I fatti di Colonia: le sorprese di una rassegna stampa nostrana

Sono passate ormai due settimane da quanto avvenuto a Colonia la notte di Capodanno. I fatti sono noti a tutti: si tratta di episodi gravissimi e preoccupanti in qualsiasi modo vengano esposti. Ma ora che tutti hanno detto la loro è possibile riaprire le pagine che abbiamo letto e chiederci cosa e come ci è stato raccontato dai giornali italiani.  Sia ben chiaro: non abbiamo, nella nostra piccola redazione, i mezzi per fare un doveroso fact checking: però possiamo provare a fare un piccolo “news checking” e cercare di capire non tanto cosa è successo, quanto come è stato raccontatoLeggete e confrontate quanto riportato con l’idea che vi eravate fatti. Probabilmente troverete qualche sorpresa.

Piccola rassegna stampa: il lancio della notizia

Prendiamo, per cominciare, due quotidiani nazionali fra i più letti e di orientamenti notoriamente opposti: Il Giornale e La Repubblica.

 IL GIORNALE

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TITOLO: Stupro di massa in Germania: mille immigrati violentano 80 donne
OCCHIELLO: Aumentano le denunce di donne stuprate a Capodanno per mano di cittadini di origine straniera. Non solo a Colonia, ma in diverse città tedesche. Oltre mille le persone coinvolte

REAZIONE IMMEDIATA AL TITOLO: Il lettore, qualunque lettore, si immaginerà un vero e proprio scenario di guerra. Provate a pensare mille immigrati radunati insieme per violentare ottanta donne: è scioccante. L’invasione è in corso.

COSA DICE IL CORPO DELL’ARTICOLO: L’articolo calca molto la mano sull’aspetto delle violenze sessuali. Parla di mille stranieri che si sono riuniti per aggredire e molestare le donne di Colonia, non accenna minimamente a eventuali reazioni o tentativi di reazione della polizia (se ne deduce una passività totale) e tira in ballo le forze dell’ordine soltanto per riportarne dichiarazioni di allarme e impotenza.
Riporta anche di violenze ad Amburgo e Stoccarda per denunciare una sorta di situazione senza controllo in tutto il paese, anche se a dire il vero gli episodi di queste due città sono purtroppo quelli tristemente comuni in molti centri urbani (due donne derubate nella notte di Capodanno a Stoccarda, sei molestate ad Amburgo). Si nota, in tutto l’articolo, una certa confusione fra “stupro” e “molestia”, come se fossero la stessa cosa.  Sembra si voglia dare l’impressione di un numero di stupri molto alto,  far sembrare una situazione (già di per sé gravissima) ancora più allarmante.

E infatti VIOLENZE e STUPRI sono due parole ben in evidenza nella nostra tag cloud, mentre non sono presenti le MOLESTIE.

Tag Cloud Il giornale
Tag Cloud ottenuta dall’articolo de Il Giornale

 

LA REPUBBLICA

Link alla notizia QUI

TITOLO: Colonia, decine di donne aggredite a San Silvestro. La Merkel: “Troveremo i colpevoli”
OCCHIELLO: Ubriachi, hanno compiuto diversi episodi di violenza contro una novantina nella zona della stazione: molestie, furti, almeno uno stupro. Alcune testimoni: “Erano arabi”

REAZIONE IMMEDIATA AL TITOLO: Per quanto la situazione descritta sia evidentemente allarmante, l’accento viene messo subito sul fatto che non è allo sbaraglio: Angela Merkel si è impegnata personalmente, la sensazione di pericolo è ridimensionata perché le autorità si stanno muovendo.
Gli stupri su cui Il Giornale ribatteva diventano “almeno uno”: sempre uno di troppo, ovviamente.

COSA DICE IL CORPO DELL’ARTICOLO: L’articolo riporta in pieno l’allarme legato al fenomeno. Citiamo testualmente: “Gran parte dei reati denunciati alla polizia erano rapine, ma anche molestie, palpeggiamenti, e almeno uno stupro. Le denunce registrate sono almeno 90, ma potrebbero aumentare. Anche una volontaria della polizia ha subito molestie sessuali. Le forze dell’ordine sono preoccupate perché le violenze sono state pianificate prima di essere compiute. Gruppi di uomini ubriachi sono andati a caccia di donne in un’area già normalmente a rischio furti e borseggi, tanto che Albers ha parlato di “una dimensione di reato completamente nuova”.

Ma si dilunga molto anche nelle dinamiche interne che questi episodi hanno scatenato: critiche alla polizia, e soprattutto l’impegno preso dal sindaco, una donna a cui il coraggio non manca, visto che ha già subito attentati personali (era stata accoltellata durante le elezioni).

La nostra tag cloud cosa ci dice? È più equilibrata, nel senso che ci sono meno parole che predominano in modo evidente. Quella più forte è “polizia”: come a suggerire che il primo problema è una polizia che non ha saputo fare il suo lavoro e che da lì, adesso, si aspettano risposte.

Tag Cloud La Repubblica
Tag Cloud ottenuta dall’articolo de La Repubblica

 

NEXT QUOTIDIANO e IL POST

QUI l’articolo pubblicato su Next Quotidiano 

QUI l’articolo pubblicato su Il Post 

È interessante notare che due testate online autorevoli come Next Quotidiano e Il Post abbiano restituito una situazione ancora più articolata. Riportano le testimonianze delle violenze subite, ma anche quelle di una giornalista tedesca che è invece stata protetta proprio da un gruppo di uomini apparentemente stranieri. Riportando i numeri dei fermati distinguono fra coloro che sono stati fermati dalla polizia locale e dalla federale, riportano le nazionalità (fra cui anche un americano). Next Quotidiano parla anche di risse e disordini di altro tipo, oltre che delle violenze sulle donne e viene precisato che fra i derubati c’è anche qualche uomo.

Un caos, insomma, estremamente preoccupante per una città tutto sommato tranquilla come Colonia, che mostra tensioni sociali e fenomeni criminali legati anche (ma non solo) alla presenza di stranieri, ma certo un’immagine molto lontana da quella granitica evocata da altri giornali.

A parziale discolpa dei quotidiani cartacei, preciso che Next Quotidiano e Il Post hanno pubblicato gli articoli un paio di giorni dopo rispetto ai quotidiani cartacei ed hanno preso il tempo per raccogliere qualche informazione in più.

Ed ecco la tag cloud de Il Post:

Tag Cloud Il Post
Tag Cloud ottenuta dall’articolo de Il Post

 

ALTRI GIORNALI

Grosso modo, le due linee viste finora, cioè:

  • l’accento sugli aspetti di insicurezza e paura, con una certa imprecisione di fondo sui dettagli,
  • l’assenza delle autorità sullo sfondo,
  • il dare per scontati numeri decisamente alti e dati (quali la nazionalità degli aggressori nella loro totalità) sui quali, in realtà, c’è ancora moltissima incertezza

oppure:

  • una maggiore precisione nel riportare i tipi di denunce e prudenza sugli altri dati,
  • l’accento posto sulle reazioni delle autorità,
  • le mancanze – e non la completa assenza – della polizia,
  • una maggiore precisione nel riportare ciò che si sa e ciò che non si sa di etnia e nazionalità degli aggressori

sono le due linee seguite dai giornali tradizionali che si rifanno ai diversi orientamenti politici. Nel primo caso, i giornali vicini ai partiti dichiaratamente di destra utilizzano quanto avvenuto a Colonia per puntare il dito contro la Germania (e l’Europa in generale) colpevole di troppa accoglienza, di cui questi fatti sarebbero una diretta (e quasi inevitabile) conseguenza.

Gli altri giornali, da quelli più schierati a sinistra fino all’Avvenire o al Fatto quotidiano, descrivono una situazione più a tutto tondo, dove delle gang formate apparentemente da persone di etnia araba e nordafricana hanno colto di sorpresa le autorità e la polizia con una serie di furti e violenze organizzati come mai erano stati visti nella città, ai danni delle inermi donne che attraversavano la zona della stazione. Una situazione, però, sulla quale si sta indagando sia per trovare i colpevoli sia per verificare le mancanze di chi doveva sorvegliare.

L’aspetto religioso (immigrati musulmani che attaccano deliberatamente le donne cristiane), tanto messo in evidenza in certi editoriali dei quotidiani di destra, appare del tutto pretestuoso in questa chiave di lettura dalla quale emerge, piuttosto, un fenomeno di violenza urbana esasperata dalla componente multirazziale. E lo diventa ancora di più se si guarda anche alle due testate on line sopra citate.

Aggiornamenti, commenti, editoriali

Ormai molto altro è stato scritto. Più che le novità delle indagini, però, sono stati messi in evidenza soprattutto editoriali su editoriali che hanno dato interpretazioni, controinterpretazioni, letture e letture alternative – spesso dimenticando per strada i fatti che di queste letture dovrebbero essere il supporto.

A destra si evoca lo scontro di civiltà, tanto che Il Giornale riesce a imbastire un titolo di questo tipo, attribuendo a dei volgari rapinatori e violentatori lo status di soldati o jihadisti consapevoli:

titolo il giornale

Anche giornali con linee politiche decisamente opposte arrivano a dare interpretazioni difficilmente dimostrabili. È interessante, a questo proposito, scorrere ad esempio quanto proposto da Il Manifesto, che si spinge a dire che “Di certo l’obiettivo dell’attacco era accrescere la tensione tra comunità islamiche e cittadini europei” nell’anteprima di un articolo:

Titolo Il Manifesto

Sono poi continuati gli articoli sulle reazioni politiche e i progressi nelle indagini. Le ignobili ronde a caccia “dello straniero”, le immancabili false notizie dei siti web meno attendibili che riportano fatti simili ma ambientati in altri luoghi (ma si sa, tutto fa click), gli appelli alla prudenza, le polemiche sulle dichiarazioni politiche e via discorrendo.

Le chiavi di lettura dipendono molto dalle linee editoriali, dalle teste che scrivono e anche da quelle che leggono. Ma in tutto questo, continua ad esserci una gran nebbia sui fatti di partenza, almeno nella mente del lettore. D’altronde quanto letto fa pensare che quella notte siano successe molte cose, complicando il lavoro degli inquirenti.

La tentazione di abbracciare in tutto e per tutto la tesi che conferma di più la nostra idea preconcetta, ignorando tutti i dati che sembrano portare in un’altra direzione, è sempre forte ed ha spesso la meglio. È normale: per vivere abbiamo bisogno di certezze a cui aggrapparci. Ma, forse, la nostra società dovrebbe imparare a coltivare un po’ di dubbio, e partendo dal dubbio recuperare una visione del mondo un po’ meno manichea e che abbracci piuttosto la complessità del reale.

In chiusura, vi riportiamo il link ad una sintesi di Internazionale della scorsa settimana che è assolutamente scevra di opinioni e che, per questo, dà l’idea di quanto poco si sappia (o comunque si sapeva nel momento in cui gli articoli qui citati venivano diffusi).
 

Questi sono alcuni degli articoli consultati per il presente articolo, ma non riportati direttamente nel testo:

Avvenire
Ansa

Il Fatto quotidiano

Corriere della sera

Le tag cloud presentate sono state generate attraverso il servizio: http://tagcrowd.com/

Gabriella Poggiali

Gabriella Poggiali

Lavoro nella comunicazione web e scrivo perché mi piace, perché è il mio lavoro, perché è il mio modo di esplorare il mondo. Scrivo di tutto, non necessariamente cose interessanti da leggere. Scrivo su b-hop perché mi piace scoprire le piccole grandi cose che, un po' per volta, rendono il mondo un posto migliore.