di Agnese Malatesta – Scriveva Gianni Rodari: “Se invece dei capelli sulla testa ci spuntassero i fiori, sai che festa? Si potrebbe capire a prima vista chi ha il cuore buono, chi la menta trista”. Se le ‘Teste fiorite’ – dal titolo della poesia – esistessero davvero, che bellezza sarebbe… Quanta energia e vitalità, quante tinte in movimento, quanti sentimenti. In attesa di una vita così… a colori, godiamoci al meglio ogni possibile contatto con la natura, con i fiori, in qualunque veste possibile. Cogliamo allora l’occasione di calarci in un’atmosfera piacevole dove i fiori sono protagonisti.
E’ la mostra “Flowers. Dal Rinascimento all’Intelligenza Artificiale”, ancora visitabile per pochi giorni, fino al 22 febbraio, al Chiostro del Bramante a Roma. Una mostra, curata da Franziska Stöhr con Roger Diederen, in collaborazione con Suzanne Landau, che offre un viaggio attraverso cinque secoli di arte, cultura e innovazione con l’occhio concentrato sui fiori.


E’ un viaggio sensoriale che unisce opere del passato e del presente, in cui si coglie
una lettura non scontata del ruolo che i fiori hanno avuto ed hanno tutt’ora nell’evoluzione della storia e della società.
Le opere – oltre 90 provenienti da dieci Paesi del mondo – spaziano dal XVI al XXI secolo: dipinti, sculture, manoscritti, arazzi, fotografie, installazioni site-specific e opere di intelligenza artificiale si intrecciano per raccontare l’incontro tra arte e natura.
Il potere evocativo dei fiori, capaci di unire arte, scienza e tecnologia in una storia che attraversa i secoli: dai capolavori di Jan Brueghel e Ai Weiwei alle più recenti sperimentazioni dell’arte contemporanea con le tecnologie digitali.
Particolare un suggestivo corridoio di Rebecca Louise Law in cui i visitatori sono sommersi dai fiori, offrendo un’esperienza sensoriale irripetibile almeno quanto il percorso olfattivo in un’altra parte della mostra.
Una sezione è dedicata ai fiori nella scienza e nella politica, per sottolineare come questi simboli naturali abbiano spesso avuto un ruolo cruciale nelle dinamiche culturali e sociali, dalle problematiche ecologiche (ben esemplificate dai diversi riferimenti alla dimensione “artistica” delle api) alle battaglie per i diritti civili.
Si sa, lo insegna la tradizione popolare, i fiori hanno un linguaggio universale e di pace. Proprio come anche proponeva una canzone della fine degli anni ’60: “mettete dei fiori nei vostri cannoni”.
Varrebbe proprio la pena di provare…
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