Wonder mamme e la domanda fatidica: “perché non ci compriamo il cane?”

(di Margherita Vetrano) – In ogni famiglia che si rispetti, prima o poi, la ferale domanda viene posta: ”Perché non ci compriamo un cane?”

Quando gli equilibri familiari sembrano raggiunti, i figli più piccoli tendono all’autonomia e mamma e papà intravedono la possibilità di una vacanza in solitaria, ecco che si ricomincia daccapo. Un “nuovo acquisto” alle porte…o almeno è quello che i bambini reclamano.

Chi non desidera un tenero cucciolo da coccolare?

Tuo marito ad esempio, terrorizzato dall’idea di restare solo a casa con lui durante le ore di telelavoro e poi si sa…la passeggiatina tocca al padrone di casa con annessi e connessi.

L’allergia al pelo degli animali di mamma non aiuta e così la risposta è sempre la stessa: ”Mi dispiace non si può!” ma siccome il senso di colpa incalza, negli anni la risposta diventa: ”Quando avremo un giardino!” che non è neppure così falsa.

Il cane in appartamento è sacrificato, anche quello più duttile.

Così i bambini non abbandonano l’idea di avere il loro amico a quattro zampe, desiderio rinverdito ad ogni fortuito incontro per strada o visita in case cane-munite.

E questa idea la cullano e la coccolano come se al suo posto avessero già il cucciolo.

Nei cassetti, sui diari, nelle librerie, fioriscono libri e immagini canine, disegni che li ritraggono e pensierini che li descrivono con cani mai avuti. Questo ti fa riflettere.

Chi non ha mai avuto un cane, forse avrà difficoltà a comprendere ma il senso di colpa attanaglia quando si  rotolano con pelosi batuffoli altrui o quando, guardandoti languidamente, ti sussurrano “quanto sarebbe bello averne uno tutto nostro”.

Ventolin e gocce nasali aiutano ad ancorarsi alla realtà ogni volta che state per capitolare ma il dispiacere di non poter loro affiancare un gioioso quadrupede c’è.

Innumerevoli i vantaggi della Pet therapy, ben noti anche a te, che di cani ne hai avuti diversi durante l’infanzia e

allora, tu, madre, ti senti egoista nei confronti dei tuoi figli, perché tu si e loro no?!

Tu che gli hai insegnato e trasmesso l’amore per gli animali e quanto naturale la convivenza possa essere.

Così, mentre rifletti su queste variabili, e cerchi di ricordare che nel caos quotidiano “ora no un cucciolo non si può”, incontri la vicina di casa col cagnolino che corre subito a fare le feste ai tuoi figli.

Dal suo racconto entusiastico cerchi di far emergere qualche criticità che possa venirti incontro…una ce ne dovrà pur essere, signora che passeggi al freddo, sotto la pioggia!

E invece niente; racconta solo episodi deliziosi, sorvolando abilmente sul momento dell’educazione sanitaria del cucciolo che sì “ha fatto pipì e popò in giro, ma ora è diventato bravo” e che “uscire quando proprio non ne ho voglia, insomma…ma almeno mi tengo in forma e prendo una boccata d’aria. Sono solo pochi minuti!”.

All’incupirsi del tuo umore fanno da contraltare gli sguardi luminosi dei bambini che hanno di fronte la dimostrazione lampante che “il cane si può!”.

Il tuo pensiero corre immediatamente a divani smangiucchiati e bava sui cuscini, ululati notturni e poltrone occupatema ti ricordi anche del tuo amico, quello che t’aspettava al cancello molto prima che arrivassi e ti leccava le lacrime quando piangevi.

E’ dura rifiutare un cane in città,

quando il faticoso ordine della tua casa sarebbe messo a rischio dall’arrivo del nuovo membro della famiglia, laddove non avessero già provveduto i tuoi figli.

Il pensiero inizia ad insinuarsi e non sei più così granitica nella decisione, perché quando incontri un cucciolo, sei la prima a “fargli le feste” e l’idea di strapparne uno al canile, ti ha sempre fatto gola.

Pensi “perché no?!” e tuo marito inizia a farti tenerezza perché stai lentamente scivolando dall’altra parte della barricata, di quelli che “il cagnolino si, magari ci stringiamo un po’, ne prendiamo uno a pelo corto, con un carattere tranquillo…”

E ti domandi il perché di un tale conflitto interiore: forse perché un cane non è un giocattolo, perché quando entra a far parte della tua vita ha bisogno di cure ed attenzioni e va rispettato proprio come un membro della famiglia.

Rimarrà con voi per tanto tempo e probabilmente più a lungo di quanto durerà l’entusiasmo dei tuoi bambini.

Che non può diventare un peso quando vuoi andare in vacanza se non può venire con voi o un costo se ha bisogno del veterinario.

Ecco perché tante domande; il sorriso dei tuoi figli vale un amico a quattro zampe, ma nel rispetto delle sue esigenze.

 Insomma, di fronte all’intenerirsi del cuore, non resta che cercare una casa più grande…con il giardino!

Wonder mamma – © M.Vetrano

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Margherita Vetrano

classe ’73, mi formo all’Università dell’Aquila con studi economici ed attualmente lavoro a Roma dove vivo con il marito e i tre figli. Io B-hop perché...non c'è altra bellezza che fare ciò che ci fa star bene: scrivere notizie positive per raccontare il Mondo Migliore.
Margherita Vetrano

Margherita Vetrano

classe ’73, mi formo all’Università dell’Aquila con studi economici ed attualmente lavoro a Roma dove vivo con il marito e i tre figli. Io B-hop perché...non c'è altra bellezza che fare ciò che ci fa star bene: scrivere notizie positive per raccontare il Mondo Migliore.