di Laura Federici* – “Ciao, sono Roberto, infermiere, ma anche cantautore”. Così si descrive, in due parole, Roberto Volpe, napoletano, raccontando la genesi del suo cd intitolato “Così è la vita“. Ama dire di sé: “Sono una voce prestata alla musica”.
Tutto iniziò due anni fa. “Da tanto tempo pensavo fosse arrivato il momento di far sentire le mie canzoni. Però in realtà tutto è partito da un fatto brutto – spiega a B-Hop – . Una mia carissima amica ha perso la vita per un aneurisma cerebrale ed è stata una morte improvvisa. Io ero molto legato a lei e al marito perché li conosco fin da piccoli. Ero il loro catechista in parrocchia. Pur avendo tanta fede sono quegli eventi che ti lasciano un segno profondo.
La reazione è stata mettermi a scrivere, a comporre, per farle un omaggio”.
Il cantautore descrive un’esperienza “anche un po’ mistica“: “Io scrivevo, pensavo, pregavo e Concetta, la mia amica in spirito, si faceva sentire”. Così nasce la canzone “Così è la vita”, che dà il titolo all’album.
“Logicamente non sentivo la sua voce – precisa -, era un sentire spirituale“. Per uscire, ad esempio, da quella che Volpe chiama “modalità tristezza”, chiedeva direttamente a Concetta: “Come possiamo in questa canzone così difficile, parlare di speranza, parlare di ciò che tu sei, di questo passaggio alla vita eterna?”
“E’ stato sorprendente!”, confida: “Semplicemente lei mi ha fatto intuire che bastava parlare delle cose belle che ha vissuto, quindi la bellezza della vita, l’amore nei confronti del marito, delle due figlie, Erica e Daria… le cose che lei amava: ballare, il mare… Aveva una grande fede che le donava speranza, anche in un momento così difficile. Questa è stata la spinta grande”.
Oggi è come se Concetta continuasse ad accompagnarlo nel suo percorso di cantautore. “E’ incredibile! Se dovessi raccontare tutte le cose che mi ha suggerito, gli incontri che ho fatto, i musicisti che ho incontrato, potrei quasi scrivere un libro”.
Dal cd è stata tratto anche un videoclip, con la regia di Giuseppe Pelizzi, su una canzone in stile anni ’60 intitolata “Avventura”.
Il senso, puntualizza, “non è da intendere come avventura passeggera. Voglio invece dire che l’amore è una grande avventura che va iniziata, vissuta e portata avanti con passione nel tempo. E’ la storia di un’avventura che nasce per essere duratura. Il famoso ‘per sempre’ che ci spaventa tanto in questa canzone viene esaltato”.
Il messaggio che Roberto Volpe vuole comunicare a chi lo ascolta è quindi molto semplice: l’amore.
“Sono canzoni d’amore. Parto anche dalla mia esperienza personale, parlo del senso che quest’amore può dare alla vita di ognuno di noi. Scrivo dell’amore, della speranza, anche se vissuto in momenti difficili come un lutto o una storia che finisce male.
Perché c’è sempre una speranza che non delude”.
“Anche se ci possono essere dei momenti bui, difficili, la speranza resiste e tutto diventa di nuovo possibile – sottolinea -. Quindi amare è davvero la cosa più importante. E fare il bene”.


Oltre a voler comunicare l’amore il cantautore napoletano crede molto nella “bellezza che salva“: “Se noi apriamo le davvero le nostre anime, il nostro spirito, le parti più profonde di noi stessi, la bellezza ha la forza di salvarci, di farci vivere meglio, elevare le nostri menti, donarci la capacità di amare, noi stessi e gli altri”.
Negli ultimi 15 anni Roberto Volpe ha lavorato come infermiere in un pronto soccorso di un ospedale con passione e professionalità. Qui ha potuto sperimentare la vita e la morte. “Quando ho scelto questa professione il mio desiderio più grande era di dare gioia alle persone sofferenti – rivela -. Sono contento di essere un infermiere ma ho anche il desiderio di crescere e comunicare agli altri questa gioia, che poi mi ha portato verso la musica”.
Roberto è una persona che comunica, condivide e cammina, non solo metaforicamente. “Ho fatto anche il Cammino di Santiago“, ricorda. “Durante il mio primo Cammino la frase più bella mi è stata detta da una hospitalera, cioè chi ospita i pellegrini nelle strutture-alberghi che accolgono i pellegrini. Mentre mi insegnava ad allacciare meglio le scarpe da trekking, facendomi vedere che bastava fare un nodo diverso partendo dal centro della scarpa, mi disse: “Guarda, Roberto, il Cammino è fondamentalmente la condivisione della conoscenza. Infatti ho visto che tu curi le vesciche ad alcuni pellegrini, io ti ho insegnato come allacciare meglio la scarpa… Questo è il Cammino”.
Prossimo appuntamento live il 22 febbraio a Napoli.


Pagina Instagram – Il CD e il videoclip sono disponibili sulle varie piattaforme, tra cui Spotify e YouTube
* in collaborazione con Patrizia Caiffa e Chrisula Liakos
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