Salviamo la Locanda dei Girasoli: “dal Campidoglio solo promesse, ci serve aiuto ora”

(di Silvia Chessa) – La Locanda dei Girasoli è un ristorante di Roma fondato 20 anni fa, dove lavorano ragazzi affetti da sindrome di down o autistici. Qui trovano una occupazione e un ambiente ricco di stimoli. Ora rischia di chiudere. I costi per mantenerlo sono molto alti perciò il locale è costretto a rimanere aperto solo durante i weekend. Vorrebbero cambiare sede perché dove sono ora, nel quartiere Tuscolano, è una zona troppo periferica. La sindaca Virginia Raggi ha promesso di aiutarli ma ancora nulla è cambiato.

All’interno della Locanda lavorano 9 ragazzi: Emanuele, Francesco, Viviana, Giacomo, Federico, Ettore, Anna e Simone.

Solari, altruisti, determinati, per loro il ristorante non è un gioco. È un lavoro a tutti gli effetti. Hanno studiato, sono stati formati e svolgono le loro precise mansioni in modo impeccabile. A volte si riprendono tra loro scherzosamente, ad esempio quando una posata è messa fuori posto. Farebbero di tutto per salvare la loro Locanda dei Girasoli.

Sono una grande famiglia, nella quale l’amore non manca mai.

I ragazzi sono stati assunti a tempo indeterminato. La maggior parte proviene  da istituti alberghieri o da corsi specializzati.

“Il nostro ristorante è normale, come tutti gli altri – precisa Federico -. Facciamo la cacio e pepe buonissima!”

Il menù è vario: dalla pizzeria a piatti tipici della tradizione romana, passando per alcune rivisitazione di piatti classici. Offrono anche un servizio catering e tutti gli alimenti sono stagionali.

Il locale si trova in una zona poco frequentata. Solo una piccola insegna luminosa a forma di fiore brilla nelle buie vie antistanti.

E’ aperto solo il sabato e la domenica a cena ma copre 90 coperti all’interno e 60 posti all’esterno, durante le fresche sere estive. Qui non manca mai il sorriso, neanche ora che i proprietari stanno riscontrando problemi economici.

“Siamo aperti solo il weekend perché i costi sono troppo alti – racconta a B-hop il direttore Ugo Minghini  –. Se non riusciamo a risolvere la situazione, saremo costretti a chiudere. Chiediamo di avere un locale in una zona più centrale, così potremmo lavorare tutta la settimana”.

L’8 dicembre scorso, durante una puntata della trasmissione televisiva “Portobello”, la sindaca di Roma Virginia Raggi ha promesso di impegnarsi per trovare un locale adeguato alle loro esigenze. Ma da quel giorno nulla è cambiato.

“Alcuni municipi ci hanno mostrato degli immobili – continua amareggiato  – ma non soddisfacevano i nostri bisogni.”

Intanto, dal papà di una delle ragazze che lavora nella Locanda, è partita una petizione online che ha già raccolto più di 160 mila firme.

In un servizio delle “Iene” andato in onda alcuni giorni fa la sindaca Raggi è stata interpellata sulla questione. Ha detto che ci sarà un bando per mettere a disposizione immobili confiscati alla mafia.

Ma la notizia non basta a rincuorare i gestori della Locanda dei Girasoli. La data non è stata annunciata e i tempi rischiano di allungarsi vertiginosamente: serve una soluzione immediata.

Il progetto è nato nel 1999 da genitori con un figlio affetto dalla sindrome di Down. – ci spiega Minghini  – I ragazzi hanno bisogno di stimoli, di essere a contatto con le persone. Il ristorante è stata la soluzione migliore”.

Il lavoro è faticoso, molto stancante, ma d’altronde se si sta con gli amici, tutto è più bello. I ragazzi sono affezionati al loro impiego, che è diventato una ragione di vita.

“Qui non hanno preoccupazioni, sono sereni. E’ il miglior posto per loro. E se dovessimo chiudere, non so cosa farebbero”.

Una firma online e una cena nel locale potrebbero aiutare.

Andate con il cuore aperto a mille emozioni. Sedete e godete la magnifica aria che si respira alla Locanda dei Girasoli!

E impegniamoci tutti per salvarla!

Silvia Chessa

Abito ad Ostia e da sempre la vivo. Il mare è la mia fonte di ispirazione e la mia casa. Sono appassionata di libri, architettura e scrittura. Io B-hop perché le storie reali sono la vera bellezza.
Silvia Chessa

Silvia Chessa

Abito ad Ostia e da sempre la vivo. Il mare è la mia fonte di ispirazione e la mia casa. Sono appassionata di libri, architettura e scrittura. Io B-hop perché le storie reali sono la vera bellezza.