che scavare.

Archeologia del presente fra cantieri e umarells

Spesso, nei cantieri archeologici si ritrovano piatti decorati, ossa antiche, frammenti di vita. Ma le storie più vive sono quelle di chi le riporta alla luce. Come Arian, ex farmacista iraniano, che ora alza mattoni parlando in veneziano più veloce del suo farsi. O Rashid, marocchino, che sogna un futuro diverso per i suoi figli. “Non sono italiano, né marocchino. Sono quello che serve, dove serve. Questo è il mio passaporto”, racconta.

Tanti sono laureati, artigiani, tecnici. Spesso hanno lasciato il loro Paese dopo guerre, disoccupazione o sogni disillusi. Nei loro Paesi d’origine – come la Macedonia del Nord – interi villaggi si sono svuotati, le scuole chiuse per mancanza di bambini, le case vendute o lasciate in attesa.

Eppure, pochi tornano davvero. Perché qui non sono italiani, ma là non sono più “di là”.
Operai nei cantieri edili di Venezia: lingue e culture sotto la stessa terra. Foto Erika Mattio
Operai nei cantieri edili di Venezia: lingue e culture differenti sotto la stessa terra. Foto Erika Mattio

Una mappa viva

A Venezia, sopra i cantieri archeologici, la vita scorre. I turisti passano con infradito e smartphone, ignari che sotto i loro piedi si ritrovano cocci cinquecenteschi e storie moderne. Ma è proprio lì, in quei metri di sabbia e argilla, che si disegna una mappa viva dell’umanità. Fatta di mani stanche, pane diviso, sorrisi al sole. È la storia che non si vede, ma che regge la città.

Una storia fatta di dignità operaia, di sudore, ma anche di inclusione possibile, di rispetto silenzioso, di parole che viaggiano da un continente all’altro, e si fermano, per un attimo, attorno a una pala o a un secchio pieno di terra.

E proprio lì, fra i colpi di benna e le storie sospese, continua a respirare il cuore invisibile di Venezia, fra operai e umarells.


Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato sulle nostre belle notizie ti invitiamo a seguirci sui nostri social o a iscriverti alla newsletter mensile cliccando qui

Condividi70Tweet44Condividi12CondividiInviaInvia
Erika Mattio

Erika Mattio

Antropologa, archeologa e scrittrice. Nata nel 1989 nelle vallate cuneesi, mi sono trasferita per lavoro nella laguna veneziana, dove, fra moeche e barche a remi mi occupo di scavi archeologici e giornalismo. Ho studiato in Iran e mi sono dottorata a Madrid. La scrittura è il mezzo per unire ciò che la geografia separa. Raccolgo storie e suoni da porti, deserti, discariche e città invisibili. Mi muovo tra scavi archeologici e rotte contemporanee, inseguendo le tracce dell’umano tra passato e presente. Il mio sguardo è etnografico, il mio passo lento, il mio taccuino sempre aperto. Scrivo su B-Hop perché credo in un giornalismo che scava, ascolta e restituisce complessità con cura.

Articoli Correlati

Calcio di Strada, alla riscoperta del gioco nei cortili e nelle piazze

24 Agosto 2026
Una macchinina di legno - Credits: V. Sorrentino

Il museo del giocattolo povero di Massicelle

20 Agosto 2026
Ambulanza ad energia solare

Studenti inventano la prima ambulanza al mondo ad energia solare

3 Agosto 2026
"Schwester" - © Teresa Novotny/Bildrecht.

Teresa Novotny fotografa la vita delle suore. Un saggio sulle donne e la vecchiaia

27 Luglio 2026
Prossimo Articolo
Pexels

Pregare trasforma la mente: lo dice la scienza

Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati

Iscriviti alla Newsletter

Articoli recenti

  • Calcio di Strada, alla riscoperta del gioco nei cortili e nelle piazze
  • Il museo del giocattolo povero di Massicelle
  • La vendetta dell’impepata di cozze
  • Finalmente in vacanza!
  • Oltre il test di gravidanza: il cambiamento della coppia senza l’ansia da controllo

Podcast

Sostieni B-Hop.it

B-hop magazine è una testata giornalistica con autorizzazione del Tribunale civile di Roma n. 179 del 25 ottobre 2018.

Direttrice responsabile: Patrizia Caiffa
ISSN 2724-2528

__________

Associazione di promozione sociale B-hop

Sede legale: via G.Angelini 16 00149 Roma

CF. 97975180585

Privacy Policy e Cookie Policy

B-Hop Magazine è la testata giornalistica delle belle notizie: sulle nostre pagine troverai storie vere, belle ed emozionanti e notizie che fanno riflettere per portare bellezza e consapevolezza nelle tue giornate
Leggi la mission di B-Hop

__________

Tutti gli articoli pubblicati da B-hop magazine sono originali e tutelati dal diritto d’autore. Per chiedere l’autorizzazione alla pubblicazione contattare info@b-hop.it e citare l’autore con link interattivo alla fonte (B-Hop magazine – www.b-hop.it)

Iscriviti alla Newsletter

Partner

Copyright © 2022 B-hop webmagazine. Tutti i diritti riservati

  • Chi siamo
  • Rubriche
  • Le vostre storie
  • Sostieni B-HOP
  • Video
  • Eventi
  • Parlano di noi
  • Autori
  • Contatti

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In

Add New Playlist

Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
  • Chi siamo
  • Rubriche
    • Se ne parla
    • Si può fare
    • Buenvivir
    • E-volver
    • L’altrove
    • B.I.N. – Bellezza Interna Netta
    • Un minuto per riflettere
  • Le vostre storie
  • Sostieni B-HOP
  • Video
  • Eventi
  • Parlano di noi
  • Autori
  • Contatti

Copyright © 2022 B-hop webmagazine. Tutti i diritti riservati

SOSTIENI B-HOP
ACQUISTA I GADGET