Coronavirus: 157 mila volontari in prima linea, il grazie del Ministero della Salute

(di Agnese Malatesta) –  Il Ministero della Salute fa sapere che contro l’emergenza coronavirus, accanto a medici, infermieri e farmacisti, ci sono ogni giorno 157 mila volontari in prima linea.

Persone che pur rischiando la propria salute non amano essere considerati degli eroi e che in questo momento di grossa fragilità sociale continuano nell’azione positiva e solidale. “Grazie a tutti i volontari che stanno mettendo il loro coraggio al servizio di tutti noi”, dice lo stesso Ministero.

Li immaginiamo queste 157 mila persone operative, h24, sulle ambulanze, negli ospedali e nelle case di malati, di anziani, di persone con disabilità.

Di chi insomma in questo momento è fra i più fragili dei fragili, di chi senza quel sostegno forse non potrebbe né mangiare, né ricevere farmaci, né arrivare ad un pronto soccorso.

Eppure il paradosso dell’emergenza Covid-19, e delle necessarie misure per contenere il contagio, a cominciare dall’isolamento e dalle distanze di sicurezza,

è che l’intero mondo del volontariato è ora costretto a fermare gran parte delle sue attività, come fosse all’improvviso inibito, congelato.

Fra i suoi utenti si vive il disagio: dove possibile si fa ricorso ai social, alla rete, ai contatti online. Ma non sempre e non per tutti è possibile. Resta il vuoto.

Milioni i volontari nel nostro paese, milioni coloro che attraverso questi possono avere – o anche solo sperare – una vita dalla qualità migliore.

Una realtà consolidata che esprime forte il senso di partecipazione e condivisione, dove la relazione umana si fa azione per incontrare l’altro senza  scambi o monete. 

E c’è chi va a scuola di volontariato. Ossia chi vuole conoscere chi sono i volontari, cosa fanno, quanto sia fruttuosa e significativa la loro presenza nelle relazioni delle comunità.

E’ possibile attraverso progetti promossi dai Centri di servizio per il volontariato (Csv) nell’ultimo anno scolastico: incontri con studenti, insegnanti, famiglie, in cui si è spiegato ed insegnato un mondo di vitalità e ricchezza sociale.

Tante le idee e le sperimentazioni che hanno preso corpo, dalla ‘caccia al tesoro’, ai libri viventi, agli orti dedicati alle vittime di mafia. In complesso nelle ‘lezioni’ sul volontariato – secondo il primo censimento realizzato da CSVnet (l‘associazione dei centri di servizio) reso noto di recente – sono stati coinvolti

1.800 istituti italiani, 118 mila studenti, 4.700 insegnanti e 3.400 associazioni non profit.

“A lezione di volontariato. I progetti dei Csv per gli studenti italiani’, è il nome del progetto, ha rilevato che oltre il 15% delle scuole secondarie superiori italiane ha partecipato alle attività censite e proprio i ragazzi di questo ciclo di studi sono risultati i più impegnati (circa 79.500).

Significativo anche il numero delle scuole elementari (290) e medie (326). Fra gli enti di terzo settore coinvolti, circa 2.500 sono state organizzazioni di volontariato (73%); protagonisti attivi dei progetti anche uffici scolastici regionali e comuni.

Emblematici ed evocativi i titoli dei singoli progetti: “Cittadini in erba”, “Da vicino nessuno è normale”, “Super eroi reali”, “Volo fra i banchi”, “Il portavalori”.

Tra le proposte più originali – segnala il CSVnet – un gioco a carte ideato per 120 bambini di scuola primaria di Trento che hanno potuto conoscere i volontari delle associazioni impegnati nella difesa dei diritti umani e dell’ambiente.

E poi, volontari in classe a Cremona e Lecce che hanno raccontato la propria storia come ‘libri viventi’. Grazie ad un progetto di alternanza scuola lavoro, in provincia di Monza, un gruppo di studenti ha sviluppato “Ri-cibo”, il prototipo di una piattaforma informatica contro lo spreco del cibo.

A Palermo, guidati da agronomi, gli studenti hanno costruito orti scolastici e vasche con piante ornamentali dedicati alle vittime della mafia.

In generale le azioni che spiccano sono la promozione del volontariato, attraverso soprattutto lezioni e testimonianze (42%); la diffusione di conoscenze su specifici temi, come la lotta alla mafia, l’integrazione dei migranti e la sostenibilità ambientale (38%); gli interventi rivolti alla prevenzione e il contrasto del disagio scolastico su argomenti come il cyberbullismo.

Ma si trovano anche iniziative per ragazzi sottoposti a sanzioni disciplinari ai quali è stato proposto di partecipare ad attività di volontariato in alternativa alla sospensione. Secondo il CSVnet, il punto di forza di queste iniziative, è  la collaborazione fra diverse realtà, le reti di associazioni, le famiglie, le scuole, le aziende, gli enti pubblici.

L’indagine ha coinvolto tutti i 62 Csv soci di CSVnet attivi a fine 2018; è infatti in corso una riorganizzazione territoriale che li ridurrà a 49 entro il 2020.

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Agnese Malatesta
Agnese Malatesta

Agnese Malatesta

Giornalista professionista. Per trent’anni cronista all'Ansa, mi piace raccontare fatti e persone ‘comuni’. Scrivo su B-hop perché quelle storie, forse semplici ma non scontate, e comunque vitali e positive, di solito non fanno la storia del momento ma arricchiscono le vite di tutti. Mi piace pensare che questo sia un modo per contribuire al vivere civile. Sempre attratta dai temi sociali – laureata, più o meno consapevolmente, in Sociologia – guardo con passione alle novità in questo ambito. Ho una predilezione per i fiori, le rose in particolare, e per le scrittrici donne.