di Silvia Curitti – Bellezza, autodeterminazione e consapevolezza dell’importanza di amare sé stesse, sono gli elementi che fanno da filo conduttore nella mostra “The female sculpture, symbol of freedom.” L’esposizione che ha preso il via lo scorso 1 luglio a Positano in piazza Flavio Gioia, regala agli occhi di turisti e residenti le opere di tre grandi scultrici di calibro internazionale: la peruviana Mariela Garibay, la spagnola Isabel Miramontes e l’italiana Rabarama.
La mostra, che sarà aperta fino al 31 ottobre, gode del patrocinio morale del comune di Positano ed è organizzata da Italian Fine Art Gallery di Maria Mucciolo.

Collegata alla rassegna la prima Photo Challenge dedicata interamente a un’esposizione d’arte femminile, attraverso la quale si inviteranno i visitatori a scattare foto delle tre opere o, una panoramica, con l’obiettivo di pubblicarle su Instagram con il tag alla pagina ufficiale della manifestazione “LiberArt_Challenge_Positano”.
Un vero concorso fotografico che avrà un premio simbolico per tutti i partecipanti e alcuni premi concreti per chi realizzerà gli scatti più significativi secondo il regolamento presente nel codice QR posizionato sui basamenti delle opere. Le tre sculture esposte nella mostra a Positano hanno un impatto estetico molto potente.


In particolare, “Embrace” dell’artista Mariela Garibay si caratterizza per il suo stile figurativo ma non realistico. L’autrice peruviana infatti trae dall’osservazione del mondo che la circonda la propria personale rappresentazione tradotta da personaggi infantili attraverso il sentimento della tenerezza.
La scultura è in bronzo patinato e trasmette agli osservatori positività e generosità, è la fotografia di un momento di felicità pura, semplice e sincera.
Nell’arte scultorea di Isabel Miramontes, invece, prevale l’attenzione su un corpo umano libero, fluente e dinamico. La sua opera “Mira” colpisce i visitatori e i critici a prima vista grazie al suo messaggio visivo che propone l’essere umano in tutta la duplicità del suo potere e della sua fragilità, della sua simbolica reclusione e del desiderio di libertà. Entrambe le artiste sono promosse da Casart Paris.


Alla mostra è presente anche l’italiana Rabarama (Paola Epifani) con la scultura in bronzo dipinto a mano “Ikigai”.
Il termine dell’opera prende spunto da un’espressione giapponese che si riferisce all’insieme delle azioni volontarie e spontanee che danno un senso alla propria vita e su cui s’impernia la nostra esistenza. La scultura rappresenta allo stesso tempo un invito alla riflessione ma anche un momento di crescita. La sfida più grande secondo l’artista è quella di imparare ad amare e proteggere le nostre fragilità e peculiarità che ci rendono unici e preziosi.
La figura infatti si abbraccia dolcemente in senso di protezione e di auto-incoraggiamento. Rabarama è rappresentata da PhilART. Sono tre artiste che vogliono portare attraverso le loro sculture e il loro personale linguaggio un unico messaggio:
la libertà delle donne e il loro amore per sé stesse rispecchiato nell’arte.























