di Margherita Vetrano – Ieri sera, 26 ottobre, alla Festa del Cinema di Roma 2024, Johnny Depp ha ricevuto il premio alla carriera e presentato il suo film “Modì – Tre giorni sulle ali della follia” sulla vita del pittore Amedeo Modigliani.
Il divo americano vanta una lunga e ricca carriera cinematografica e Roma gli ha attribuito il suo premio più prestigioso.
Superata da poco la soglia dei sessant’anni Johnny Depp appartiene a quella categoria di belli che trascende la propria immagine. Talento e personalità prevalgono sulla bellezza degli esordi e mostrano un uomo che può essere ciò che vuole. O ciò che è.
Attore cult per Tim Burton, ha lavorato per i registi più grandi, interpretando i personaggi più differenti.
Maniacale nella definizione dei ruoli, controverso nella vita come sul set, Depp è sempre riuscito a portare sullo schermo delle maschere uniche ed umane, anche quando si è occupato di grandi saghe da cartoon.
Il pirata Jack Sparrow, emblema della serie “Pirati dei caraibi” come la maschera triste di Edward Mani di forbice, passando per John Dillinger di “Nemico Pubblico”, sono solo alcuni dei ruoli più famosi in
una carriera costellata di successi e caratterizzata da una camaleontica voglia di rappresentare la libertà.


Alla cerimonia serale in sala Sinopoli, dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, il divo si è mostrato a proprio agio nel ricevere il premio.
Celebrato come attore ma anche come produttore e regista, Depp è qui alla sua seconda opera dietro alla macchina da presa “Modì- Three days on the wings of madness“. Il film è stato presentato in proiezione stampa in mattinata ma il divo era assente per un ritardo del volo aereo.


Il progetto, basato sulla commedia “Modigliani” di Dennis McIntyre, nasce decenni fa, proposto ad Al Pacino, rimandato, sospeso, dimenticato, e oggi ritornato con Johnny Depp alla regia, Pacino tra i produttori e nei panni del collezionista Gagnant, Mary, Jerzy Kromolowski alla sceneggiatura e Riccardo Scamarcio protagonista.
72 ore nella vita di Amedeo Modigliani, lo ritraggono come artista tormentato, insoddisfatto ed in lotta col mondo. Incorruttibile in un mondo corrotto, cerca la sua identità umana ed artistica.
“Modigliani viveva in balia del suo talento, della sua natura mutevole. Nessun’altra strada era possibile per lui, nessun’altra strada avrebbe mai preso in considerazione” ha condiviso Depp.
Biopic autobiografico per alcuni; la simbiosi tra personaggio, protagonista e regista è forte.
Disperazione, tormento e ricerca dell’autenticità negli occhi del Modigliani interpretato da Riccardo Scamarcio.
Occhi nei quali si riflette anche la storia di Depp. Un trittico riuscito per raccontare attraverso il pittore, altre esistenze alla continua ricerca di quiete. E di identità.
“Incontrare Johnny mi ha confermato tutto ciò in cui ho investito in questi anni come attitudine ed atteggiamento al lavoro”, ha raccontato Scamarcio. “Condividiamo la voglia di arrivare ad un passo dal baratro perché è solo lì che trovi un humus creativo interessante. E’ un grandissimo artista ed un regista che si è fidato di me. Ed io di lui!”
“Il mio personaggio racchiude dinamiche anarchiche leggere che esprimono purezza ma rischia di diventare pericoloso – ha proseguito -. Modì assomiglia a Johnny e a me. E’ il personaggio più lontano ma anche più vicino che abbia mai interpretato”.
Toni cupi si alternano ad una fotografia luminosa, nel film “Modì – Three days on the wings of madness“.
L’uso della luce descrive, più che i soggetti, lo stato emotivo dei personaggi, in una Parigi che brucia all’ombra della guerra e sotto i fuochi d’artificio.
Protagonisti gli uomini e l’arte ma anche la città che li domina, li inghiotte e li risputa.
Depp racconta il sudiciume umano, l’autenticità ad ogni costo, fatta di vite trascinate fino all’alba, incomprese, in cerca di un riscatto pagato pochi franchi.
Racconta la ricerca di un equilibrio nel rapporto tra chi finanzia l’arte e gli artisti.
Spesso la loro intimità non coincide con le esigenze di branding e marketing, nel cinema come in qualunque altro settore creativo. il film parla di questo e lo fa inanellando scene dal feeling inconscio ma tangibile sul set come sullo schermo.
La gentilezza di Johnny nella gestione degli attori, la sua capacità di vedere le cose e di trattare le persone ha creato un clima facilitante per un set ricco di fantasia e povero di tensione.
Ideale per lasciare gli interpreti liberi di creare, anche improvvisando, dinamiche e relazioni che attribuiscono al film una nota bohemien ricca ed originale.
Il suo racconto non si piega e parla agli uomini di tutti i tempi.
La sua denuncia del compromesso va oltre la macchina da presa, rimbalzando dallo schermo alla platea.
Scomodo, diretto e sincero, oggi come allora, si racconta senza nascondersi. Senza fingersi diverso, coerente in ciò che fa e per ciò che è.
Una carriera ricca, una vita vissuta pienamente nella scelta di quanto più autentico e conforme solo a sé stesso.





















