di Margherita Vetrano – Inaugurata il 27 luglio, la mostra Crescere tra due artisti, omaggio a Claude Picasso chiuderà il prossimo 26 ottobre.
Allestita nelle sale del museo Picasso, a Barcellona, nei palazzi gotici che ospitano l’esposizione permanente delle oltre 200 opere dell’artista, la mostra ripercorre l’infanzia dei due figli Claude e Paloma Picasso e la relazione coi genitori Pablo Picasso e Francoise Gilot.
Fortemente voluta da Paloma Picasso, dopo la morte del fratello, la mostra è realizzata in collaborazione con Emmanuel Gigon.


L’immagine rappresentativa della mostra è una raccolta di profili, firmata da Pablo, datata 7 settembre 1952, epoca degli scatti esibiti.
La famiglia Picasso si è da poco trasferita a Vallauris, in Costa Azzurra, dopo la seconda guerra mondiale, coi due piccoli Claude (1947) e Paloma (1949).
Pablo sta sperimentando la ceramica ed è favorevolmente influenzato dal clima mite del luogo di mare, ambiente a lui da sempre caro.
La compagna Françoise si dedica al disegno e i piccoli sono incoraggiati da entrambi i genitori a disegnare e dipingere. Gli oggetti domestici diventano magici strumenti di fantasia per giochi fantastici.
“La mostra è un atto di rimembranza, un tributo che presenta uno sguardo intimo a quegli anni e al lavoro di Francoise Gilot che in quei tempi era oscurata dalla figura di Picasso” si legge nell’introduzione alla mostra. “Nella casa in cui lei e il pittore fecero crescere i bambini, a La Galloise, c’è sempre stato un legame radicato, una coscienza interiore e istintiva in cui l’arte era l’unica realtà”.
In un ambiente così libero e creativo i piccoli poterono esplorare i propri talenti.


“Pablo diceva che solo a bambini ed animali era consentito entrare nello studio perché gli adulti avrebbero rotto tutto”, ricordava Claude.
Nella mostra sono esposti giocattoli e disegni che il pittore realizzava per i suoi bambini.
Oggetti nati da un apparente caos trovano il loro posto perfetto in quello studio. Marionette di carta, cavalieri duellanti e macchinine di ferro. Nella fantasia dilagante un’automobile può trasformarsi nel muso di una scimmia.
Un pacchetto di sigarette prende la forma di un moschettiere nella fusione che Picasso sceglie per i giochi dei suoi bambini. Ne cambia destinazione d’uso e li trasforma con la fantasia, dandovi nuova vita. Non esiste una linea di confine tra l’arte e il gioco.
Questo Picasso inedito, giocoso e creativo getta una luce nuova sul personaggio pubblico. La paternità in età matura non offusca il suo genio che si esprime con una vena fantasiosa più enfatica e creativa di quanto noto.

Il cerchio magico a la Galloise incentiva anche la creatività di Françoise che, con la maternità, trova nuova ispirazione.
Gli autoritratti insieme ai figli mentre legge un libro o l’immagine di un momento di tenerezza fra fratellini esprimono il suo estro. Ma l’espressione più alta deriva dal filtro materno che guarda con profondo amore alle sue creature.
La sua espressione artistica diventa più barocca e torna alla pittura ad olio. Una sala dedicata ai suoi dipinti esprime tutta la potenza di questa rinascita che proseguirà anche dopo la separazione da Pablo nel 1953.
Tornerà infatti a Parigi coi bambini proseguendo la sua carriera di pittrice acclamata.


Dopo le sale dedicate alla vita familiare, a Pablo, a Francoise e a Vallauris, la mostra termina con una sala intitolata a Claude Picasso, scomparso nel 2023.
Claude come la sorellina Paloma assorbì l’energia artistica e l’estro dei genitori pur senza ricevere un’effettiva educazione artistica. La sola convivenza coi due artisti fu loro sufficiente.
“Si dimenticavano di noi e noi eravamo molto felici di esserlo”, ricorda Claude nelle sue memorie de La Galloise.
Nella mostra sono esibite immagini del film Atelier 74, girato da Claude e Terry Spitzer, dopo la morte di Pablo. La pellicola ritrae Lo studio La California, lasciato pressoché intatto da Pablo e sua moglie Jaqueline, quando si trasferirono nel 1961 a Mougins.
In una lenta esplorazione visiva, la telecamera ritrae gli oggetti e gli spazi lasciati incompiuti, come un intimo e complesso panorama lasciato in eredità.


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