Roma, un Gruppo di acquisto solidale (Gas) per l’autoproduzione di verdure bio

Come essere sicuri che il cibo che mangiamo ogni giorno sia veramente biologico e, magari, anche realizzato in maniera solidale e conviviale? Autoproducendolo tramite un Gruppo di acquisto solidale (Gas). E’ quanto sta avvenendo a Roma, grazie alla nuova idea dell’agronomo Marino Musina, che ha lanciato da poco un Gas intitolato ironicamente “Il cetriolo e l’ortolano”. Chi vive nella zona sud ha oggi la possibilità di dare una mano, se vuole, a coltivare insalate, patate, ortaggi, legumi e poi ricevere a casa ricche cassette di prodotti maturi. In linea con il trend nazionale che sta dimostrando come l’agricoltura sia oggi l’unico settore in crescita, con buone opportunità di lavoro per chi vuole rimboccarsi le maniche: +7,1% di occupati, soprattutto lavoratori indipendenti.

Goriziano di origine, Musina ha vissuto e lavorato per molti anni tra Torino e l’Oltrepò pavese, sempre dedicandosi ad iniziative agricole con il taglio della condivisione e della solidarietà. Dopo aver viaggiato in lungo e in largo per l’Italia, per vendere alle botteghe del commercio equo e solidale i vini biologici della Cooperativa “La Vigna”, a Montecalvo Versiggia, iniziativa collaterale all’associazione omonima impegnata dagli anni ’90 nell’inserimento lavorativo dei migranti nell’Oltrepò pavese, Musina da pochi mesi ha deciso – per amore – di lasciare la Lombardia per la capitale.

11043116_1035411069819784_2226085684966157808_nQui ha pensato di chiedere in giro se ci fossero, oltre il GRA, terreni abbandonati da utilizzare per coltivazioni biologiche. Le risposte non sono mancate: sono già disponibili, a titolo gratuito, diversi ettari a Castel di Guido, Bracciano e Lanuvio. Ed altri sono in arrivo. Musina si sposta con il suo furgone e trattore e, quando capita, invita amici e partecipanti al Gas ad andare a seminare o coltivare le verdure con lui. Chi non lo sa ancora fare, impara. Tra una vangata e l’altra si mangia pane e salame insieme, si stringono amicizie, si fa un cammino di condivisione legato alla terra e alla qualità del cibo. Già è stata organizzata una prima cena di finanziamento per comprare insalate e sementi bio, altre possibilità e iniziative verranno dal percorso comune. Per aderire al gruppo viene chiesto un contributo iniziale di 30 euro, che si trasformeranno, al primo raccolto in due cassette di prodotti.

IMG-20150301-WA0006_resizedNell’Oltrepò pavese Musina è stato la mente di una iniziativa molto originale chiamata “perBacco”, legata alla Cooperativa La Vigna, che produce uve d.o.c. certificate da ICEA da 5 diversi vitigni (barbera, croatina, riesling italico, moscato bianco e pinot nero). “Stiamo condividendo la proprietà dei terreni agricoli viticoli – spiega a b-hop -. L’acquisizione delle quote, di 5000 euro ciascuna fino ad un massimo di tre a persona, dà la possibilità ai soci di decidere collettivamente sulla conduzione dei terreni, con il principio cooperativistico di un solo voto a socio. I soci possono presentare progetti di orticoltura e frutticoltura, dedicarsi di persona all’attività agricola o anche, semplicemente, trascorrere del tempo immerso in una natura ancora incontaminata”. IMG-20150301-WA0004_resized

Per poter dare il massimo delle possibilità di partecipazione alle persone interessate è prevista anche la comproprietà, con la suddivisione della quota intera in sotto quote, a partire da un contributo minimo di 50 euro. In assemblea saranno rappresentati da un solo socio “promotore” ma tutti possono partecipare. L’investimento garantisce dal 2,5 al 4% netto di interessi annui sul capitale versato a seconda dell’andamento dell’annata agraria.

IMG-20150301-WA0003_resizedIspirandosi a principi simili, di condivisione e partecipazione, oggi Marino lancia a Roma l’iniziativa “Il cetriolo e l’ortolano”, ai suoi primi passi. Ora è il tempo della semina, verrà presto quello della raccolta dei frutti, anche se saranno ortaggi. Per informazioni e adesioni: gruppo Facebook “Il cetriolo e l’ortolano”; musinomarino@gmail.com; cell.333/9541957

foto: Simona Di Lascio

Patrizia Caiffa

Direttrice responsabile di B-hop magazine. Giornalista professionista, lavoro dal '98 all'agenzia Sir. Scrivo libri e viaggio (tanto) nel Sud del mondo. Curiosa di nuove avventure, dentro e fuori di me, ho voluto B-hop per portare bellezza, fiducia e consapevolezza nel mondo dell'informazione.
Patrizia Caiffa
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