di Silvia Curitti – Slow fashion, restyling e upcycling sono le parole chiave su cui si fonda il brand ReStyled by G di Gaia Schiavetti.
E’ lo streetwear che abbraccia la sartoria in un approccio creativo punk alla realizzazione dei capi. Un’idea che nasce con l’obiettivo di recuperare e archiviare abiti e tessuti per evitare che gli avanzi di produzione interna vengano gettati e per dare nuova vita ai prodotti di scarto attraverso la creazione di capsule collection.
Con la scelta della tecnica dell’upcycling la designer trasforma i materiali residui in un valore aggiunto per il processo creativo degli abiti.


La storia di ReStyled by G ha inizio con la personalizzazione artigianale di capi in denim vintage tramite l’utilizzo di tessuti italiani di fine serie di alta qualità e di scampoli selezionati.
E’ successiva l’integrazione nelle collezioni di prodotti ex novo come accessori, borse e primi capi sartoriali che sono attualmente gli elementi distintivi del brand.
In particolare, gli abiti su ordinazione giocano un ruolo fondamentale nel processo eco-sostenibile del marchio perché permettono di lavorare sul singolo cliente e di limitare le quantità di tessuti e materiali attraverso il contenimento degli stock e degli invenduti. In questo modo si garantisce un livello di unicità elevato delle creazioni.
Simbolo dell’upcycling e dell’identità del brand rimangono gli iconici e iper colorati elastici per capelli, gli scrunchies, realizzati per il 90% dalle proposte con avanzi di produzione o tessuti recuperati da scarti sartoriali.


Gaia Schiavetti sceglie di abbracciare un metodo di progettazione che si distanzia da quello tipico del fashion designer.
Decide di partire dal prodotto e dal materiale invece che dal disegno e sperimenta con abiti già esistenti con la ricerca di tessuti e di nuove soluzioni creative.
Lo scopo è quello di pensare al prodotto finale secondo un concetto di partenza tecnico e non astratto attraverso il riutilizzo e il restyling.
Prendendo spunto da un modello di produzione slow fashion, ogni creazione è realizzata da sarte indipendenti nel rispetto dei tempi del lavoro manuale.
ReStyled by G si caratterizza per un’estetica streetwear anni ’80 di impronta americana con influenze di stile londinesi che si accosta all’unicità della tradizione sartoriale italiana.


Al brand si associa il progetto cardine del Re-Giving con l’idea di raccogliere donazioni di abiti e tessuti second hand per permettere a ReStyled by G di creare un archivio di materiali di recupero. Lo scopo dell’iniziativa è quello di creare un piccolo modello di economia circolare che consente al brand di limitare in maniera radicale l’utilizzo di nuovi tessuti nel processo produttivo.























