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Home B.I.N. - Bellezza Interna Netta

Quando tentarono di rubare il Natale agli angeli

Novella natalizia

di Kenji Albani
24 Dicembre 2023
in B.I.N. - Bellezza Interna Netta
Tempo di Lettura: 5 mins read
40 0
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Angeli (fonte Pixabay)

Angeli (fonte Pixabay)

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di Kenji Albani – Tiziano bevve un po’ di Fanta, mangiò delle patatine e andò al PC. Doveva terminare il corso. Lo schermo era acceso, vide che doveva studiare alcuni concetti che erano un po’ ostici.

“Nell’informatica magica è possibile vìolare alcune barriere cliccando con il pulsante destro del mouse e invocando gli spiriti del disco rigido”.

All’inizio del corso tutto gli era sembrato facile, ora si sbagliava. Doveva memorizzare formule magiche e concetti tecnologici. Chi l’avrebbe mai detto che le foglie di vischio servissero a far riavviare il computer? E che ci fossero incantesimi utili per rubare le password ai server governativi? Tiziano aveva iniziato a studiare con entusiasmo, ma adesso stava perdendo un po’ di quella gioia.

Però l’ambizione di diventare un hacker-mago era sempre forte.

Continuò a leggere e rileggere la stessa riga, ma lo annoiava, non aveva molti stimoli a finire di leggere la dispensa. Strinse le spalle, quella sera non aveva molto desiderio di studiare. Allora poteva fare qualcosa, invece che restare immobile a non fare nulla.

Mi esercito con le conoscenze pregresse, si disse.

Chiuse il pdf, aprì il primo che aveva ricevuto dal docente e ripassò alcune nozioni. Se andava sul sito http://www.night.christmas.hell poteva collegarsi a una pagina web la quale, se aperta con alcuni trucchetti come preparare una fattura usando sangue di gatto nero, gli permetteva di visionare una bolgia infernale.
Così fece.

Mentre si connetteva, andò a prendere il barattolo di sangue di gatto nero e lo versò sulla tastiera. La tastiera sfrigolò. Tiziano aspettò che il calore si smorzasse e la usò di nuovo.

Adesso, era in collegamento con l’inferno.

Vide i demoni riuniti, uno di loro li arringava in linguaggio demoniaco. Tiziano attivò il traduttore simultaneo e iniziò a capire:

«… Quel che dobbiamo fare, miei cari fratelli, è rubare il Natale agli angeli. Si tratta di una profezia e voi sapete molto bene quale sia».

I diavoli esultarono, uno di loro si impose con la voce: «La novella nera».

«Esatto». Il demone-capo fece un cenno di assenso. «Grazie a questa profezia, abbiamo i muscoli e i tridenti, ma soprattutto il coraggio, per andare in cielo e derubare gli angeli del Natale. Agiamo adesso. Adesso, o mai più».

«Adesso… Adesso…» riverberarono i demoni.

Tiziano assisté incantato ai loro preparativi, pensò che presto avrebbe potuto fare qualcosa. Le schiere infernali appuntirono i rebbi dei tridenti, indossarono le armature, passarono il filo delle spade, indossarono gli elmi lasciando scoperte le corna, poi guidati dal demone-capo spiccarono il volo.

La cosa incredibile del sito era che Tiziano poteva seguirli dalla bolgia fino in cielo, e li seguì con lo sguardo ammirando i loro equipaggiamenti e i loro muscoli.

I diavoli perforarono banchi di nuvole e arrivarono in cielo giungendo al cospetto di una luce potente. A circondare la luce ci pensavano degli angeli, che potevano essere simili ai diavoli, solo che avevano un aspetto più umano, meno mostruoso.

Il demone-capo gonfiò il petto. «Dateci il Natale o la pagherete cara».

Tra gli angeli spiccò un essere troppo celestiale, sembrava un albino. «Ma che arroganza! Tu chi saresti? Guarda che se ci sfidi, puoi finire molto più in basso del posto da cui immagino tu provenga».

Tiziano si ricordò che i diavoli un tempo erano angeli che, per le loro vanagloria e cupidigia, vennero puniti a precipitare negli abissi della Terra. Era una storia che sapevano tutti, ma ora era curioso, si chiedeva cosa sarebbe successo: i diavoli avrebbero vinto rubando il Natale? Non sapeva cosa augurarsi, lui era ateo, non credeva nelle festività religiose.

Il demone-capo fece un ghigno bestiale, poi puntò il tridente contro il petto dell’angelo che indossava una lorica muscolare. «Muori».

Tiziano vide lo schieramento dei demoni caricare quello degli angeli, i quali accolsero l’attacco sfoderando spade di fuoco.

Fuoco contro gli stessi personaggi che erano sbucati dal fuoco.

Diavoli e angeli si avvinghiarono in abbracci mortali. I tridenti si spezzarono, le lame pure sotto i colpi delle spade infuocate, allora ai demoni non rimase che usare i muscoli, le loro corazze sembravano reggere sotto i fendenti e le stoccate angeliche.

Tiziano mangiò un’altra patatina. Non sapeva per chi fare il tifo. Propendeva per le truppe infernali, ma trovava che i diavoli fossero stupidi e grotteschi, un po’ le sue simpatie andavano agli angeli.

Il corpo a corpo tra gli esseri ultraterreni durò a lungo, Tiziano vide i diavoli bruciare e gli angeli finire per essere stritolati dagli abbracci dei demoni. Ossa spezzate, sangue cangiante, il cielo era diventato un campo di battaglia. Tiziano si chiese se per caso doveva aspettarsi di vedere cadere dal cielo dei cadaveri.

Ora sembrava che le forze diaboliche stessero prevalendo, nella calca il demone-capo era svanito come anche il condottiero degli angeli, ma poi sopra il turbinare di corpi e fiamme si sollevarono due figure abbracciate in una lotta mortale. Erano loro due.

«Dacci il Natale!» gridò il demone-capo.

«Mai! Piuttosto moriremo» reagì l’altro.

Tiziano si chiese se per caso gli angeli morivano. Anche i diavoli, se era per quello, ma vedendo che le nuvole erano ricoperte di corpi senza vita, pensò che la sua era stata un’ingenuità.

Continuarono a battersi finché il demone-capo non strappò un’ala all’angelo facendolo precipitare, ma questi lo tirò con sé e caddero sulle nuvole.

Dove erano caduti, si aprì un foro in mezzo alla folla e angeli e diavoli ammirarono lo spettacolo come faceva Tiziano. Era chiaro che pure loro erano rimasti senza parole, Tiziano pensò che ne avevano tutte le ragioni: i due contendenti erano diventati enormi, il doppio di un angelo e un diavolo normali, e le loro dimensioni stavano aumentando.

Tiziano fece appiglio alle sue conoscenze: il motivo era che i diavoli e gli angeli erano carichi delle potenze dei loro luoghi d’origine, la potenza del male da una parte, quella del bene dall’altra.

Demoni e angeli fecero spazio ai due antagonisti. L’angelo, nonostante la perdita dell’ala, era sempre battagliero, non si arrendeva, ma Tiziano capì che la lotta era a uno stallo. Si sarebbero combattuti anche fino alla fine dei tempi e oltre.

Prese la sua decisione: «Darò il mio contributo». Cercò di ricordare le nozioni di informatica magica, e recitando formule cliccò con il mouse due volte con il tasto destro e una con il tasto sinistro.

Il demone-capo si inarcò, lanciò un urlo e abbandonò la presa che tratteneva l’angelo.

I diavoli, vedendo quello spettacolo, grugnirono per la paura.

Tiziano indossò le cuffie e attivò il microfono: «Mi sono stancato di voi, il Natale non si tocca e non m’interessa nulla della vostra profezia, questa fantomatica… novella nera».

Le schiere infernali abbandonarono il campo, l’ultimo che lo fece fu il demone-capo che ferito e contuso, la carne lacerata da cui sgorgava lava, fece il segno del pugno a Tiziano:

«La pagherai».

«Non ti temo». Tiziano manovrò il mouse, diede dei colpetti sulla sua sagoma e lo fece sparire in uno sbuffo luciferino.

Tiziano aveva salvato il Natale, ma prima di far festa avrebbe mangiato un’altra patatina.

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Kenji Albani

Kenji Albani

Nato nel 1990 a Varese (il mio nome è giapponese, ma sono italiano). Appassionato di scrittura, ho pubblicato racconti con Delos Digital e numerose altre riviste letterarie. Laureato a pieni voti in Scienze della comunicazione all’Università degli Studi dell’Insubria, ho il diploma di sceneggiatore di fumetti conseguito nella Scuola del fumetto di Milano.

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