Il percorso itinerante di teatro intimo poetico "Sguardi poetici sulla città" intreccia storie di personaggi reali o immaginari, riflessioni di carattere esistenziale e sul vivere contemporaneo
di Benedetta Bernardi – “Sguardi poetici sulla città” è un progetto a cura di Arcadia Ars Inprodotto in residenza artistica nel biennio 2023-24 sotto la direzione di Patrizia Menichelli e Angela Trentanovi, in collaborazione con Mad Murate Art District di Firenze.
Il progetto, frutto del lavoro di persone specializzate in diversi ambiti, tra cui le arti visive, la scenografia, la danza e di operatori culturali, educatori e insegnanti, è incentrato su esperienze poetiche nell’ambiente urbano, con il fine di aiutare e stimolare il pubblico ad aprire il proprio sguardo su aspetti e vissuti nascosti o poco conosciuti della città di Firenze.
Il percorso itinerante, proposto nelle giornate del 13 e 14 settembre scorso, è partito dal Mad per poi snodarsi nelle strade poco frequentate intorno alle vecchie carceri delle Murate, via delle Casine, via delle Conce e Vicolo dei Conciatori; alcuni attori e attrici hanno accompagnato piccoli gruppi di persone attraverso luoghi, situazioni, strade diverse,
intrecciando storie di personaggi reali o immaginari e suscitando riflessioni di carattere esistenziale, urgenti del nostro vivere contemporaneo.
Attraverso la metodologia del teatro poetico sensoriale, i partecipanti sono stati coinvolti a vivere l’esperienza della sorpresa, dello spaesamento e della meraviglia in modo immersivo e profondo.
Camminando e ascoltando attentamente racconti quasi sussurrati, lo spettatore si accorge
di come lo spazio urbano si trasformi a poco a poco in spazio scenico i cui attori non sono più donne e uomini in carne e ossa ma porte, finestre, serrature, muri, il banco di un falegname, un’edicola votiva.
Anche lo spazio fisico tra attori e pubblico sembra scomparire, lasciando posto alla prossimità, al contatto, alla comunione; l’attenzione, la cura che gli attori regalano alle persone intorno, trasformano l’architettura dello spazio pubblico in uno spazio intimo, personale.
“abitare poeticamente il mondo e abitare umanamente il mondo sono, in fondo, la stessa cosa”:
le parole dello scrittore e poeta francese, riprese da Patrizia Menichelli durante una delle rappresentazioni teatrali, riassumono ed illuminano il senso e lo scopo del progetto, il ruolo del teatro e dell’arte poetica.
In un tempo difficile e drammatico come quello che stiamo vivendo, riuscire a coltivare uno sguardo consapevole e profondo sul senso del vivere e dell’abitare un luogo può aiutare ad abbandonare abitudini che logorano e restringono le prospettive e imparare un nuovo stile di vita, attento alla poesia del quotidiano e per questo più ricco di umanità.
Originaria del paese di Pico della Mirandola, da diversi anni vivo in una tranquilla zona collinare nei pressi di Bologna. L’insegnamento, inteso come cura, crescita e relazione, è la mia passione e professione.
Io B-hop perché è come partecipare ad un’appassionante caccia al tesoro, la vera bellezza da scovare e donare, raccontandola.