di Mariele Scifo – Cosa e come leggeremo il prossimo anno? E in che modo i nuovi canali digitali influenzano e intervengono sulle abitudini di lettura e modalità di fruizione? In occasione del Bookcity di Milano, il 17 novembre scorso è stata presentata la seconda edizione del Rapporto sul Futuro dell’Editoria, curato da Fondazione Feltrinelli in collaborazione con il Gruppo Feltrinelli. L’intento è quello d’intercettare e monitorare le nuove tendenze e i fenomeni emergenti nel settore editoriale anche alla luce delle trasformazioni dettate dalle nuove tecnologie.
Il libro è considerato ancora oggi strumento principale di trasmissione del sapere, “ma le trasformazioni culturali e sociali dovute all’iper-connettività e all’immaterialità digitale dell’informazione, fanno irrompere nel panorama nuovi attori e nuove dinamiche“, che rendono necessaria un’analisi attenta di questi fenomeni per comprendere al meglio la direzione e il futuro del mercato editoriale.
“Ogni dimensione della lettura e del raccontare si sta espandendo, ogni pagina e ogni piega del libro si stanno aprendo, rivelando spazi nuovi che possono accogliere pratiche in piena costruzione e sperimentazione”,
spiegano Carlo Antonelli, giornalista e Lorenzo Gigotti, co-fondatore della casa editrice Nero: “queste (dinamiche) ci riportano al cuore delle ragioni della ricerca sul perché si legge e si pubblica: capire e seguire l’evoluzione delle forme di trasmissione della conoscenza per poter garantire una rinnovata e forse inaspettata, potenza del sapere collettivo”.
Chi legge di più?
Attori di queste trasformazioni sono specialmente i giovani. Dal report è emerso, inoltre, che le ragazze leggono in percentuale maggiore rispetto i coetanei maschi e preferiscono orientare i loro acquisti nelle librerie fisiche con una percentuale del 69,7%, rispetto l’online (66%), canale preferito, invece, dai ragazzi. Nonostante la predilezione per l’online, si registra un aumento della presenza dei ragazzi anche nelle librerie fisiche. Nella fascia di età 18-24 la percentuale è quasi raddoppiata rispetto al 2021; si è passati, infatti, dal 5,12 % del 2021 al 10,06% nel 2023. Lo stesso fenomeno, anche se in maniera meno evidente, si registra nella fascia d’età 25-34.
Ancora si osserva che i giovani residenti al Sud e nelle Isole occupano una fetta del mercato più ampia rispetto ai coetanei del Centro e del Nord, sia nelle librerie fisiche sia nei negozi online del Gruppo. Ciò si pensa sia dovuto al fatto che in queste regioni i consumatori over 35 siano meno assidui, pertanto la quota dei lettori più giovani risulta più incisiva. E tra i lettori nella fascia 18-24 anni prevale l’acquisto nelle piccole province rispetto alle grandi, con una percentuale del 71,11% sul 67,64%. Ciò vale anche per gli under 18 i cui acquisti nelle piccole province sono il doppio rispetto alle grandi città. In entrambi i casi, la percentuale delle lettrici è sempre più alta.


Quali sono i generi preferiti?
Come si legge nel report, attualmente lo scenario editoriale è caratterizzato dalla crescita della fiction intesa sia come narrativa d’autore e sia come narrativa di genere, con un aumento del 6,3% rispetto il 2021. Per quel che riguarda la narrativa di genere, nel dettaglio, il romanzo rosa, il fantasy, erotico, gotico, poliziesco/noir sono aumentati del 38,18% nelle librerie e del 26,46% nell’ e-commerce. Mentre i fumetti, i manga e gli young adult, fanno registrare un arretramento del -11,44% nelle librerie fisiche e una leggera crescita del +3,48%, nell’online. Cresce anche la saggistica del +5,36%.
Per quanto riguarda la narrativa in generale e la narrativa di genere, la quota delle lettrici è maggiore rispetto quella dei lettori, mentre la percentuale tra ragazzi e ragazze risulta più bilanciata se si parla di gialli e noir.
Il ruolo dei social
Per quanto riguarda canali digitali e nuove tecnologie, nel rapporto sull’editoria si è osservato come i social riescano ad influenzare e orientare le scelte di consumo di giovani lettori e lettrici. L’attenzione si è concentrata sulle piattaforme maggiormente in uso, cioè Instagram e Tiktok.
Come specificato da Paolo Costa, docente di Comunicazione e Filologia Moderna all’Università di Pavia, Instagram risulta avere un peso maggiore rispetto a TikTok, nell’orientare le scelte di lettura: il 54% dei lettori sceglie IG contro il 26% di TikTok. C’è da dire, tuttavia, che questo nell’ultimo anno ha registrato un incremento molto più rapido con un + 5 milioni di utenti. Nel dettaglio, per quanto riguarda la segmentazione per età e genere, nelle fasce di età più attive su Instagram, 18-24 e 25-34, la percentuale del pubblico maschile è di 32,4% rispetto al 29,2% del pubblico femminile. Per quanto riguarda TikTok, la situazione è speculare, ovvero le donne sono in numero maggiore rispetto agli uomini in entrambe le fasce di età, con una percentuale del 37,9% sul 33% degli uomini.
Nel valutare il ruolo dei cosiddetti book influencer ovvero di quanti, sui social, suggeriscono e condividono libri, appunto, orientando così le scelte dei loro follower, Costa suggerisce un’interessante riflessione: “Ciò che emerge dall’osservazione dei contenuti condivisi sulle piattaforme social dai book influencer si può ipotizzare una tendenza: sembra che stia cambiando, almeno in parte, la percezione soggettiva del libro e del suo ruolo come elemento capace di connotare l’individuo nello spazio sociale. Non è detto che questa tendenza sia circoscritta ai lettori più giovani, mentre è presumibile che il fenomeno riguardi in particolare il pubblico femminile”.
“il libro conserva una funzione simbolica importante – prosegue – e contribuisce, come in passato, a determinare il capitale culturale dell’individuo, ma non lo fa più in chiave di ascesi personale e di distinzione sociale. I nuovi lettori non vogliono sentirsi migliori, in quanto educati ed elevati dai libri. Preferiscono semmai rispecchiarsi in essi, nelle loro storie e nelle loro fantasie. Per questo i libri devono essere accessibili“.
“Il libro diventa accessorio di un allestimento più generale, un elemento che concorre, insieme ad altri, a connotare l’habitus dell’individuo e il suo stile di vita. Oltre a farsi leggere, il libro deve coordinarsi con un certo modo di parlare, di vestirsi e di sentire. Al centro c’è la soggettività di chi legge, condivide le proprie letture e parla di libri.
E conclude sottolineando come tali influencer “formulano un discorso sul libro e sulla lettura capace di trovare consonanza con un tipo di percezione soggettiva oggi largamente diffuso, specialmente ma non solo, fra i più giovani”.
Come specificato nel rapporto stesso, doveroso anche in questa sede chiarire che, a differenza dei dati AIE (Associazione Italiana Editori) relativi all’intero comparto editoriale, i dati dell’Osservatorio sul Futuro dell’Editoria, sono chiaramente dati più parziali.





















