Sembrano andare a pile atomiche eppure…. anche le mamme si stancano!

di Margherita Vetrano – Sembrano andare a pile atomiche, eppure anche le mamme si stancano!

Finito di lavorare, l’auto punta in direzione mare per raggiungere marito e figli che hanno trascorso lì la settimana.

In totale accettazione della parità di genere, “Wonder mamma” alterna col papà le ferie estive, per consentire ai bambini una lunga estate fresca ed allegra.

Nessuna decisione si rivela più saggia per riossigenare bene la ciurma prima del rientro in città.

Allo scoccare del time out lavorativo, la mamma si spara un paio d’ore di viaggio, cantando a squarciagola  le canzoni della radio, per darsi la carica.

Arrivata a casa viene travolta dai ragazzi festanti che la trascinano chi a fare un giro sui pattini, chi a giocare a tennis.

Mantiene il sorriso e, pur obnubilata, abbraccia volentieri il cambio turno col papà, soddisfacendo le richieste dei pargoli compresa la cena fuori!

Cambio d’abito alla Superman, ed eccola elegante e charmant per andare in pizzeria.

… dopo essersi lavata la faccia con acqua ghiacciata per riprendersi un po’.

La cenetta fluisce allegra ma, verso le 22:00, inizia a percepire i suoni ovattati e a perdere il controllo delle palpebre che si abbassano ora una, ora l’altra, in cerca di sonno.

La famigliola rientra a casa.

È ora di andare a letto!

Wonder mamma è ormai sulle rotaie, sfoggia un sorriso d’ordinanza ma l’emisfero destro dorme da parecchio e non ha intenzione di svegliarsi.

Quando guadagna il letto, piomba addormentata che il povero marito non riesce neppure a dirle buonanotte.

Ma la notte non sarà buona.

Affatto!

In cerca di una posizione comoda e complici i 40°, si ribalta per diverse ore, alzandosi di quando in quando, pregando di riuscire a trovare il momento giusto per dormire.

Niente da fare, a dormire è solo il papà che russa sonoramente, rimbalzando sul materasso ogni qual volta lei cambia posizione.

Quando sembra esser riuscita a trovare il raccoglimento per abbandonarsi tra le braccia di Morfeo, con passo pattinato dalla stanza accanto arriva il piccolo, che la prende per mano e la porta in bagno ad assistere alla pipì notturna… per un paio di volte.

Stravolta che ormai sono le 4:00 del mattino, perde i sensi ma la campana delle 7:00 rintocca gagliarda e le ricorda che è il momento di alzarsi.

Nonostante finga un sonno profondo, viene svegliata allegramente dai ragazzi per condividere la colazione che, si sa, tonifica ed energizza.

Riesce a riprendersi quel che basta per infilarsi il costume e correre in spiaggia, dopo aver preparato borracce, merenda e pranzo al sacco.

Arrivata, con più gonfiabili che figli, saluta cordialmente i vicini, sdraiati placidamente sul lettino.

Spalma la crema ai bambini che schizzano in tutte le direzioni e se ne butta un po’ a caso sulle spalle, prima di raggiungerli in acqua.

L’ora del bagno è iniziata… e come sempre non si sa quando finirà.

Ma Wonder mamma ha un asso nella manica: le piegoline sulle dita che si formano quando si sta in acqua troppo a lungo, lo stesso imperativo sfruttato generazioni prima di lei e tramandato come inganno ufficiale da sua madre.

Pur controvoglia, i bambini la seguono fuori dall’acqua e, mentre intravede una possibilità di relax, all’orizzonte spunta il nonno sul pedalò!

In un lampo sono nuovamente in acqua ed è consapevole che le servirà tutta l’energia necessaria per seguirli in quel bagno al largo… il pedalò ha anche lo scivolo!

Mentre i tuffi impazzano il nonno governa sereno il natante ammirando l’orizzonte, lei segue col fiato in gola.

In un paio d’ore il supplizio è terminato e si può dare il via al pranzo in spiaggia.

È arrivato anche papà! … lo guarda con tutto l’amore necessario, è la sua ancora!

Ingollato in due morsi il panino,

si raggomitola all’ombra e si addormenta, stanca e bisognosa di recuperare.

Lui la guarda intenerito, apre la “Gazza” ed inizia a leggere, tenendole lontani i bambini, almeno per un quarto d’ora.

Basterà.

Lasciamola riposare, anche le Wonder mamme si stancano!

Wonder mamma: © M. Vetrano

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Margherita Vetrano
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Margherita Vetrano

classe ’73, mi formo all’Università dell’Aquila con studi economici ed attualmente lavoro a Roma dove vivo con il marito e i tre figli. Io B-hop perché...non c'è altra bellezza che fare ciò che ci fa star bene: scrivere notizie positive per raccontare il "mondo migliore".