di Margherita Vetrano – “Aquaman e il mondo perduto” è il messaggio ecologico della Warner Bros.
Uscito nelle sale il 20 Dicembre, “Aquaman e il mondo perduto” non è il solito film di supereroi.
Ispirato al fumetto Marvel, “Aquaman”, con una sceneggiatura fortemente voluta dal protagonista Jason Momoa, girato da James Wan, è un’avventura fantastica con un forte messaggio sociale.
Il protagonista è nuovamente impegnato nella lotta contro Black Manta che sembrava aver sconfitto nel primo episodio.
Non si tratta però solo della lotta del bene contro il male ma di un vero e proprio messaggio ecologico e di fratellanza.


Nei dialoghi così come nelle immagini c’è un continuo richiamo alla famiglia e ai buoni sentimenti, oltre ogni confine e barriera.
Di fronte alla minaccia di distruzione di Atlantide, suo regno, Aquaman chiede l’aiuto del fratellastro Orm, spodestato dal trono ed imprigionato.
I legami familiari si riveleranno chiavi essenziali per la salvezza del mondo acquatico e per la terra.
Fratelli che collaborano, madri che salvano i figli e figli che difendono e vendicano i genitori.
Dal protagonista all’antagonista il movente è sempre un forte senso di appartenenza familiare che eleva i buoni sentimenti a chiave d’azione universale.
Al 4 gennaio, il film ha incassato 87.510.753 dollari in Nord America e 173.600.000 dollari nel resto del mondo, per un totale di 261.110.753 dollari. In Italia il film ha guadagnato 44.511.582 euro.
La critica è meno benevola verso questa miscellanea di buoni sentimenti ed effetti speciali da Multisala, relegandola a mera azione commerciale.
Il forte messaggio ecologista, evocato dallo sfruttamento delle miniere di Oricalco e dalle mutazioni che il consumo eccessivo porta al pianeta, per stessa ammissione dei protagonisti (Cit: Dottor Shin:”Che cosa abbiamo fatto!?” Black Manta: “Abbiamo solo accelerato il processo di qualche anno”), riporta a fantasmi quotidiani.
Riscaldamento globale, sconvolgimenti climatici, mutazioni genetiche ed esaurimento di riserve energetiche, sono solo alcune delle conseguenze richiamate dalla pellicola che bombarda lo spettatore per circa due ore di proiezione.
Un messaggio banale e fracassone, forse ma il successo al botteghino lascia sperare che sia veicolato a molti, fra i quali i più piccoli, affrontando con un linguaggio semplice ed immediato temi attuali.





















