Cinema: Ivano De Matteo, a marzo nelle sale con “La vita possibile”

Sarà centrato sulla speranza, sulla capacità di nascere e rinascere ancora l’ultimo film di Ivano De Matteo, attore e regista romano, noto al grande pubblico nella sua interpretazione del “Puma” nella serie “Romanzo criminale”. Il 1° marzo sarà nelle sale come regista con “La vita possibile”, avvalendosi ancora una volta di grandi interpreti tra cui Valeria Golino, Margherita Buy e di una storia toccante: Anna e il figlio Valerio fuggono da una vita insostenibile ma finiscono tra i titoli di giornale con una storia ancor più tragica di quella che hanno lasciato. Distrutta lei, in lotta col mondo lui, si ribelleranno ancora una volta ad un destino che non li ama, dimostrando che “La vita possibile” esiste.

De Matteo torna a parlare di vite distrutte e ricostruite, sullo sfondo di un mondo che non cede il passo alle illusioni né alla felicità perpetua. E’ uno dei più interessanti autori degli ultimi tempi, attento alle sfumature della personalità umana e fine descrittore delle vicende quotidiane in cui può annidarsi l’insolito. Ama spogliare i suoi personaggi per mostrarne le umane debolezze e il loro aspetto più nascosto perché, sotto la cenere, arde un fuoco che non sempre scalda…ma brucia.

Due sue pellicole, in particolare, hanno colpito il grande pubblico, conquistandolo: “La bella gente” (2009) e “I nostri ragazzi” (2014). Due film, trame diverse eppure molto attinenti, in entrambi la famiglia è al centro con la stessa struttura; coppie solide, affiatate e ricche, persone di successo, affermate nel proprio lavoro, belle case, belle facce e dei figli smart. Se nel primo il focus è su una madre forte (Monica Guerritore) capace di ottenere ciò che vuole, che strappa dalla strada una prostituta bambina un po’ per istinto, un po’ per vocazione, il secondo si gioca sull’equilibrio tra due fratelli malassortiti (Alessandro Gassman e Luigi Lo Cascio) e consorti (Barbara Bobulova e Giovanna Mezzogiorno) e i loro figli, coetanei e complici. Ogni desiderio è lecito nell’alta borghesia romana e il potere di vita e di morte sui meno fortunati è gestibile facilmente, come con una bacchetta magica. La verità non è mai alla luce del sole ed emerge sorprendendo anche i protagonisti, convinti di essere dalla parte giusta.

De Matteo non celebra questo modello sociale ma lo scompone, lo destruttura fino a mostrarne lo scheletro, marcio e feroce, nascosto tra sorrisi e buone maniere. Non è più il tempo dei cattivi-cattivi, dei serial-killer che fanno notizia né dei briganti armati; oggi la ferocia passa attraverso canali ordinari, la disumanizzazione di generazioni che hanno preso senza chiedere e dei loro frutti, disabituati al sentimento, all’umana sensibilità che tanto rende speciali. Così ne “La bella gente”, ben si comprende come oggi il mostro non è soltanto il protettore di una prostituta bambina ma chi pensa di salvarla con abiti puliti, un tetto sulla testa e il tacito accordo di restare al suo posto; se questo non accade, allora fuori! perché minaccia un mondo che deve rimanere protetto, un figlio che non deve “sporcarsi”. Un figlio crudele che prende e lascia oggetti e persone; un figlio viziato ed allevato al centro del mondo. Un figlio perfetto. Un doppio abbandono per chi viene dalla strada ed il monito costante che le origini non si possono cambiare se non per volere di chi si elegge a “grande burattinaio” e gestisce chi vuole, fino al prossimo capriccio.

Ancora più dura la riflessione se possibile, ne “I nostri ragazzi” laddove le famiglie si trovano di fronte a mostri incapaci di affrontare, specchi riflessi delle proprie debolezze che hanno saputo metabolizzare, come mutanti, diventando più cinici e meno terreni. Genitori spaventati nello scoprire l’essenza dei figli e costretti a prendere decisioni drammatiche. Il dito puntato contro il perbenismo, la società dell’apparenza e della bontà sbandierata, contro l’incapacità o la cattiva volontà di prendere le proprie responsabilità, in un girotondo in cui il bene dà la mano al male senza soluzione di continuità, un pessimismo di fondo che rende agrodolce il racconto e raggelante l’epilogo. Con grande coraggio.

Ivano de Matteo, una bella presenza nel panorama cinematografico italiano.

foto: Di Frantogian (Opera propria) [CC BY-SA 3.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)], attraverso Wikimedia Commons

Margherita Vetrano

classe ’73, mi formo all’Università dell’Aquila con studi economici ed attualmente lavoro a Roma dove vivo con il marito e i tre figli. Io B-hop perché...non c'è altra bellezza che fare ciò che ci fa star bene: scrivere notizie positive per raccontare il Mondo Migliore.
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