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Home Buenvivir

Ius soli: la scrittrice Igiaba Scebo e i suoi tweet artistici per descrivere una “Italia già meticcia”

di Patrizia Caiffa
27 Ottobre 2017
in Buenvivir, Primo Piano
Tempo di Lettura: 4 mins read
55 0
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di Patrizia Caiffa – Un invito a colpi di arte, cultura e bellezza per convincere governo  e parlamento ad approvare la legge sullo ius soli. Opere d’arte o autori famosi che dimostrano come l’Italia e l’Europa siano diventate grandi anche attraverso il meticciato e l’incontro virtuoso tra culture ed esperienze. E’ la provocazione gentile che sta lanciando in questi giorni via Twitter la scrittrice italo-somala Igiaba Scego, collaboratrice di molte testate e autrice di libri di successo come “La mia casa è dove sono”, “Adua”.

igiabaNoi di b-hop l’abbiamo incontrata a margine della consegna, oggi a Montecitorio, delle 85.000 firme raccolte dalla campagna “Ero straniero” a sostegno di una legge di iniziativa popolare che chiede, tra l’altro, di cambiare la legge Bossi-Fini e reinserire vie legali di accesso in Italia. Un grande successo della società civile – capofila Emma Bonino e don Virginio Colmegna – che ora domanda “un atto di coraggio” per approvare, entro la fine della legislatura,  la legge per dare la cittadinanza alla nascita o dopo un ciclo di studi a oltre 800.000 bambini e ragazzi nati e cresciuti in Italia.

Dopo le delusioni degli ultimi mesi si sono mobilitati gli insegnanti, molti hanno aderito allo sciopero della fame, ci sono state tante manifestazioni. E ora i tuoi tweet con le opere d’arte. Perché?

Ho avuto l’idea di mandare ogni tanto al premier Paolo Gentiloni – che ancora non mi risponde -, quadri del nostro Rinascimento, della nostra cultura, facendogli vedere quanto già l’Italia era meticcia. Molto spesso dicono: “Non esistono neri italiani”. Poi vedi Carpaccio, a fine ‘400, che dipinge un gondoliere nero: il tweet ha avuto un successo pazzesco, perché la gente vuole conoscere, vuole sapere.

Questo gondoliere nero lo ha dipinto Carpaccio fine '400 a Venezia. @PaoloGentiloni siamo qui da tanto #fateiussoli pic.twitter.com/tjLvokeHAw

— Igiaba 📚 (@casamacombo) October 22, 2017

In Europa ci sono anche autori famosi con origini afro?

Sì, accade anche nella cultura europea: nessuno ci ha detto che Alexandre Dumas o Alexander Puskin erano afrodiscendenti. Dovremmo proprio insegnare nella letteratura che l’Europa è meticcia. Ci sono state tante cose in passato: conquiste, schiavitù, colonialismo. E’ chiaro che non c’è mai stato un solo colore in Europa, fin dai tempi degli antichi romani. Caracalla e Settimio Severo venivano dalla Libia. Dobbiamo cominciare a capire che la nostra cultura non è isolata, anzi l’Italia è al centro del Mediterraneo. Ed è assurdo nel 2017 non avere una legge sulla cittadinanza che permetta a tanti figli di migranti, nati qui o cresciuti qui perché arrivati da piccolissimi, di essere quello che già sono nella loro realtà, cioè italiani.

Questo ragazzo la sta guardando @PaoloGentiloni da un quadro del '700 di A. Longhi. Si sta chiedendo xché ancora nel 2017 non c'è #iussoli pic.twitter.com/ac7bQFlpcp

— Igiaba 📚 (@casamacombo) October 27, 2017

La campagna “Ero straniero” è stata un successo: perché c’è così bisogno di nuove politiche sull’immigrazione?

La campagna “Ero straniero” è fondamentale perché i migranti sono la cartina di tornasole di un Paese: se stanno bene i migranti sta bene anche il Paese. Se non riusciamo a dare possibilità lavorative a persone che hanno competenze abbiamo fallito. Conosco tantissimi rifugiati che hanno fatto cose splendide senza l’aiuto di nessuno. Penso al mio amico Dolly: era un pescatore in Somalia, è arrivato qui da solo, ha frequentato dei corsi, oggi è un apicoltore. Si è reinventato una vita. Vuol dire che le persone migranti vogliono contribuire alla ricchezza di questo Paese. Se li buttiamo per strada entreranno nelle file della criminalità organizzata. C’è bisogno di tante cose, di una vita culturale diversa, di un pensiero positivo. Quando giro per i miei libri non vedo l’Italia che ci viene rappresentata nei talk show; vedo un’Italia diversa, che magari è preoccupata della globalizzazione, ma vuole contribuire a creare un mondo nuovo. Possiamo farcela.

Dopo tanta mobilitazione pensi che lo ius soli sia un po’ più vicino?

Io spero di sì. Perché se non l’approvano in questa legislatura è una vergogna nazionale. Alessandro Manzoni ha imparato l’italiano anche se aveva più facilità a scrivere in francese. Siamo un po’ tutti Manzoni: c’è bisogno della legge sullo ius soli, c’è bisogno della nostra nazione. Votare, anche ponendo la fiducia, sarebbe un atto di coraggio per tutti noi.

22730493_10214141165073416_7878395229590142490_nNei giorni scorsi ha fatto scalpore un paragrafo di un  sussidiario per le scuole primarie in cui si parla di immigrati e profughi come “clandestini” e con un approccio scorretto. Che ne pensi?

Ho proposto alla ministra Fedeli di fare una tavola rotonda con attivisti e attiviste, scrittori e scrittrici, esperti ed esperte, di cambiare i nostri programmi scolastici e i nostri libri di testo. Perché le scuole sono già multietniche e c’è bisogno di più meticciato. E non significa sostituire la storia italiana, badiamo bene, ma arricchirla con uno sguardo più ampio

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Patrizia Caiffa

Patrizia Caiffa

Founder e Direttrice responsabile di B-hop magazine. Giornalista professionista, lavoro dal '98 all'agenzia Sir dove mi occupo di temi sociali e umanitari, migrazioni, esteri. Laureata in Lingue e letterature straniere moderne, ho scritto romanzi, testi teatrali e saggi e viaggiato (tanto) nel Sud del mondo. Instancabilmente curiosa di nuove avventure, dentro e fuori di me, ho voluto B-Hop per portare bellezza, fiducia e consapevolezza nel mondo dell'informazione e nella società.

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