Migranti: Medici senza frontiere, “la Libia è una trappola per chi fugge”. Le testimonianze

Questa apparentemente non è una bella notizia. Ma è una buona notizia sapere quante persone vengono salvate ogni giorno e quali sono i suggerimenti degli operatori umanitari che lavorano sul campo per evitare che questo dramma epocale diventi ancora più gravi. Per questo motivo b-hop, che sceglie di proporre sempre una informazione costruttiva, ha deciso di condividere oggi una potente gallery di immagini, storie e testimonianze, seppur drammatiche, che rientrano nel grande sforzo umanitario e comunicativo di Medici senza frontiere, per informare correttamente su quanto sta accadendo in Libia e nel Mediterraneo, perché le persone migranti che soffrono e muoiono durante la fuga verso una vita migliore non rimangano numeri ma diventino volti.

La nave di Msf Bourbon Argos arriverà domani a Catania con a bordo altre 455 persone salvate. Nella gallery che segue, intitolata,  “Una trappola per chi fugge” l’organizzazione medico-umanitaria riporta decine di testimonianze sulle terribili condizioni vissute in Libia da rifugiati, migranti e richiedenti asilo che cercano di raggiungere l’Europa.

Dal 2015 Msf ha lanciato operazioni di ricerca e soccorso in mare, salvando oltre 25.000 persone. A prescindere dal paese d’origine o dalle ragioni della fuga, quasi tutte sono passate dalla Libia. Centinaia di interviste raccolte rivelano un livello allarmante di violenza, che colpisce indifferentemente uomini, donne o bambini per mano di trafficanti, gruppi armati, autorità e singoli individui.

Diané Zié Zakaria, 3 years old, travels with his mum from Ivoary Coast. After being more than 2 month travelling finally they are safe The MSF ship Dignity 1, that set sail from Malta after a technical stop, rescued 435 people from three boats in distress: 120 in the first one, 134 in the second and 181 in the third. On the first two boats, both rubber rafts, the majority were from Guinea, Mali, Ivory Coast and Senegal. The third boat however was wooden, and almost half of those onboard were from Eritrea. Between the three boats, 73 women were rescued as well as 140 children/minors. Whilst all are physically quite well, they show the scars of the perilious sea journey and awful time in Libya.
Diané Zié Zakaria, 3 years old, travels with his mum from Ivoary Coast. After being more than 2 month travelling finally they are safe

Il 50% delle persone soccorse ha raccontato di essere stato imprigionato per mesi in condizioni disumane. I rapimenti sono un modo comune di estorcere denaro. Torture, violenze sessuali, omicidi, lavori forzati sono all’ordine del giorno. L’82% dei pazienti trattati dai nostri team in Sicilia ha raccontato di aver vissuto eventi traumatici durante il viaggio.

“I segni di tutto questo sono nelle ferite, fisiche e mentali, che le nostre équipe vedono ogni giorno sulle persone soccorse – dicono gli operatori -. Senza un sistema di asilo funzionante in Libia le persone in cerca di protezione non possono essere trattate in conformità al diritto internazionale e regionale dei rifugiati”.

I paesi dell’Unione europea – questo l’appello di Msf che condividiamo – “non devono negare alle persone la possibilità di raggiungere l‘Europa”.

Ecco la gallery completa:

 


UNA TRAPPOLA PER CHI FUGGE by Medici Senza Frontiere on Exposure

redazione b-hop

B-hop, testata giornalistica on line, dal 2014 è il primo magazine ad alta percentuale di belle notizie che integra i temi della crescita interiore con l’azione sociale e culturale.
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