di Massimo Lavena – Tra i borghi, le città, le tonnare, le memorie industriali del Sud Sardegna, insolita, selvaggia, antica, si dipana dal 25 giugno il Festival internazionale di danza contemporanea “Cortoindanza/Logos. Un ponte verso l’Europa”, organizzato dal centro permanente di formazione, diffusione e produzione “Tersicorea – Officina delle arti sceniche e performative”.
Una iniziativa all’insegna del dialogo, della sperimentazione e delle contaminazioni geografiche e artistiche.
La selvaggia bellezza, a volte crudele, del Sud Sardegna, si intreccia con la creatività e dialoga con le nuove proposte della danza contemporanea in luoghi inusuali che si manifestano sia agli artisti, sia al pubblico.
Per l’ideatrice, corografa e direttrice artistica Simonetta Pusceddu è
“un invito a esplorare l’anima vibrante della danza contemporanea,
un’occasione unica per scoprire opere coreutiche provenienti da un mosaico di culture in angoli inesplorati di Sardegna”.


Cagliari ospiterà i primi appuntamenti, alcuni dei quali poi ripetuti in altre sedi e in altri festival. Al T.Off di Cagliari, spazio teatrale alternativo in dialogo con l’ambiente urbano circostante, gli spettacoli iniziano il 25 e 26 giugno con “Blu – a cento passi dal mare”, coreografia e regia di Simonetta Pusceddu.
Un percorso evocativo e autobiografico in cui poesia e danza, ballate, immagini, ricordi, virtuosismi, si intrecciano con vento e il profumo di sale. Lo spettacolo sarà poi presentato, il 18 ottobre, a Tuscania (Spazio Twain).
Si prosegue il 4 luglio con “Two out of three” di e con Giorgia Gasparetto e musica di Vitus Denif: è un invito a riconoscere la rete di legami che è la vita con le sue comunità memorie, storie e culture interdipendenti con l’ambiente attorno. Il giorno successivo tre brevi performance: “Eppur si muove” di e con Alberto Pagani, “Tupétupà” di Federica Marullo e “Honest” dello spagnolo Kiko Lopez.


Negli spazi della vecchia Manifattura Tabacchi di Cagliari, il 26 e 27 giugno saranno presentati 7 progetti di scrittura coreografica provenienti da 5 continenti, selezionati quest’anno tra oltre 120 proposte artistiche, attraverso il bando per scrittura coreografica Cortoindanza, sostegno dedicato alla produzione e alla mobilità di artisti visionari, per i quali l’originalità e la sperimentazione sono le stelle polari.
In scena Maria Clara Bathomarco Bressan Smith (Brasile), Yésica Castellón Jiménez e Boris Orihuela Pérez (Spagna), Francesca Sacchi e Giorgia Enrico (Italia), Ildar Tagirov (Russia), Francesca De Girolamo (Italia); Jo Hyun Do e Kim Na Eui (Corea), Noemi Dalla Vecchia e Matteo Vignali (Italia). d
Il programma del festival è una sfida a nutrirsi di percorsi innovativi e identitari; si sviluppa a partire da spazi inusuali e ricchi di fascino, come la tonnara di Su Pranu, magnifico esempio di architettura seicentesca di influsso aragonese, un tempo dedicata all’attività della lavorazione del tonno, attorno a cui si è sviluppata la cittadina di Portoscuso, nella costa sud est oltre il Golfo di Cagliari, con le prime case dei tonnarotti e gli spazi allestiti per cucire le reti e custodire le imbarcazioni.
A meno di mezz’ora d’auto verso sudest, ecco il minuscolo borgo medievale di Tratalias, incastonato intorno alla bella chiesa romanica di Santa Maria di Montserrat, case basse dai colori chiari addossate le une alle altre e vie acciottolate lustre per i secoli di calpestio; a seguire, Arbus, paese noto per i suoi coltelli a lama ricurva (is arresoias arburesa), con il Museo “Antonio Corda delle Arti e Mestieri Antichi della Sardegna“, ricco di testimonianze di attività artigianali, domestiche ed agropastorali.
In questi scenari l’estate si anima e contamina con la danza: dal 18 al 20 luglio vanno in scena Rachele Montis con “Elenorae”, una Penelope dei giorni nostri che al suo telaio affida pensieri, desideri e follie e Giorgia Gasparetto riproporrà il suo “Two out of three”, con la musica di Vitus Denifl.


Il 31 luglio e 1 agosto le tonnare di Portoscuso ospitano la performance “Un joli désordre dans un silence glacial” della brasiliana Maria Smith.
Tratalias e le sue casette, all’ombra della imponente cattedrale romanica, il 2 agosto propone al pubblico viaggiatore la nuova produzione Oltrenotte, in coproduzione con Tersicorea, “Ombre” della performer e creatrice multidisciplinare Lupa Maimone, autrice anche degli oggetti di scena e delle maschere con la spagnola Vinka Delgado. Un lavoro in un linguaggio scenico ricercato e molto personale.
Sarà invece il profondo cuore di Cagliari, la memoria delle distruzioni dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, che aprirà la Galleria rifugio Don Bosco – parte di un percorso sotterraneo realizzato nel 1700 dai Piemontesi all’esterno delle mura per scopi militari e riadattato agli inizi del secondo conflitto mondiale come rifugio per la popolazione civile -: in questo inquietante sistema di gallerie verrà ospitata la residenza artistica di Giorgia Gasparetto e Santo Pablo Krappmann della Compagnia La Bruma: proporranno, il 12 agosto, “Memo”, una reliquia per il futuro, un viaggio nell’archivio della storia passata e odierna, per domandarci cosa desideriamo lasciare all’umanità del futuro.


Il 6 luglio, al T.Off, Jonathan Frau in “XIII il senza nome”, e “ DIVE” del Collettivo Nanouk, vincitori con Linda Pasquini di Voci dell’Anima 2023 e del Premio Speciale Ermo Colle 2024.
Tra danza e teatro, con l’intento di decostruire il linguaggio del teatro, Erika Di Crescenzo di Cie La Bagarre il 6 settembre è autrice e interprete di “Il giardino degli eventi”. Parte da “Stornello”, il dolente e severo canzoniere dell’esilio di Giorgio Caproni, la residenza creativa culminante nello spettacolo dell’11 settembre “Odor di cipria” in memoria del grande poeta livornese, con la scrittura coreografica di Simonetta Pusceddu e Antonio Piovanelli in cui torna in scena Erika Di Crescenzo con lo stesso Piovanelli. Un viaggio nel tempo, nello spazio e nella nebbia ricordando la madre e la terra; un viaggio nel tunnel dell’assenza di Dio assaporando l’amaro trionfo della sua scomparsa. Lo spettacolo sarà poi a Brescia, dal 12 al 14 settembre.
Dal cortometraggio “Submission” di Theo Van Gogh, la coreografa Loredana Parrella crea “Romanza”, in scena l’11 ottobre per una narrazione cruda, senza timori né allusioni, per raccontare di donne e uomini senza volto e senza nome sui cui corpi è la storia di un’umanità disumana. Interpreti: Caroline Loiseau, Yoris Petrillo, Ugnė Kavaliauskaitė, Romano Vellucci.
Novembre è dedicato al Teatro in Miniatura nelle giornate dell’8 e 9 con 4 brevi spettacoli, a cominciare da “Finzioni” di e con Lupa Maimone sulla musica di Alessandro Angius e poi “Ho visto gli orsi danzare”, autrice e interprete Nanda Addis della Compagnia Nando e Maila in co-produzione con Oltrenotte e Colectivo Mujeres Creadoras (Spagna). Il giorno dopo, “Turandot” una coreografia di Lupa Maimone con la danzatrice Chiara Mura. Chiude la serata “Estremo remoto, piccola danze d’archivio”, di e con Marta Bevilacqua e Stefano Mazzotta.
Dopo aver ospitato oltre 50 artisti, sperimentato nuovi contesti e segnato importanti attraversamenti, la rassegna si chiuderà il 26 e 27 dicembre con il pluripremiato “Panopticon” prodotto, scritto e interpretato all’artista greca Vasiliki Papapostolou, sull’autocontrollo nella società moderna e la lotta dello spirito contro un’esistenza incentrata sul conformismo e sulle statistiche. A seguire, la riproposizione di “Finzioni” di Lupa Maimone.
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