di Anna Attolico – A Milano è in corso, fino al 25 febbraio, “Van Gogh: The Immersive Experience”, una mostra sul famoso pittore fiammingo.
Qui non ci sono tele ma solo immagini straordinariamente avvolgenti, per percepire, se non quasi toccare, la genialità di quest’artista.
Ascolta “Cosa ci insegna la vita di Van Gogh” su Spreaker.
Alcune verità sorprendenti scoperte durante la mostra:
- VAN GOGH ERA DALTONICO
- VAN GOGH SI SENTIVA UN FALLITO
- “IL SUO NOME NON ERA SUO”


Tra le emozioni che l’esperienza suscita, ce ne sono alcune poco conosciute che possono colpire il visitatore.
Ecco alcune mie riflessioni, in una prospettiva di resilienza:
- In un documentario si spiega, (in base a studi) che Van Gogh, il genio assoluto del colore, era quasi certamente daltonico. Proprio per questa ragione faceva un uso molto forte del colore: ne aveva una percezione diversa.
Proprio un suo limite si è trasformato nella sua più grande arte.
- Van Gogh ha sempre sentito un forte senso di FALLIMENTO, sia come predicatore missionario che come pittore. Se pensiamo che alcuni suoi quadri oggi, valgono decine di milioni e la sua arte è riconosciuta in tutto il mondo, capiamo come alcune percezioni vanno viste in un tempo maggiormente dilatato.
Alcuni fallimenti di oggi (anche nelle nostre vite) possono raccontare una storia molto diversa, se visti a distanza di alcuni anni. La percezione personale non sempre è la realtà.
- Vincent nasce il 30 marzo 1853. Un anno esatto prima, il 30 marzo 1852 era nato morto suo fratello Vincent. Lui quindi è nato lo stesso giorno e lo stesso mese del fratello e prenderà il suo nome. Oggi sappiamo bene che questo può avere un impatto emotivo molto potente nella vita delle persone per cui è bene non dare mai nomi di persone morte ai nascituri, ma un tempo non lo sapevano.
In ultimo mi affascina molto vedere la differenza tra le tele dipinte da Van Gogh quando era in Olanda, poi a Parigi e in Provenza. Ci sono differenze significative. E allora la considerazione mi viene naturale.
Il contesto ha un impatto molto profondo su ciò che facciamo.
In Van Gogh questo è chiarissimo.
Quindi il luogo dove scegliamo di vivere (e non solo con chi e come) fa davvero una grande differenza nella nostra vita.
Ha un impatto sulla nostra salute (il meteo condiziona molto) sulle percezioni che abbiamo delle cose e della vita, sulla possibilità di esprimere i nostri talenti, sulla possibilità di FIORIRE.


Si fiorire è la parola migliore pensando a tutti i girasoli e ai numerosi dipinti sui fiori realizzati da Van Gogh.
Vado via dalla mostra con questa domanda:
qual è il luogo dove possiamo maggiormente fiorire ed essere pieni di colore? Forse ci sono tanti luoghi possibili e ognuno deve cercare il suo.
Un luogo dove fiorire, pieno di pennellate vive e forti come quelle che mi hanno riempito gli occhi, la mente e il cuore.
Una mostra dove la meraviglia e lo stupore ci rimangono appiccicati addosso.
Un piccolo suggerimento: scegliete l’opzione completa Vip per un’esperienza finale in 3D
La mostra è attiva fino al 25 febbraio 2024
Location: Lampo Scalo Farini, Via Valtellina, 5, 20159, Milano
Info: https://vangoghexpo.com/milano/





















