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Home Buenvivir

Impazza in Italia un nuovo gioco: le “Escape room”, chiusi in stanza per cercare di uscire

di Patrizia Caiffa
25 Luglio 2016
in Buenvivir, Primo Piano
Tempo di Lettura: 4 mins read
68 0
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In concomitanza con il delirio collettivo per i “#PokémonGo”, il video gioco per smartphone che porta schiere di giocatori a catturare mostriciattoli virtuali in luoghi reali, in Italia sta diventando un boom, con oltre 750 mila clienti e un fatturato di 10 milioni di euro in costante crescita, un nuovo divertimento, che arriva anche questo – chissà com’è – dagli Stati Uniti, dalla Silicon Valley in California, per la precisione:  sono le “Escape Room” o “Escape Game”, ossia stanze allestite secondo le atmosfere di film, videogiochi, libri, periodi storici. In pratica si rimane chiusi in una stanza, di solito in un gruppo da 2 a 6 persone (pagando una media di 10/15 euro a testa), senza finestre e con la porta serrata. Lo scopo del real game è risolvere sfide ed enigmi entro un tempo prestabilito, in genere un’ora.

Tra le ambientazioni, dalla stanza dell’investigatore privato per vivere in un thriller ad una casa stregata abitata da spiriti inquieti. A Roma si può sperimentare “Pandemia”, vivendo la paura di un virus dell’oblìo che rischia di cancellare la razza umana. A Treviso si può provare l’orribile sensazione di essere rinchiusi in un bunker nemico, come spie straniere che hanno il compito di rubare informazioni riservate.

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Nel Bel Paese  – secondo le stime di Fugacemente.it, un franchising che promuove il gioco in Italia) sono già attivi più di 100 Escape Game ed altri 50 sono in programma nei prossimi mesi, con oltre 1000 addetti a vario titolo. “Escape room” sono già in funzione anche a Castellammare di Stabia, Avellino, Milano, Torino, Cagliari, Trieste, Padova, persino in una roulotte a Riccione.

“Si tratta di un business semplice, che non richiede particolari capacità tecniche per la sua gestione – spiega Riccardo Zerbo, amministratore di Escape Land, società promotrice di Fugacemente -. Affiliandosi a noi l’imprenditore ha tutto chiavi in mano: una volta identificata la sede, deve solo scegliere gli ‘scenari’ più adatti ed un mese dopo potrà avviare l’attività”.

Secondo i promotori un aspetto interessante “è che si gioca in squadra, occorre collaborare per risolvere gli enigmi ed uscire dalla stanza vincitori”. Tanto che in molti casi gli scenari di gioco sono utilizzati anche da aziende per fare formazione ai propri dipendenti e manager, “sviluppando lo spirito di squadra, di iniziativa e collaborazione”.

Gli aspetti positivi certo non mancano: oltre al divertimento in sé, la possibilità di sviluppare l’intuito, la prontezza di riflessi, la cooperazione, la conoscenza di epoche storiche o atmosfere letteraria. E l’opportunità di creare business e posti di lavoro.

I commenti dei giocatori o gli slogan dei gestori delle sale rivelano però qualcosa in più: “Un’ora per uscire dalla noia e dalla monotonia di giornate sempre uguali”; “Adrenalina assicurata”; “E’ una esperienza molto eccitante, come essere catapultati in prima persona in un film o un’avventura grafica”; “Qui c’è azione vera, condivisione e divertimento”.

E’ facile immaginare quanto un gioco di ruolo così avvincente possa coinvolgere i ragazzi, soprattutto i più giovani. Cosa fare, nel tempo libero, nella (quasi) spensierata età della giovinezza, se non divertirsi spassionatamente come se il tempo fosse un enorme luna park? Pare inoltre che sia destinato principalmente agli appassionati di enigmistica e gialli.

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Senza volontà di giudizio moralistico – l’idea è comunque brillante e consona ai tempi che viviamo – sorprende la sempre più avvenuta fusione tra finzione e realtà.

Da questi nuovi modi di giocare sorgono alcuni interrogativi generali, come spunto di riflessione:

– Per quale motivo, in una società povera di tempo, c’è bisogno di “liberarsi dalla noia” fuggendo verso mondi finti, anzichè verso avventure reali, viaggi in terre lontane, che stimolino l’audacia e la creatività e producano vera esperienza e conoscenza?

– Perché il business dell’entertainement made in Usa spinge sempre l’acceleratore su ciò che favorisce la creazione di situazioni dove si vive un clima di paura, tensione, orrore, violenza?

– Riusciranno, le generazioni future, a non scambiare lucciole per lanterne, nel quotidiano confronto con questa meravigliosa e unica esperienza che è la vita?  Ad assaporarne le emozioni, le sensazioni, i sentimenti, la poesia, le sfumature vere?

Che ne pensate?

P.S. Ovviamente facciamo nostro l’appello provocatorio dei bambini siriani: invece dei “Pokémon Go salvate noi”. Vale a dire: non sprecate tempo prezioso della vostra vita in cose inutili, guardate la realtà in faccia, anche se a volte è dura, cercate di comprenderla e fate qualcosa per cambiarla e costruire qualcosa di buono, anche se solo nel vostro piccolo.

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Patrizia Caiffa

Patrizia Caiffa

Founder e Direttrice responsabile di B-hop magazine. Giornalista professionista, lavoro dal '98 all'agenzia Sir dove mi occupo di temi sociali e umanitari, migrazioni, esteri. Laureata in Lingue e letterature straniere moderne, ho scritto romanzi, testi teatrali e saggi e viaggiato (tanto) nel Sud del mondo. Instancabilmente curiosa di nuove avventure, dentro e fuori di me, ho voluto B-Hop per portare bellezza, fiducia e consapevolezza nel mondo dell'informazione e nella società.

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