di Daniele Poto – Nella ridda di premi istituiti in Italia quello programmato dall’Upter, Università popolare di Roma, nella stagione 2024-2025 ha senza dubbio avuto il dono dell’originalità. Concorso gratuito per
stimolare la creatività essenziale dei partecipanti: un romanzo in sei parole.
Sulla scia dell’esempio dell’inventore Ernest Hemingway. Escluse frasi fatte, rime di canzoni, proverbi, battute.
Quello che si cerca è la condensazione di un sottotesto evocativo/o suggestivo che possa fungere da racconto o incipit di un romanzo.
Ben 109 persone hanno risposto allo stimolo e hanno partecipato il 16 aprile scorso alla festosa cerimonia di premiazione.
Con la selezione dei 25 primi classificati i cui romanzi sono stati corredati dalle motivazioni della giuria.


L’origine del romanzo in sei parole si perde nella notte dei tempi.
Tra realtà e mito, la capacità di fare sintesi va al sodo nella sua essenzialità: colpisce al cuore.
Inoltre l’elaborato deve contenere una sua armonia, una musicalità interna che corrobora il testo.
Le sei parole contengono in nuce il bagaglio necessario per comporre una frase di senso compiuto: soggetto, verbo complemento oggetto. E può veicolare infinite maliziose sfumature di senso. Con il bonus aggiuntivo della punteggiatura che non è semplice orpello ma a volta si fa discrimine e spartiacque della svolta, dell’accorpamento di due concetti diversi, se non addirittura di una svolta temporale. Notare come possa essere raffinato l’uso dell’ormai quasi dimenticato punto e virgola.
Il componimento breve va di moda se qualcuno ha pensato di varare e pubblicizzare il drabble, ovvero un racconto più esteso, qui le parole sono cento e non più di cento.
Ma è piacevole anche quello che segue dopo la partecipazione al concorso del romanzo in sei parole. La possibilità collettiva e corale di leggere in pubblico il proprio mini-romanzo, di veder raccolta in una pubblicazione l’operina, corredata di un giudizio se si è meritato l’ingresso tra i finalisti.


Anche per questa edizione la partecipazione è stata generosa e il livello alto,
impegnando i giurati al limite della propria capacità ma con giudizi alla fine unanimi per quanto riguarda la composizione del podio, i primi tre premiati:
- Maria Luisa Valeri: La Terra, inquieta, ingoiò gli umani;
- Patrizia Caiffa: Nell’isola assolata scontarono la pena;
- Carlos Quevedo: Cercava una donna, trovò una suocera.
Frutto di un giudizio soggettivo a prova di contestazioni. La foto di gruppo finale ha suggellato la fine della premiazione e l’arrivederci alla prossima edizione.
In questa i temi dell’attualità (il femminicidio, il cambiamento climatico, la guerra) sono stati ampiamente compulsati. Com’era logico e auspicabile. Ora provate a ragionare sulle tracce degli stessi vincitori. Vi verrà lo spunto per il romanzo lungo in fieri delineato nella sintesi della storia premiata. Una fascinazione che distingue anche il merito dei diversi elaborati.
A cospetto della grande contraddizione dell’editoria italiana, sovrabbondante di volumi (150 libri pubblicati al giorno) ma sempre più scarsa di lettori (il 93% dei libri sfornati non supera le 100 copie di diffusione, non azzardiamo neanche la parola “vendita”)
il romanzo in sei parole è un omaggio allo spirito di sintesi, alla spartana riduzione di un testo non letto, con un abbozzo immaginifico di racconto, un’invitante seduzione alla riflessione.
L’espressività e la comunicazione sono i piccoli segreti rivelati per un romanzo in sei parole dove la tensione per il cimento nel concorso si risolve nella placida accettazione della propria potenzialità letteraria.
Gareggiando senza appropriarsi di frasi già formulate, di titoli di libri o di
canzoni. Andando oltre Hemingway e i suoi imitatori, forse precursori e/o eredi.


Nella quindicina dei finalisti di questa edizione vi sono diversi autori di B-Hop: oltre a Patrizia Caiffa, Giulia Segna (Credeva di star vivendo, invece sognava) e Kenji Albani (Cattedrale meccanica, maledizione letale, fuggite sciocchi). I romanzi di Mariele Scifo (L’amore: come carta, sottile, tagliente) e Anna Attolico (Siamo soldati, senza storia, solo speranze) sono rientrati nella pubblicazione (edita da Edup).
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