Nabil Antaki, medico e volontario ad Aleppo. Porta la speranza tra i poveri

di Agnese Malatesta – Nabil Antaki, prestigioso medico siriano di 71 anni, è uno dei sei vincitori del 27/o Premio del Volontariato internazionale Focsiv.

Alle spalle ha una brillante carriera professionale –  numerose pubblicazioni ed incarichi ricoperti nell’ambito della sua specializzazione medica, la gastroenterologia (è stato anche presidente della Syrian Society of Digestive Endoscopy) – Nabil ha ricevuto il premio per essersi distinto per la sua vita da volontario:

da quarant’anni, si occupa dei poveri di Aleppo, città in cui vive.

All’inizio con una Ong (‘L’orecchio di Dio’) da lui fondata insieme alla moglie e i Fratelli Maristi della Siria che poi dal 2012, con l’inizio della guerra civile, ha cambiato nome diventando ‘I Maristi Blu’, dal colore blu delle loro magliette che li rende facilmente riconoscibili dalla popolazione.

Attualmente il gruppo è formato da 150 persone, di tutte le età, cristiani e musulmani, e gestisce 15 programmi di aiuto alla popolazione di Aleppo e dei campi di sfollati.

Pur avendo possibilità di andare a vivere negli Usa, dove si trovano i figli,

Nabil e la moglie hanno sempre rifiutato di lasciare la Siria, nonostante il pericolo.

Nabil ha fatto proprio il motto de “I Maristi Blu”: “vivere in solidarietà con i poveri e gli sfollati per alleviare le loro sofferenze, promuovendo l’umanità e il seme della speranza.”

Sin dall’inizio della guerra, questa organizzazione si prende cura dei bisogni primari della popolazione fortemente disagiata, dalla distribuzione di cibo e vestiti all’assistenza medica e al sostegno per trovare un’abitazione.

E poi anche interventi per la formazione, programmi di scolarizzazione per i bambini e alfabetizzazione degli adulti. Fra le attività seguite direttamente da Nabil Antaki, c’è il programma ‘Goccia di latte’ destinato alla distribuzione di latte ai neonati e bambini con meno di 11 anni.

Dei sei premiati per attività di volontariato internazionale dalla Focsiv (la cerimonia si è svolta online in occasione della Giornata mondiale del volontariato del 5 dicembre), due sono donne.

Si tratta di Alessandra Bragini di OVCI-La nostra Famiglia, che da 17 anni in Marocco si occupa di integrazione ed inclusione delle persone con disabilità, e di Renata Cardi di COPE-Cooperazione Paesi Emergenti, di cui è cofondatrice; durante l’emergenza Covid-19 la sua casa a Catania si è trasformata in una piccola “Cucina solidale” nella quale si preparavano panini e pasti caldi, il suo telefono era un centralino che smistava richieste di aiuto.

Gli altri premiati: Florentin Bushamdale di Incontro fra i Popoli, giovane della Repubblica Democratica del Congo  impegnato da anni in attività volte a migliorare la vita lavorativa di tanti ragazzi in estrema povertà; Ali Mammer, di origine marocchina, vincitore del bando del Servizio civile del Comune di Casale di Scodosia (Padova) che  nel periodo del lockdown si è prodigato con passione al servizio degli anziani e dei cittadini più fragili.

Sesto premiato, il sociologo Luigi Manconi, presidente di ‘A buon diritto’ a cui è stato assegnato il Premio Difensore Diritti Umani, neonato riconoscimento nell’ambito della premiazione annuale ai volontari della Focsiv.

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Agnese Malatesta
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Agnese Malatesta

Giornalista professionista. Per trent’anni cronista all'Ansa, mi piace raccontare fatti e persone ‘comuni’. Scrivo su B-hop perché quelle storie, forse semplici ma non scontate, e comunque vitali e positive, di solito non fanno la storia del momento ma arricchiscono le vite di tutti. Mi piace pensare che questo sia un modo per contribuire al vivere civile. Sempre attratta dai temi sociali – laureata, più o meno consapevolmente, in Sociologia – guardo con passione alle novità in questo ambito. Ho una predilezione per i fiori, le rose in particolare, e per le scrittrici donne.