di Mariele Scifo – Miró – Il costruttore di sogni, è il nome della mostra dedicata al genio e al mondo straordinario dell’artista catalano; un progetto che vede il patrocinio dell’Ambasciata di Spagna e dell’Instituto Cervantes di Roma.
Sono circa 140 in tutto le opere selezionate, realizzate tra il 1924 e il 1981; produzioni poco conosciute in quanto provenienti da collezionisti privati e per questo ancora più interessanti, organizzate in aree tematiche: poesia, ceramiche, pittura, litografie, musica, i manifesti e le illustrazioni realizzate per la rivista francese a tiratura limitata Derrière le Miroir.
Una piccola sezione è dedicata a “Miró e i suoi amici” che comprende alcune opere di Picasso, Dalì, Man Ray e fotografie di Cartier Bresson.
Una volta entrati, si viene accolti ed immersi in un’atmosfera magica, fantastica;
la vivacità dei colori e le figure stilizzate trasportano il visitatore in un mondo ludico, gioioso, evocano allegria e quella capacità di sorprendersi tipica dei bambini che spesso da adulti dimentichiamo o reprimiamo.
Un invito a ricordarci di divertirci e gioire.


Un altro aspetto che colpisce dell’arte di Miró è la sua capacità di sperimentare nuovi linguaggi attraverso la commistione di immagini, segni e parole. Alcune delle opere ispirate e dedicate alla poesia dell’amico Tristan Tzara, ad esempio, possono richiamare in mente gli ideogrammi e l’arte giapponese.

E difatti, lo scrittore francese Raymond Queneau, a proposito dell’arte di Miró, coniò il termine “Miroglifici”, asserendo che nelle sue opere ricorrevano segni ed elementi costanti da cui poter ricavare un vero e proprio linguaggio.


Miró, riguardo la sua arte, diceva:
Se vi è qualcosa di umoristico nella mia pittura, non è il risultato di una ricerca cosciente. Questo humor deriva forse dal bisogno di sfuggire al lato tragico del mio temperamento. È una reazione, ma involontaria.
Umorismo, gioco, fantasia, allegria come armi, come alleati con cui affrontare e provare a superare la “tragicità” della vita che, ammettiamolo, spesso sa essere pesante e difficile.
Affascinanti anche le opere dedicate alla meraviglia del cielo e allo spettacolo della notte.


Lo spettacolo del cielo mi sconvolge. Mi sconvolge vedere, in un cielo immenso, la falce della luna o il sole…
Come non condividere.


E poi i meravigliosi manifesti realizzati per la rivista francesce Derrière le Miroir.


La mostra è visitabile fino al 23 febbraio, al Museo Storico della Fanteria, in Piazza di Santa Croce di Gerusalemme, a Roma.
Per maggiori informazioni consultate il sito: www.arte.it
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