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Home Buenvivir

Come sopravvivere ai gruppi WhatsApp di classe

I genitori sono messi a dura prova dalle chat scolastiche, dove sono costretti a colloquiare con altri genitori per discutere di ogni tema inerente il percorso scolastico dei figli

di Margherita Vetrano
9 Dicembre 2019
in Buenvivir
Tempo di Lettura: 5 mins read
37 3
A A
Due mamme guardano i telefonini

foto: Pixabay

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di Margherita Vetrano  – Chiunque abbia figli in età scolare o pre-scolare sa che la convivenza con le chat scolastiche lo accompagnerà per tutto il ciclo di studi.

Già dai primissimi giorni di scuola sarà inserito di diritto in questa camera “virtuale” in cui colloquiare coi genitori di tutta la classe per discutere di ogni tema inerente il percorso scolastico del proprio figlio.

Nate per diffondere notizie d’interesse collettivo, discutere di problemi, o distribuire inviti a feste e compleanni, sono un’ottima idea per soppiantare gli antipatici capannelli fuori scuola ai quali non tutti possono partecipare.

Uno strumento democratico e veloce per essere rapidamente in contatto, senza distinzione di razza o di estrazione sociale.

Se non fosse che…

Come nelle più belle favole, anche la chat ha dei lati oscuri che spesso emergono prepotenti!

Non sottovalutatene il numero perché, in quanto “organo genitoriale”, figlierà una serie di sotto-chat legate a vari argomenti.

I preferiti sono i regali di compleanno o gli inviti alle feste ma, in alcuni casi, anche chat carbonare di mamme che detestano altre mamme!

Modalità da scoraggiare sul nascere perché può minare le relazioni tra bambini.

Il numero dipenderà da quanti figli avete; quando superate i due, sappiate che la vostra convivenza con la chat diventerà durissima a causa dello switchare dall’una all’altra.

Il rischio sarà quello di confondere figli ed impegni.

Potreste ritrovarvi ad assistere alla recita della V B, in cerca di Roberto, ricordandovi solo dopo alcuni minuti che lui frequenta la IV A! Stesso dicasi per le richieste delle maestre o la raccolta fondi per la gita

credits: M.Vetrano

La vera Wonder mamma non si lascerà abbattere da questi dettagli e stilerà un piano d’attacco funzionale a colpi di alert telefonici per le più tecnologiche o appunti sul calendario per  quelle vintage.

 Il successo è assicurato.

A seconda della vostra condizione psicofisica, il numero delle chat  e il loro pigolare durante la giornata e nei periodi “caldi”, potrebbero scatenare reazioni disparate.

Le più equilibrate persevereranno stoiche tutt’al più silenziandole e sbirciandole di quando in quando.

La mamma ansiosa terrà il telefono costantemente a portata di mano, per paura di perdere qualche scambio; la “so-tutto-io” non lascerà cadere una frase senza il suo commento, mentre la sprovveduta farà domande a caso per tastare il polso della situazione.

L’ubiqua presenzierà tutte le chat in contemporanea, la menefreghista non leggerà nemmeno, la saggia interverrà solo in casi disperati, e l’inopportuna lo farà a sproposito.

I papà invece, dopo un paio di giorni di convivenza nelle chat, più o meno elegantemente, abbandoneranno il gruppo!

Ricordate che gli atteggiamenti genitoriali, si rifletteranno sui figli con conseguenze non sempre positive: una madre poco attenta dimenticherà di tenere il figlio al passo con la classe ed una iperattiva lo spingerà oltre, rischiando di caricarlo d’ansia.

Una gestione equilibrata sarebbe auspicabile.

Ma poiché la chat scolastica andrà a sommarsi a quelle dello sport, del catechismo e alle personali, il sentimento che più diffusamente può suscitare è quello di fuga. In alcuni casi, più che giustificato quando gli scambi rischiano di intasare i cellulari e o di trascendere.

L’essenziale è ricordare che si è persone oltre la tastiera e che quanto detto virtualmente si rifletterà su individui reali;

 evitiamo di passare da leoni web a pecore in carne ed ossa.

Buona norma sarebbe limitare gli interventi e bandire le polemiche; fornire risposte d’assenso o ringraziamento solo se richiesto e ricordarsi di passare a conversazioni private laddove lo scambio non sia più di interesse collettivo.

Insomma, la chat è una piccola comunità con dinamiche, ritmi…e appuntamenti fissi. Uno di questi è la scelta del regalo alle maestre, tappa obbligata a Natale e a fine anno scolastico. In alcuni casi anche a Pasqua!

L’apprezzamento per i docenti non può passare per un presente e questa iniziativa non sempre trova d’accordo tutti ma la raccolta parte puntuale, con alcune settimane d’anticipo.

E’ bene organizzarsi per tempo, specialmente se si desidera acquistare qualcosa on line ma quando a fine ottobre già si vocifera di raccogliere le quote, qualcuno potrebbe obiettare.

La solerte rappresentante di classe inizia il suo compito diffondendo la notizia in chat e da quel momento in poi non c’è tregua: bisogna trovare il regalo perfetto, quello sensazionale che farà ricordare alle maestre di noi…salvaguardando il portafoglio però.

Le manie di grandezza a volte rischiano di mettere in difficoltà alcune famiglie, impegnate su più fronti, perdendo di vista l’obiettivo: un pensiero affettuoso.

Le idee vanno scemando con l’aumentare degli anni e se in “I” fioccano, in “V”, al vuoto pneumatico di idee, si cerca di supplire “con un bel torrone e panettone di pasticceria” che fanno tanto Natale! Può capitare che qualche mamma proponga timidamente un regalo equo e solidale; il rischio del linciaggio virtuale c’è ma sempre più spesso, l’idea attecchisce.

Non sempre l’esito finale rende risultati ottimali e le maestre rischiano il mestolo di legno dell’associazione para-alpina ma se può finanziare progetti di recupero e rinascita ambientale, perché no?!

***

Questo articolo e tutti gli articoli pubblicati da B-hop magazine sono originali e tutelati dal diritto d’autore. Per chiedere l’autorizzazione alla pubblicazione dei contenuti su altri siti o blog, riproduzione in qualsivoglia forma o sintesi, contattare info@b-hop.it e citare l’autore con link alla fonte.

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Margherita Vetrano

Margherita Vetrano

classe ’73, mi formo all’Università dell’Aquila con studi economici ed attualmente lavoro a Roma dove vivo con il marito e i tre figli. Io B-hop perché. non c'è altra bellezza che fare ciò che ci fa star bene: scrivere notizie positive per raccontare il "mondo migliore".

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