di Agnese Malatesta – Le relazioni umane hanno un ruolo centrale nel percorso di cura di una persona malata. Il paziente, infatti, non è mai solo, ma vive all’interno di una rete di familiari e amici, le cui fragilità diventano inevitabilmente esperienze condivise.
Anche i medici, nel rapporto con il malato, non esprimono soltanto competenze specialistiche, ma possono farsi promotori di una profonda umanità, orientata all’attenzione verso la persona. In questo intreccio complesso nasce un “senso nuovo” della vita, in cui la malattia diventa terreno di resilienza e amore.
È proprio attorno a questa visione che, a Terni, si sta sviluppando un percorso condiviso tra soggetti pubblici e privati impegnati nell’ambito della malattia oncoematologica, con l’obiettivo di realizzare interventi concreti, come il finanziamento di un ricercatore da inserire stabilmente nel settore.
Tra i protagonisti di questa iniziativa c’è l’associazione “Don Sandro e Vanda Sciaboletta APS”, già attiva nella collaborazione con il Dipartimento di Oncoematologia dell’Azienda Ospedaliera Santa Maria della città umbra.
Recentemente, insieme all’AULL (Associazione umbra per lo studio e la terapia delle leucemie e dei linfomi) e al Movimento dei Focolari, è stato organizzato un convegno dal titolo significativo: “Quale guarigione? L’universo del malato oncoematologico”.


L’evento si è svolto nell’ambito delle celebrazioni di San Valentino, patrono di Terni, figura simbolo di attenzione alla fragilità umana e di capacità di donare speranza.
Come sottolineano i promotori, San Valentino è ricordato come un uomo capace di leggere le ferite della vita e trasformarle in occasioni di crescita, relazione e fede. In questa prospettiva, la malattia oncoematologica non rappresenta soltanto una sfida clinica, ma un percorso che coinvolge la totalità della persona:
corpo, mente, relazioni e spiritualità.
Il paziente, insieme alla famiglia e all’équipe medica, è chiamato a dare significato al proprio percorso di cura, riconoscendo nella malattia anche un’opportunità di trasformazione e apertura a nuove forme di solidarietà.
Il parallelo con San Valentino invita inoltre a valorizzare: la speranza; la dimensione spirituale della cura; la forza della comunità; un cammino quotidiano vissuto con dignità e amore.
Durante le due giornate del convegno, che hanno visto tra i relatori Arcangelo Liso, Stefano Bartoli, Carmen Molica e Paolo Loreti, è emersa una volontà condivisa: coinvolgere attivamente comunità e imprese locali per promuovere un’azione concreta.
Tra gli obiettivi principali vi è infatti quello di contribuire al finanziamento di un ricercatore in ambito oncoematologico, che possa operare stabilmente all’interno dell’ospedale di Terni, rafforzando così il sistema di cura territoriale.
L’associazione “Don Sandro e Vanda Sciaboletta APS”, ispirata all’attività caritatevole dei due fratelli, è già impegnata nel fornire aiuti concreti, economici, pratici e culturali alle persone più fragili.
La sua presenza sul territorio si traduce in una rete attiva di volontari ed enti locali, con iniziative che si estendono anche a livello internazionale, in particolare in Africa e in Kosovo.
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