di Vincenzo Sorrentino – La musica psichedelica viene normalmente associata alla città di San Francisco ed a quel movimento musicale che alla metà degli anni ’60 ha visto come protagonisti gruppi come Grateful Dead, Jefferson Airplane, ecc.
In realtà il fenomeno musicale è stato molto più ampio ed ha avuto importanti interpreti sia in altre città americane, si pensi alla Los Angeles dei Doors, sia in Europa, soprattutto in Inghilterra, con importanti contributi anche di gruppi quali Beatles, Rolling Stones e Pink Floyd.
Il fenomeno è stato, però, di breve durata e già alla fine degli anni ‘70 si è in gran parte estinto sfociando in derive musicali ibride quali l’elettronica o l’acid jazz.
Pertanto colpisce un po’ il fatto che oggi, in un periodo musicalmente caratterizzato dalla esuberante diffusione di rap, trap e indie pop, ci sia qualcuno che ripropone, con qualità, le sonorità tipiche della musica psichedelica.
E’ il caso di Atom Lux, al secolo Lucio Filizola, un polistrumentista di origine cilentana ma ormai romano di adozione, che anche nel suo nuovo singolo di recente uscita, intitolato “Stoned Monkey Heritage” ripropone un sound tipicamente psichedelico fatto, come egli stesso dice a B-Hop, “di chitarre brillanti e linee di basso irrequiete”.
Si tratta di un disco autoprodotto in cui Filizola ha suonato tutti gli strumenti nel suo studio casalingo.


La visione psichedelica non è solo nella musica ma anche nel testo che racconta la storia di un nostro lontano antenato che viveva sulla terra milioni di anni fa e che, dopo una vita passata a dare sfogo ai più cruenti istinti animali, abbuffandosi di carne, scopre la passione per cibi lievemente intossicanti, quali funghi, bacche e piante psicotrope e così, oltre a risparmiare la vita delle potenziali prede, migliora la sua alimentazione e stimola nuove aree cerebrali che lo portano a migliorare la relazione con gli altri individui.
Una metafora, neanche tanto nascosta, di come un equilibrato consumo di carne ed una corretta alimentazione alternativa possano aiutare a migliorare anche la psiche e, di conseguenza, le relazioni interpersonali.
“Questa storia è tratta da fatti realmente inventati”, ironizza il musicista, che risponde ad alcune domande.


Come nasce questo tuo interesse per la musica psichedelica?
La prima attrazione per la musica psichedelica risale alla prima volta che, in adolescenza, ascoltai “The Piper at the Gates of Dawn” primo album dei Pink Floyd, pesantemente influenzato dalla personalità musicale di Barrett, che ho avuto poi modo di approfondire ascoltando le sue altre produzioni. L’interesse per la musica psichedelica si è intensificato e consolidato attraverso l’ascolto dei giganti del rock psichedelico, o di gruppi che hanno avuto “fasi” psichedeliche, da entrambi i lati dell’Atlantico. La scoperta della scena psych-rock contemporanea, in particolare quella australiana, mantiene acceso l’interesse per la psichedelia ancora oggi.
Quale è stato il tuo percorso musicale?
Il mio primo approccio alla musica è stato lo studio del clarinetto, da cui ho appreso le basi teoriche per poi trasferirle allo studio di strumenti più vicini al mondo del rock, come chitarra, basso, batteria e tastiera. Ho cominciato a comporre musica all’età di 15 anni e da allora non ho mai smesso di farlo. Il mio unico lavoro discografico, prima del progetto Atom Lux, è un disco (“Ra Me Nivar”) di matrice Progressive-Rock, prodotto nel 2014 con la mia vecchia band, i Möbius Project. Il progetto Atom Lux nasce dalla voglia di cominciare a rilasciare e diffondere la mia musica e non tenerla più chiusa in un cassetto, come ho fatto per anni.
Tu, oltre che un musicista, sei anche un ingegnere ed in diversi tuoi lavori si nota la presenza di una cultura scientifica. Quanto questo influisce sulla tua musica?
L’influenza è senz’altro presente (penso che la matematica e la fisica regalino molte perle psichedeliche). Mi piace far incontrare i due mondi, quello musicale e quello scientifico-matematico, in vari modi, a volte affrontando tematiche in qualche modo legate alla scienza (come nel mio ultimo singolo “Stoned Monkey Heritage”) o matematiche (come – spoiler – nel mio prossimo singolo, che sarà ambientato in un mondo matematico), altre volte usando in una certa misura la matematica nel processo compositivo vero e proprio (che rimane però sempre guidato dall’istinto e dalla pancia).
Come valuti il panorama musicale italiano attuale?
Se con “panorama musicale italiano” intendiamo ciò che emerge nelle principali radio ad alta utenza e in TV, purtroppo sono molto poche le proposte musicali che reputo particolarmente interessanti. Se invece si allarga il campo considerando tutte le produzioni musicali italiane, sicuramente esiste un sottobosco – un underground – pieno di progetti, molti di carattere indipendente, estremamente validi. Come un po’ tutti i mercati, anche quello musicale è iper-saturo: viene rilasciata tantissima musica ogni giorno. Il compito difficile dell’ascoltatore, alla ricerca di progetti musicali interessanti, è quello di attraversare la pioggia di musica sterile (o, in generale, non di interesse – ovviamente a seconda dei gusti) alla ricerca di quelle gocce che trasportano la buona musica.
Quali sono i tuoi progetti futuri?
Ho molta musica in cantiere, che un po’ alla volta continuerò a registrare, produrre e rilasciare. A marzo uscirà il mio prossimo singolo, e poi in estate pubblicherò il mio primo album come Atom Lux. Di recente ho attivato il progetto anche dal vivo. Siamo alle prese con le prove per preparare il repertorio live, e a partire dalla primavera cominceremo a esibirci, partendo dai locali della scena romana.
Info: pagine Facebook (Atom Lux) e Instagram (@atomlux.music).
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