A Palermo giovani scacchisti imparano la legalità in un bene confiscato alle mafie

(di Nicola Perrone) – In uno stabile confiscato alle mafie arriveranno giovani scacchisti provenienti da tutta Italia. Già, in passato, ragazzi provenienti dalla Russia, sono atterrati a Palermo per prendere parte ai tornei del loro sport preferito, e che con l’occasione hanno avuto modo di fare un tuffo nel passato e trascorrere qualche giorno tra banchetti e danze medievali.

Due grandi passioni: gli scacchi e la legalità, hanno portato infatti l’Associazione Culturale TurismoSicilia a prendere parte, come unico partner di promozione sociale in tutta Italia, al progetto nazionale “Scacchi metafora educativa”, promosso dal Centro Sportivo Educativo Nazionale (CSEN) e dalla società sportiva Alfiere Bianco, finanziato dall’impresa sociale “Con i bambini”.

Oltre a giocare a scacchi, i sei giovani hanno partecipato alle visite organizzate per loro nel capoluogo. L’itinerario è proseguito fino al cuore del borgo di Caccamo dove, nel mese di giugno, i cittadini indossano gli abiti dell’epoca, le piazze cambiano sembianze e per le stradine si esibiscono artisti con musiche e performance tipiche del Medioevo.

Un corteo che prende spunto da una delle casate nobiliari feudali più importanti e influenti nella storia della Sicilia medievale, i Chiaramonte.

Il progetto “Scacchi metafora educativa” è rivolto a oltre 10.000 bambini provenienti da ben 14 regioni dello stivale, coinvolgendo 23 istituti scolastici, 400 associazioni sportive e 10 organizzazioni del Terzo Settore, per un investimento totale di oltre due milioni in tre anni di attività previste.

Concretamente i ragazzi avranno l’opportunità – oltre a partecipare a tornei di scacchi con i loro coetanei sicilianidi esplorare l’isola, di interagire, confrontarsi e costruire relazioni significative con i giovani, sia italiani che europei.

E anche di percorrere le strade della legalità constatando direttamente come è possibile rivalutare un bene confiscato, facendolo diventare un polo culturale.

Attraverso il progetto, infatti, il bene riceverà un contributo per la ristrutturazione tale da renderlo sul territorio punto di riferimento culturale e di socializzazione nel tempo, con l’obiettivo di diventare, nel prossimo futuro, polo delle attività dello sport integrato in Sicilia dello CSEN.

Inaugurazione del bene confiscato

“Partecipare al progetto Scacchi Metafora Educativa – spiega Angelica Tantillo, presidente di TurismoSicilia -, rafforza il nostro impegno nell’aver ottenuto un bene confiscato alle mafie. È importante il partenariato le associazioni del Terzo Settore e con tutte le società sportive di scacchi disseminate in Italia, ognuno in base alle proprie competenze ed in perfetta sinergia. Le attività in programma sono considerate punto di riferimento per altri contesti geografici, e sono riproducibili”.

L’associazione culturale TurismoSicilia, con sede a Palermo, da anni propone nuove forme di turismo attraverso l’organizzazione di eventi pensati appositamente per attrarre i visitatori in base ai loro interessi, intrecciando le passioni personali di ognuno con l’impegno sociale, riappropriandosi degli spazi sociali del territorio e dando nuova veste e dignità a quei beni confiscati alla mafia e restituiti finalmente alla cittadinanza.

L’associazione, per il pregio dei progetti portati avanti e realizzati dal 2008 ad oggi, ha avuto assegnato da parte del Settore Valorizzazione Risorse Patrimoniali del Comune di Palermo il bene confiscato alla mafia sito in via De Gasperi 53, che diventerà così un vero punto di riferimento per i ragazzi di tutta Italia e non solo che saranno accolti a Palermo.

Unendo sport, cultura e impegno sociale, l’associazione si impegna ogni giorno, con passione e dedizione, a mostrare gli aspetti migliori della Sicilia e dei suoi cittadini.

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Nicola Perrone

Nicola Perrone, soprattutto sociologo, è molte cose insieme. Comunicatore, nonviolento, obiettore di coscienza, operatore di cooperazione internazionale. E ancora: ama la natura, viaggiare, le culture ‘altre’, la meditazione, la spiritualità, la musica… Ma il suo vero mestiere è: cambiare il mondo.
Nicola Perrone
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Nicola Perrone, soprattutto sociologo, è molte cose insieme. Comunicatore, nonviolento, obiettore di coscienza, operatore di cooperazione internazionale. E ancora: ama la natura, viaggiare, le culture ‘altre’, la meditazione, la spiritualità, la musica… Ma il suo vero mestiere è: cambiare il mondo.