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Home Primo Piano

Perché andare a vedere la mostra su Salvador Dalì

E’ in corso a Roma, fino al 27 luglio, presso il Museo Storico della Fanteria dell’Esercito Italiano la mostra dedicata a Salvador Dalì.

di Edoardo Caruso
4 Aprile 2025
in Primo Piano
Tempo di Lettura: 4 mins read
40 0
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Salvador dalì

salvador dalì - credits: Wikicommons

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di Edoardo Caruso – Fino al prossimo 27 luglio di quest’anno è possibile visitare a Roma presso il Museo Storico della Fanteria dell’Esercito Italiano a Roma la mostra “Salvador Dalì, tra arte e mito”.

Perché andarci? Si può entrare in contatto con il surrealismo, un movimento artistico che punta alla liberazione dai canoni artistici e sociali, puntando alla rappresentazioni di visioni inconsce, tramite il metodo dell’automatismo psichico, fuori da ogni convenzione e preconcetto.

Se si è appassionati di arte visionaria, psicoanalisi, design e creatività in senso trasversale, questa visita potrà diventare un momento di introspezione e ispirazione che solleticherà la fantasia.

firma dalì
firma dalì

Gli amanti di Salvador Dalì troveranno dettagli interessanti e ricercati, che li porteranno a porsi domande riguardo l’arte e il mondo psichico.

Tra le opere pittoriche, le installazioni, le sculture e i design dell’artista, ci si perde facilmente in un mondo di immaginazione e follia creativa.

La mostra è composta da circa 80 opere provenienti dalla collezione italiana e del Belgio. All’inizio del percorso possiamo osservare  dei disegni che il poeta Federico García Lorca, amico di Salvador Dalì, realizzò a metà tra gli anni Venti e Trenta, nei quali è possibile osservare l’embrione nascente del surrealismo che poi ispirò l’artista stesso.

La mostra è a carattere antologico e vi sono esposte molte illustrazioni di Inferno, Paradiso e Purgatorio di Dante Alighieri, commissionate a Dalì nel 1950.

Gli vennero chieste quell’anno dal governo italiano, per commemorare il settecentesimo anno dalla nascita del poeta.
I 102  acquerelli, per gran parte visibili al museo, riprendono l’opera magna di Dante in un’ottica surrealista. Sono divisi in sei tomi che assumono i colori tematici delle tre parti dell’opera:

  •   Il rosso per l’inferno;
  •   Il viola per il purgatorio;
  •   Il blu per il paradiso

 I dipinti sembrano sospesi tra il sogno e la realtà. L’ottica con cui ogni opera è realizzata riflette le logiche irrazionali e caotiche della mente umana inconscia, così direbbe Freud, il padre della psicoanalisi.

voluptas mors
USA. New York City. 1951. Salvador DALI. “In Volupate Mors.”

Ogni opera della collezione ritrae un evento o un personaggio centrale di ogni canto dantesco. (foto) .

Inoltre tra le stanze è anche possibile ammirare installazioni e sculture dal carattere conturbante e straniante.

In particolare per chi è appassionato di Design sono presenti anche dei pezzi della collezione di profumi Schiaparelli, la croce fatta da Dalì per la moglie, ed alcune bottiglie illustrate dall’artista e gioielli decorati.

Oltre alle stanze su Dante ve ne sono altre, come quella dedicata al soggetto dei cavalli, spesso ritratto nei dipinti di Dalì.

Perdersi nelle composizioni visive e materiali delle opere dell’artista non è l’unica possibilità.

Infatti sono presenti anche opere di altri artisti appartenenti al movimento surrealista, come:

  •   Marc Chagall, pittore surrealista ed espressionista.
  •   Stanislao Lepri, pittore e scultore di arte moderna,
  •   Fabrizio Clerici, pittore di arte moderna e arte astratta.
  •   Man Ray, esponente del movimento dadaista e surrealista.

A Michel Henricot e Leonor Fini è stata dedicata una stanza a parte con grandi dipinti rappresentativi del modo di rappresentare soggetti attraverso visioni particolari e fuori dal nostro mondo ordinario.

E’ quindi una mostra da non perdere se ci si ritiene amanti dell’arte e della trasversalità, e se si vuole esplorare un’esperienza che rende tangibili delle visioni inconsce.

La mostra è stata allestita dal curatore di mostre d’arte internazionali Vincenzo Sanfo insieme ad un comitato internazionale e gode del patrocinio della regione Lazio, di Roma Capitale e dell’assessorato alla cultura italiana e di Oficina Cultural de la Embajada de España


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Edoardo Caruso

Edoardo Caruso

Nato nel 1997, laureato in Scienze e Tecniche Psicologiche, sto conseguendo una laurea magistrale in Comunicazione, Innovazione ed Experience Design a Roma. Da appassionato di scrittura e arte visiva, cerco di portare il mio bagaglio di esperienze, il mio punto di vista trasversale, e la mia sensibilità per ciò che ispira un senso vitale qui su B-Hop.

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