La “Buonanotte salesiana” via web, pensieri positivi per giovani e famiglie in difficoltà

(di Agnese Malatesta) – L’appuntamento è tutti i giorni, nel pomeriggio, alle 17.30. Dai canali social dell’oratorio ‘Borgo Ragazzi don Bosco’ parte la consueta ‘Buonanotte salesiana’.

Pochi minuti per un pensiero positivo, per ciò che di buono si è fatto durante la giornata, per una riflessione educativa rivolta a ragazzi e  famiglie.

La ‘buonanotte’ è tradizione di tutte le case salesiane e di solito si fa di persona ma ora, forzati all’isolamento, passa dal web senza perdere però valore ed efficacia.

Il ‘Borgo’, attivo nella periferia est di Roma, è una struttura fedele all’insegnamento di San Giovanni Bosco, il santo piemontese vissuto 200 anni fa e considerato un pedagogo innovatore.

Da oltre 70 anni si prende cura di bambini e giovani in difficoltà, offrendo loro opportunità formative e di sostegno. Lo fa con i corsi di formazione professionale, con l’accompagnamento allo studio, con l’accoglienza di  minori stranieri soli. E lo fa soprattutto con l’oratorio,  fulcro del principio educativo di don Bosco.

La ‘buonanotte salesiana’ è una consuetudine di don Bosco, diventata nel tempo uno stile educativo.

Un pensiero positivo, che lui dedicava ai suoi ragazzi la sera, prima di andare a letto. L’aveva appreso dalla madre, Margherita, che lo rivolgeva a lui, quand’era ragazzo.

E – raccontano al ‘Borgo’ – fu proprio mamma Margherita a farlo con il primo ragazzo accolto dal figlio.

Nel corso degli anni, non essendoci più il convitto come ai tempi dello stesso don Bosco, la ‘buonanotte salesiana’ è diventata un momento breve per parlare ai ragazzi, un momento in cui fare sintesi della giornata, per dare un’informazione o un buon messaggio.

Non è prevista, di norma, in un’ora precisa della giornata. All’interno della scuola professionale, ad esempio, è presente la mattina, quando per il buongiorno si radunano tutte e classi insieme (spesso nel cortile del ‘Borgo’ quando è bel tempo) che coinvolge circa 400 persone fra ragazzi e formatori; nell’oratorio invece si fa il pomeriggio e partecipano non solo ragazzi ma anche le famiglie. Di solito, il buon pensiero viene proposto da un salesiano o anche da un educatore o da un animatore.

Con l’arrivo del coronavirus e il conseguente isolamento, l’oratorio del ‘Borgo’ è chiuso ma gli educatori hanno cercato di non lasciar cadere questa consuetudine e stanno continuando a condividerla con tutti attraverso i canali social, quindi Facebook, Instagram, Twitter.

Negli ultimi giorni, la ‘buonanotte’ (che si conclude con una preghiera) si serve anche di un video.

L’oratorio del ‘Borgo’ quindi continua virtualmente le sue attività. E sempre con collegamenti online proseguono  altre attività educative, ora interrotte.

Come il lavoro di sostegno alle famiglie affidatarie che si svolge tramite colloqui via Skype (in collaborazione con l’associazione ‘Rimettere le Ali APS’).

Prosegue poi il progetto ‘Dare di più a chi ha avuto di meno’, in collaborazione con l’impresa sociale ‘Con i Bambini’, che attraverso il cellulare SOS 3474204632 fornisce sostegno psicopedagogico per famiglie che hanno difficoltà con i figli.

E sempre con l’ausilio del telefonino è possibile continuare il supporto allo studio così da far sentire meno soli i ragazzi. Per informazioni: www.borgodonbosco.it

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Agnese Malatesta

Giornalista professionista. Per trent’anni cronista all'Ansa, mi piace raccontare fatti e persone ‘comuni’. Scrivo su B-hop perché quelle storie, forse semplici ma non scontate, e comunque vitali e positive, di solito non fanno la storia del momento ma arricchiscono le vite di tutti. Mi piace pensare che questo sia un modo per contribuire al vivere civile. Sempre attratta dai temi sociali – laureata, più o meno consapevolmente, in Sociologia – guardo con passione alle novità in questo ambito. Ho una predilezione per i fiori, le rose in particolare, e per le scrittrici donne.
Agnese Malatesta
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Agnese Malatesta

Giornalista professionista. Per trent’anni cronista all'Ansa, mi piace raccontare fatti e persone ‘comuni’. Scrivo su B-hop perché quelle storie, forse semplici ma non scontate, e comunque vitali e positive, di solito non fanno la storia del momento ma arricchiscono le vite di tutti. Mi piace pensare che questo sia un modo per contribuire al vivere civile. Sempre attratta dai temi sociali – laureata, più o meno consapevolmente, in Sociologia – guardo con passione alle novità in questo ambito. Ho una predilezione per i fiori, le rose in particolare, e per le scrittrici donne.