L’emergenza Covid-19 mette in ginocchio le fabbriche. L’appello, “salviamo le uova di Pasqua”

La prima pandemia globale è arrivata in Italia alla vigilia di Pasqua, mettendo in crisi le produzioni stagionali, come le uova di cioccolato.

Fabbriche chiuse a produzione avanzata rischiano di non riaprire in autunno, sommerse dalle perdite di oggi. Ma da Modena a Roma,

un’azienda familiare ed un’associazione di solidarietà internazionale provano a salvare le uova di Pasqua.

Fare del buon cioccolato è un’arte. Dipende dalla varietà del cacao. Dal tipo di lavorazione. Dall’uso esclusivo del burro di cacao, senza grassi esterni.

Dalla cura dei particolari e dal rispetto verso ciò che è stato prodotto, per lasciare inalterate le sue straordinarie caratteristiche.

Tutto questo è il lavoro quotidiano della fabbrica Dolcem di Modena e di Paolo Berni, l’attuale proprietario.

“La nostra fabbrica è piccolina, di dimensioni modeste – ci spiega -. Hanno cominciato i miei nel 1954 quando sono nato. Si può dire che vivo da sempre nel cioccolato! Mio papà guidava i camion e il padre di mia mamma, che era il proprietario, faceva il falegname. In inverno producevano un po’ di cioccolato, ma roba del dopoguerra. Poi piano piano la cosa è cresciuta, e negli anni ‘60 hanno iniziato solo con le uova di Pasqua”.

Una scelta di famiglia, che dopo tante resistenze Paolo è riuscito a cambiare, trentanni dopo, aprendo una linea per il Natale.

 

“Ci siamo specializzati in corpi cavi di cioccolato – precisa -. Facciamo noi gli stampi, in questo modo riusciamo a dare l’esclusività al cliente. Anche se questo presuppone un impegno considerevole di ricerca e sviluppo e linee di produzione dedicate”.

In questo modo però, sono riusciti a diversificare la produzione. La fabbrica è cresciuta, anche se la gestione è rimasta familiare e con una filosofia artigianale.

“In tutto siamo una trentina, io, mia moglie, i nostri due figli e i dipendenti, che lavorano da settembre ad aprile”.

Poi l’emergenza Covid-19 Dolcem ha continuato la produzione anche quando Modena era stata inclusa nella zona “arancione”. Poi sono stati costretti a chiudere.

“Di questi tempi per me è sempre stato un impegno giorno e notte. Normalmente fino al giovedì prima di Pasqua le macchine andavano a pieno regime. E’ proprio una dimensione che non abbiamo mai vissuto. E invece

adesso abbiamo dovuto fermare l’azienda e lasciare a casa i dipendenti. Ora non dormo per la preoccupazione”.

Per le aziende che fanno prodotti di ricorrenza legati alla Pasqua l’emergenza sanitaria è un vero disastro. In più la fabbrica di Modena sconta una scelta etica, fatta da tanti anni.

La maggior parte dei nostri clienti sono associazioni di solidarietà, che sono rimaste bloccate perché non lo fanno per lavoro e non sono supermercati”.

Clienti buoni in tutti i sensi, in tempi normali, dato che quest’anno le loro ordinazioni garantivano già il massimo di produzione e tutti i nuovi clienti sono stati rifiutati.

“Tra l’altro abbiamo selezionato le nostre associazioni. Prima di accettarle ci informiamo su quello che fanno”.

Ora Dolcem dovrà far fronte alla perdita economica di questa Pasqua. Gran parte delle uova sono state già prodotte, ma non sono state ritirate. Il lavoro è stato fatto e pagato, ma le vendite sono crollate.

“Ora congeliamo il mutuo del nuovo capannone per poter pagare i dipendenti – dice Berni -, che sono la nostra prima preoccupazione, e i fornitori. Per fortuna abbiamo già ordini per Natale e Pasqua 2021, ma abbiamo bisogno di altre risorse per ripartire a settembre con i materiali nuovi e i dipendenti”.

Di fronte a questo stallo, da Roma, è partita una gara di solidarietà nell’emergenza.

La onlus S.A.L., Solidarietà con l’America Latina che da anni fornisce Dolcem di cioccolato biologico della Costa d’Avorio e di sorprese artigianali del Perù, tutti progetti del commercio equo e solidale, e riacquista le uova di Pasqua, non rinuncia alla campagna solidale e prova a sensibilizzare i propri sostenitori.

S.A.L. propone la consegna differita a fine emergenza dopo Pasqua e l’Uovo Sospeso, pagato da donatori che scelgono di consegnarlo, in collaborazione con il Banco Alimentare di Roma, a persone fragili, madri sole o famiglie in difficoltà.

Per chi fa ordinativi di gruppo consistenti S.A.L. sta organizzando consegne ai punti di raccolta entro le festività pasquali, nel rispetto delle ordinanze in vigore. 

L’emergenza si può combattere con più solidarietà.

“E’ una iniziativa che ci inorgoglisce – conclude Berni -, anche se trattare il cioccolato equosolidale è un bell’impegno. Noi lo lavoriamo a dicembre, prima di tutti gli altri ordini, per essere sicuri di non mischiare i materiali. Il mondo purtroppo gira in senso contrario, con pochi ricchi che hanno risorse infinite che non basterebbero mille vite ad utilizzarle”.

Se si salveranno le uova di Pasqua, si salverà forse anche un po’ della nostra umanità. Se la solidarietà non si ferma, forse saremo capaci di ricostruire un mondo migliore.

  • B-hop aderisce all’appello dell’associazione S.A.L. onlus per aiutare la fabbrica di cioccolato Dolcem di Modena, i cui posti di lavoro dipendono fortemente dalle vendite di Pasqua, e per sostenere 5 progetti in America Latina e Africa attraverso le forniture di cacao, zucchero di canna, sorprese, bigliettini e la destinazione della raccolta fondi.
  • Per ordinazioni entro il 31 marzo: info@b-hop.it o 329/6266646.

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