di Mariele Scifo – Il Museo dell’Ara Pacis presenta la mostra “Impressionismo e oltre”, una selezione di cinquantadue capolavori rappresentativi dell’arte moderna europea provenienti dal Detroit Institute of Arts, uno dei musei più prestigiosi degli Stati Uniti.
Si tratta di dipinti realizzati tra la metà dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, opere di grandi maestri dell’impressionismo e post-impressionismo come Cèzanne, Degas, Matisse, Picasso, Renoir, Van Gogh, molte delle quali inedite in Italia.
Così spiega la curatrice Ilaria Miarelli Mariani:
Capolavori che raccontano un periodo cruciale per la storia dell’arte, dunque, percorso da trasformazioni e sperimentazioni profonde volte a ridefinire il linguaggio pittorico moderno e ad avviare nuovi modi di percepire luce e colori, nuovi modi di raffigurare il quotidiano.
“Ci sono passaggi della storia delle arti figurative che hanno cambiato per sempre il nostro modo di intendere la raffigurazione, la luce, i colori, l’irrompere del paesaggio en plein air- ha dichiarato l’assessore alla cultura di Roma Capitale, Massimigliano Smeriglio, durante la conferenza stampa di presentazione a Roma.
L’impressionismo è stato questo: un’evoluzione pittorica, una piccola rivoluzione che ha sfidato canoni e convenzioni e ha dato corpo, con la sua pittura, ad una nuova sensibilità visiva fino ad allora sconosciuta.


I capolavori del Detroit Institute of Arts in mostra a Roma
Il percorso espositivo si sviluppa mostrando queste trasformazioni ed evoluzioni, dalle prime ricerche impressioniste nelle prime tre sale fino alle avanguardie del primo dopoguerra nella quarta.
E così si passa dalle pennellate morbide e dai colori delicati delle opere di Degas, Renoir e quasi tridimensionali di Van Gogh (ad esempio), ad una pittura che si fa man mano più solida e geometrica, con una resa del colore e della luce più intensa e vibrante, come nelle opere di Picasso, Matisse e della pittrice spagnola Maria Blanchard.

In chiusura i dipinti dedicati all’avanguardia dell’espressionismo tedesco, tra cui un Kandinsky, che restituiscono la drammaticità e la crudezza del periodo pre e post bellico.
“Questa mostra è particolarmente significativa perché attesta ciò che può essere raggiunto attraverso una collaborazione fondata sul rispetto e la condivisione – ha affermato il direttore del Detroit Institute, Salvador Salort Pons – Penso che questa collaborazione possa inspirare nuovi scambi culturali, avvicinando le nostre comunità attraverso bellezza, creatività e cultura”.
Inoltre, al fine di garantire un’accesso ai musei il più possibile ampio e inclusivo, la mostra prevede percorsi multisensoriali, video LIS sottotitolati, visite integrate e laboratori creativi.
“Impressionismo e oltre” fino al 3 maggio 2026, Museo dell’Ara Pacis Spazio espositivo, Via di Ripetta 180 Roma.
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