Nella storica sala romana “Azzurro Scipioni”, quando il cinema d’autore è arte pura

C’è un posto a Roma che, all’amante del cinema d’autore, può far dimenticare immediatamente la depressione post vacanze. Quel posto, quel cinema, si chiama Azzurro Scipioni e si trova nell’omonima via, nel centralissimo quartiere Prati. La sala è sorta grazia ad un’apparizione, quella che fece in sogno Charlie Chaplin a Silvano Agosti, regista, sceneggiatore, scrittore e anima dell’ Azzurro Scipioni.

Chaplin, nel sogno, rimproverava ad Agosti di lasciare chiusa una sala cinematografica non lontana da casa. L’apparizione di Charlot, coniugata alla ferrea volontà di continuare a proiettare il film cult  “Pianeta Azzurro” da lui prodotto, convinse Agosti a rilevare e riaprire  quella piccola sala cinematografica vicino casa sua.  E’ un cinema d’essai, uno dei pochi superstiti, un luogo sacro dove  i fedeli potranno adorare il “dio Cinema”. Due salotti azzurri, eleganti, accoglienti, due piccole sale, entrambe dotate di impianto dolby.

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La più grande, con 100 posti, non poteva non essere  intitolata a Chaplin, mentre la seconda, di  soli 50 posti, lo è agli inventori del cinema: i fratelli Lumière. E’ in questi due confortevoli ambienti che l’affamato cinefilo, reduce da un’estate priva di qualsiasi proposta cinematografica di un qualsiasi vago interesse, gravato dall’animo triste a causa della necessità di  riaffrontare la banale quotidianità, potrà tornare a soddisfare il proprio raffinato palato e restituire alla propria vita  qualche intenso attimo di piacere. 

A settembre lo potrà fare godendosi, nella sala Chaplin, alcuni dei più interessanti film della passata stagione: “Anime nere” il pluripremiato film di Francesco Munzi che potrebbe forse rappresentare il nostro Paese alla consacrata Notte degli  Oscar; “Il sale della Terra” lo splendido film documentario di Wim Wenders sull’opera del famoso fotografo Sebastiao Salgado, oppure una promettentissima opera prima  quale “Vergine giurata” di Laura Bispuri. Altrimenti, l’affamato, trasferendosi nella sala Lumiere, potrà fare un vero e proprio viaggio nella storia del cinema, cogliendo la rara occasione di gustare alcuni  capolavori indimenticabili ed ormai introvabili  nelle sale cinematografiche o, tantomeno,  in televisione. 

Locandine

Ad esempio, per chi non lo conosce o per chi lo ama da sempre, il temerario Agosti, propone “Il posto delle fragole”, il film con il quale Ingmar Bergman si è imposto all’attenzione della scena cinematografica internazionale, aggiudicandosi, tra i diversi riconoscimenti ottenuti,  l’Orso d’ oro a Berlino e il premio della critica a Venezia. Oppure lo straordinario Stanley Kubrik de: “Il Dott. Stranamore”, quattro nomination ai Premi Oscar come miglior film, regia, attore protagonista e migliore sceneggiatura, inserito tra i 100 migliori film statunitensi di sempre dalla American Film Institute. E perchè privarsi di ascoltare la vera voce di Marlon Brando nella versione originale di “Un tram chiamato desiderio” o  non concedersi la conturbante trasgressione proposta da Bernardo Bertolucci in “Ultimo tango a Parigi”? 

Queste sono solo alcune delle prelibatezze, un semplice antipasto, di quello che l’Azzurro Scipioni proporrà all’affamato cinefilo nel suo ricercato menu. Ce ne sarà per tutti i gusti. Quindi  buon appetito!

“Il cinema, il mio cinema che tanto amo, fatto di immagini e di mistero è ormai in esilio da più di mezzo secolo, oltre i confini dell’industria e della mediocrità. Lo andremo a riprendere prima o poi con tutti gli onori e allora gli schermi torneranno vivi”
(Silvano Agosti)

 

Rinaldo Felli

Regista teatrale, appassionato di economia, finanza e politica.
Io B-hop perchè “Del tempo antico e del tempo futuro rimarrà solo la bellezza” (P.Pasolini).
Rinaldo Felli
Rinaldo Felli

Rinaldo Felli

Regista teatrale, appassionato di economia, finanza e politica. Io B-hop perchè “Del tempo antico e del tempo futuro rimarrà solo la bellezza” (P.Pasolini).