di Kenji Albani – Child 44 è un soviet thriller pubblicato nel 2008. Il titolo originale, in Italia, era “Il bambino 44” ma con l’uscita nelle sale cinematografiche del film nel 2015, è stato reintitolato “Child 44”. Esattamente come la trasposizione filmica.
L’autore, Tom Rob Smith, nato nel 1979 a Londra, è uno scrittore molto attivo nelle sceneggiature televisive. Per lavorare al romanzo ha studiato molto, documentandosi su come si viveva nell’URSS negli anni ‘50 e anche soprattutto sulle procedure d’indagine. Piccola nota di colore: Smith ha studiato in Italia.
L‘antefatto
La storia: il libro ha il suo principio in Ucraina nel 1933, durante l’Holodomor. In un villaggio una famiglia, madre, Oksana, e due figli, Pavel e Andrej, lottano per sopravvivere. Quando Pavel vede un gatto, capisce che è l’unica possibilità per sopravvivere… fino a quando? Dalla caccia all’animale domestico dei due bambini, inizia una piccola tragedia: qualcuno rapisce Pavel e Andrej rimane solo con Oksana che impazzisce perché il primogenito era più brillante e audace di Andrej.
L‘inizio effettivo della trama
La narrazione si sposta alla Mosca dell’inverno del ‘53, un anno cruciale per la storia russa perché fu in quel periodo che Stalin morì. Vediamo Leo Demidov, agente dell’MGB di grado indefinito e veterano della Grande Guerra Patriottica compiere delle indagini per reprimere l’attività (spesso inventata) dei dissidenti. Ma ha un contrattempo: deve spiegare al suo sottoposto Fëdor che suo figlio, Arkadij, è morto in un incidente ferroviario e non è vero che è stato assassinato.
Da questo minuscolo episodio, si dipana la trama. Leo deve catturare un dissidente, Brodskij, ma nel farlo l’astioso e vendicativo Vasilij uccide degli innocenti e il protagonista lo punisce. Vasilij, che già guardava con invidia il ruolo di Leo, giura vendetta.
Leo è sposato con Raisa, fredda insegnante moscovita che, come scopriremo dopo, ha molti segreti. Quando Brodskij viene giustiziato, il maggiore Kuzmin, superiore di Leo, lo informa che l’oppositore ha confessato che Raisa è una spia internazionale. Forse è stato Vasilij a inserire il nome della moglie di Leo?
L‘esilio


Leo si trova nell’imbarazzante ruolo di dover indagare sua moglie, e quando afferma che è innocente, la coppia subisce l’esilio a Voualsk dove Leo diventa membro della Milizia. Leo conosce il generale Nesterov e s’imbatte in una serie di omicidi con inquietanti analogie con la morte di Arkadij.
Le indagini
Tra i tentativi di riconquistare Raisa, che lo aveva sposato per timore di vendette vista la sua posizione di sbirro del regime, e di ristabilire il suo prestigio e la sua posizione, Leo indaga su questi omicidi convincendo a fatica Nesterov ad aiutarlo.
Si scoprirà così che Arkadij era la quarantaquattresima vittima del serial killer: il bambino 44!
Ma in uno stato di polizia, dove la retorica stalinista è spacciata per vero, il crimine è inesistente. Quindi il pensiero che la società sovietica abbia prodotto un mostro è inconcepibile: significa che Stalin ha fallito nel cambiare il popolo russo e gli sbirri più che indagare sull’assassino seriale, perseguitano la coppia.
In un crescendo di vendette, colpi di scena e il popolo che, come in M – Il mostro di Düsseldorf, cerca giustizia là dove lo Stato è incapace di ascoltarlo, Leo scoprirà molte cose che lo sconvolgeranno e il cerchio della storia si chiuderà.
Il commento
Child 44 è un soviet thriller d’autore che non ha nulla da invidiare a Gorky Park, ad esempio. Smith si è ispirato al serial killer Andrej Romanovich Chikatilo ma la narrazione è adattata al crepuscolo dello stalinismo. I seguiti di Child 44 sono Rapporto segreto e Agent 6, romanzi che compongono la trilogia di Leo Demidov.
Il film


Purtroppo, dopo l’uscita della pellicola nel 2015 non ci sono state altre trasposizioni. Il film diretto da Daniel Espinosa e che si avvale dell’interpretazione di Tom Hardy, Noomi Rapace e Gary Oldman oltre che Vincent Cassel, si è rivelato deludente.
Purtroppo adattare al cinema una storia con il punto di vista “ballerino” e approfondimenti psicologici pieni di “sarebbe” e “avrebbe” si è rivelato impegnativo e il film non è all’altezza delle aspettative. Inoltre la trama è di un anno indietro (nel libro la morte di Stalin ha un ruolo importante) e tutto è stravolto senza spiegare molto allo spettatore. Il romanzo è più godibile.





















