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Home B.I.N. - Bellezza Interna Netta

A Terni una mostra con 40 capolavori celebra l’amore

"Amarsi. L’Amore nell’Arte da Tiziano a Banksy" è il titolo della mostra che si apre il 7 dicembre a Palazzo Montani Leoni a Terni (fino al 7 aprile 2024)

di Giusi Bonomo
4 Dicembre 2023
in B.I.N. - Bellezza Interna Netta
Tempo di Lettura: 5 mins read
47 0
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Venere e Cupido

Venere e Cupido

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di Giusi Bonomo – “Amarsi. L’Amore nell’Arte da Tiziano a Banksy”, è il titolo della mostra proposta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni, a cura di Costantino D’Orazio con la co-curatela e direzione di Anna Ciccarelli e con la collaborazione di Federica Zalabra. Sarà inaugurata il 7 dicembre 2023 presso Palazzo Montani Leoni a Terni (fino al 7 aprile 2024).

Dopo la mostra “Dramma e passione. Da Caravaggio ad Artemisia Gentileschi”, che ha fatto registrare oltre 26 mila visitatori, la Fondazione Carit ha scelto di concentrarsi su un tema simbolo della città di Terni che la lega da sempre al suo patrono e vescovo San Valentino: l’Amore.

Un evento espositivo che raccoglie circa 40 capolavori dedicati all’Amore, provenienti dai più importanti musei italiani. Dagli Uffizi a Capodimonte, dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna alla Pinacoteca Ambrosiana.

Saranno presenti nelle sale di Palazzo Montani Leoni, tra le altre, opere di Tintoretto, Dosso, Guercino, Reni, Canova, Hayez, De Chirico, Balla e Banksy. Il tema dell’amore indagato con un occhio rivolto al passato e al presente, aiuta a sviluppare una migliore e più profonda consapevolezza del proprio patrimonio e della propria eredità, storica, artistica e culturale.

Giacomo Balla
Giacomo Balla

La mostra intende approfondire l’amore declinato in tutte le sue forme ed espressioni:

dall’amore materno all’amore erotico e seducente, dalla spiritualità medievale all’espressività barocca, fino all’amore romantico e nostalgico dell’Ottocento,

Luteri Giovanni, detto Dosso Dossi, Psiche abbandonata da Amore, 1545

un viaggio nella libera effervescenza dell’animo trai lavori più ambigui e arguti realizzati dagli artisti del Novecento.

Nella mostra questa trasfigurazione dello sguardo è raccontata in circa 40 opere, tra pittura, scultura e ceramica. Per l’occasione viene esposta a Terni, per la prima volta al pubblico italiano, la tela “Venere e Adone”, risalente alla metà del XVI secolo e nata dalla bottega di Tiziano Vecellio, di recente entrata a far parte della Collezione d’Arte della Fondazione Carit.

Nella scena, tratta dalle Metamorfosi di Ovidio, Adone abbandona la dea Venere che torce il proprio corpo voluttuoso e disperato nel tentativo di trattenerlo: Venere che appare priva del prestigio di una Dea, cerca invano di sollecitare il giovinetto Adone ma il richiamo della caccia è più forte dell’Amore: Adone verrà ucciso da un cinghiale, dal suo sangue nascerà il fiore dell’anemone.

Venere e Adone
Venere e Adone di Tiziano

“Venere e Adone” approda a Terni, ed entra così a far parte di un circuito importante anche per l’Europa e  collega la città a New York (Metropolitan Museum), Londra (National Gallery), Los Angeles (Getty Foundation), Washington (National Gallery) e Madrid (Museo del Prado), dove sono conservate alcune delle tele gemelle.

L’esposizione si apre con un omaggio a San Valentino protettore degli innamorati e patrono di Terni, che compare nel dipinto attribuito a Giambattista Volpato raffigurante San Valentino battezza santa Lucilla (Museo Civico, Bassano del Grappa), copia della grande opera di Jacopo Bassano. In questo dipinto è raffigurato un episodio della vita del santo in cui battezza colei che diventerà santa Lucilla: si trattava di una ragazza figlia di un ufficiale romano a cui Valentino era stato affidato in custodia. Alla ragazza, cieca fin da tenera età, Valentino restituisce nuovamente la vista: a seguito dell’evento, sia la ragazza che il padre si convertirono al cristianesimo.

Il percorso espositivo – tra opere di grande suggestione e capolavori senza tempo – prosegue con i due protagonisti principali dell’Amore pagano, Venere e Cupido, seguono la Venere di Ocriticum (Museo Archeologico Nazionale d’Abruzzo, Chieti) e due ceramiche in cui Eros corteggia una figura femminile allo specchio (Fondazione Sicilia), e la Madonna con bambino della Fondazione Perugia, in rappresentanza della scuola umbra di Pinturicchio.

Madonna con bambino
Madonna con bambino, scuola del Pinturicchio

Da queste rappresentazioni pure e castigate si approda al dipinto Psiche abbandonata da Amore un esempio di arte antica concepita da uno tra i maggiori maestri del Cinquecento, come Dosso Dossi, e ancora Tintoretto, con un’elegante rappresentazione di Venere con le tre Grazie (Museo Nazionale di Capodimonte, in deposito presso la Camera dei Deputati), fino a Frans Floris, che mette in scena una raro abbraccio tra Adamo ed Eva mentre si consuma il Peccato Originale (Gallerie degli Uffizi).

E poi ancora sarà possibile ammirare Diana e Callisto del Cavalier d’Arpino (BNL) – l’Allegoria dell’Amore rifiutato di Guido Reni (Pinacoteca Capitolina, Roma), che anticipano l’irresistibile fascino del Cupido, Venere e Marte, dello straordinario Guercino, in arrivo dalla Galleria Estense di Modena. In questo celebre dipinto, l’invenzione del gesto di Cupido, che punta la freccia verso lo spettatore, rappresenta uno dei primi tentativi di “arte immersiva” nel tentativo di ridurre la distanza tra lo spettatore e le figure rappresentate.

E se è vero come dice quel famoso verso che “l’amore vince su tutto” e noi cediamo all’amore, l’ Amor vincit omnia rientra nelle opere di diversi autori tra i quali Giovan Giacomo Sementi, Domenico Fiasella con Venere e Adone, Alessandro Tiarini  e il suo Vulcano fabbrica la frecce di Cupido, ancora Guercino con Cupido attira l’attenzione di Venere e infine il  Cupido dormiente dipinto su tela da Guido Reni.

Dalla tenerezza dei gesti tra madre e figlio – affidata alla vista di Venere e Cupido, opera di Antonio Canova, proveniente dal Museo Canova – all’Amore quale fonte ispiratrice di temi di impegno civile e intriso dei temi del Risorgimento, come accade nello studio dei Vespri siciliani di Francesco Hayez, e nella sua opera forse più celebre e famosa il Bacio, di cui a Terni sarò esposto il bozzetto ad acquerello (Pinacoteca Ambrosiana).

Francesco Hayez, Il bacio, post 1859

L’ultima parte della mostra è dedicata al XX e XXI secolo, i secoli del movimento, delle macchine e del dinamismo che mettono in discussione i canoni di bellezza e i principi dell’Amor cortese. L’instabilità, le rivoluzioni, le due guerre e l’Olocausto, con i loro pensieri di morte e sofferenza evaporarono verso ideali di rappresentazione degli istinti umani più bassi e razionali: le deformità, i tratti incerti, l’angoscia predominante capovolgono tutti i principi d’Amore raccontati in precedenza.

Ed ecco Il Dubbio di Giacomo Balla, l’abbraccio d’addio di due manichini senza espressione né volto che Giorgio De Chirico identifica come Ettore e Andromaca, avvolti in una immobile disperazione.

Ettore e Andromaca
Ettore e Andromaca, Giorgio De Chirico

A restituire una visione più umana di questo sentimento, non bastano la tenerezza di Osvaldo Licini (Museo del Novecento, Milano) con il suo Angelo ribelle su fondo giallo i colori,  o i passi di Pegaso di Mario Schifano, né i segni erotici dedicati a Saffo di Alberto Burri, né tantomeno lo sguardo inerme di una bambina a cui il vento sottrae un palloncino a forma di cuore di Bansky.

Bansky
Bansky

La mostra sarà accompagnata da un catalogo pubblicato da De Luca Editore con testi di Stefania Auci, Anna Ciccarelli, Costantino D’Orazio, Angelo Mellone e Federica Zalabra.

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Giusi Bonomo

Giusi Bonomo

Dopo gli studi giuridici e la formazione nell’ambito del turismo culturale, mi dedico allo studio della fotografia e delle arti visive, partecipando a vari corsi e laboratori. Ho esposto in mostre collettive e le mie foto sono state pubblicate in riviste e magazine. Collaboro alla redazione di articoli su libri di fotografia, faccio parte dell’Associazione Donne Fotografe - Italian Women Photographers’ Association e del progetto WAD & Community Woman Visual Artists Database. Sono consulente culturale della Fondazione Ente Liceo Convitto, Palazzo S. Anna di Modica. Scrivo su B-hop perché apprezzo le belle notizie e mi piacerebbe che i lettori coltivassero la curiosità come antidoto alla noia. Credo che attraverso le immagini e le parole degli altri si possono vivere più vite di quella che abbiamo.

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