di Marianna Mandato – Vi è mai capitato di fare qualcosa nella vita e pensare “che cosa succederebbe se facessi l’esatto contrario?”.
Vi è mai capitato che qualcosa all’improvviso cambi il corso della vita e dia una svolta o una direzione inattesa ai vostri giorni?
Vi è capitato di commuovervi vedendo film come Sliding doors, The Family man oppure il più recente Past lives?


Ebbene, a noi è capitato di incontrare un ben noto personaggio che incarna per alcuni aspetti tutti e tre questi film e con essi il mistero di quella strana cosa che viene chiamata destino.
Si tratta dell’esplosivo Francesco Mastrorilli, più noto al pubblico come Jimmy D, celebre speaker di Radio Freccia, artista poliedrico, attore di teatro, cinema e televisione, vissuto fra Bologna, Roma, Cagliari, Milano.


Ci ha raccontato con la solita allegria e simpatia coinvolgente la sua deliziosa e incredibile storia personale e d’amore. Quasi una favola. Cinematografica al punto da sembrare un bel film.
Abbiamo subito chiesto a Francesco se gli sia mai capitato di dover fare una scelta importante fra due alternative molto diverse fra loro.
“Sì, certo, è capitato”, risponde. E parte il suo film.
Ce n’è stata una in particolare nella mia vita, una vera scelta esistenziale, legata alla professione.
È stato proprio il momento in cui ho deciso di abbandonare l’università per dedicarmi al mio sogno, per dedicarmi alla strada che volevo veramente intraprendere, quella di fare l’Accademia di teatro, senza sapere minimamente dove avrei sbattuto la testa.
“Ricordo come fosse ieri, l’episodio in cui questo cambio di vita è avvenuto. Ero nei corridoi dell’università, mentre stavo per dare l’esame di diritto costituzionale. Avevo scelto Legge. Nel momento in cui sto per dare l’esame, varco la soglia della porta perché è il mio turno, e quando arrivo lì, davanti al professore, decido di non dare più l’esame. Tendo la mano al professore mentre lui comincia a dire ‘salve, lei si chiama Francesco Mastrorilli, bene, si sieda’, e io invece gli dico ‘no, guardi, io qui non c’entro proprio niente’. Ha risposto ‘ma lei è matto?’. ‘Sì, probabilmente sono pazzo’, è stata la risposta. Ho avuto proprio una visione lì, ho aggiunto ‘grazie di tutto ma io qui non c’entro niente’ e me ne sono andato”.
Francesco ha una forza incredibile, “si sente ispirato”, come dice lui, “spinto da una voce interiore”, una visione, molla tutto, parte per Roma e inizia la sua nuova vita.


A casa erano basiti, increduli. Sua madre accondiscendente, suo padre proprio no, suo nonno invece identificabile da subito come il suo primo vero fan, nonostante fosse proprio da lui che Francesco avrebbe ereditato la professione da avvocato.
Ma non è tutto. Francesco ci sorprende anche per la sua storia sentimentale più importante.
E in questo caso sarebbe meglio parlare di Past lives che diventano magicamente uno straordinario presente.
La compagna attuale del nostro energizzante DJ, è un primo amore. Anzi, il suo primo vero amore. È una compagna “antica”.
È un primo amore. È una prima infatuazione massiccia. È un primo due di picche. È una prima gelosia. È una prima ‘vabbè, allora ci si vede’.
Parliamo di tanto tempo fa. Io avevo 14/15 anni, quando c’è l’ormone a 14 milioni di megawatt. Ci conoscemmo sul ghiaccio. Io giocavo ad Hokey e lei faceva la pattinatrice. Holiday on ice, insomma”.
“Siamo negli anni Novanta, tra il ’93 e il ’95. Me lo ricordo perché io sono sempre stato uno scrittore di diari, e ce li ho ancora! Ci vedevamo al Palaghiaccio di Rastignano, unico spazio col ghiaccio in tutta la città. Lei, insieme a quelli del pattinaggio artistico, era una delle due più carine. Subito la notai.
In realtà apprezzava altri, non certo me. Io sono sempre stato molto simpatico ma non destavo particolare attenzione. Sono sempre stato il biondino, bassettino, con le lentiggini, simpatico, però, diciamoci la verità, non stimolavo particolarmente gli ormoni, ecco. Piacevo, forse di più, alle mamme”.
“Dopo due anni e mezzo decido di dichiararmi – racconta a B-Hop Magazine -. Le dico: “tu mi piaci”. La invito a casa mia e, tra una chiacchiera e l’altra, scatta un bacino. E lì, da adolescente, penso “è fatta. Siamo fidanzati. Siamo insieme”. Per me, già solo dare la mano era una roba che mi esplodeva il cuore. Figurati un bacino, che poi mi ha dato lei. Sì, ‘siamo insieme’. Col cavolo, invece. L’accompagno all’autobus lo stesso pomeriggio e, alla fermata dell’autobus mi fa ‘sai, secondo me è meglio che rimaniamo amici’. Mi casca la faccia e io, che su queste cose non sono mai stato un impulsivo, dico ‘ah, vabbè’. Prendo con stile il due di picche e pazienza”.
La ragazza è di parola, nasce una bellissima amicizia. I due giovani si scrivono anche lettere molto intense. Bellissime e intime, in assenza dei ben noti smartphone e social.
Ma le cose mutano velocemente. I due cambiano giri di amicizie e ambienti. Francesco cambia anche vita e si trasferisce a Roma. Diventa un attore.
Arriviamo al 2008. Francesco è ora a Bologna, passeggia per la città. parla con un amico.


“E lui mi fa il nome di lei”, ci riferisce divertito.
I due amici si raccontano, ridono, scherzano, parlano della ragazza, agognata tanto tempo prima da entrambi. Sono divertiti.
“In quegli anni lì, quando incontrai il mio amico, ricordo che ero molto appassionato alla lettura e allo studio dell’esoterismo. Lui mi invitò ad una conferenza sulla Cabala ebraica. A Bologna. Andammo.
E chi ti troviamo a desk delle relatrici? Lei, Natalia, si chiama così. È lì. Io sgrano gli occhi. Anche al mio amico sembra incredibile”.
Tutto questo ci sembra abbia un ché di alchemico, diciamo a Francesco abbelliti da un sorriso di incredulità.
“Alchemico? È lì, che ti volevo!”, aggiunge lui.
Cosa succede?
I due amici aspettano la fine dell’evento. Incontrano e salutano Natalia, lei è contenta, si scambiano gli indirizzi del primo noto Messenger, dopo quasi dodici anni di assenza. Ora non hanno più “i brufoli in faccia”, come dice Francesco. Lei gli promette di prendere al più presto un caffè con lui.
“E sparisce. Repetita iuvant. Disco rotto”, ribadisce il nostro Jimmy D.


La vita va avanti. Passano altri dieci anni.
È il 2020. Anno tristemente noto a tutti.
“Siamo tutti carcerati e mentre faccio una diretta Instagram con un mio amico, mi appare il suo nome fra i partecipanti. (…). Sapevo dal suo profilo che lei viveva a Ibiza, la vedevo più bella che mai (…).
Il mio amico e collega legge nei miei occhi qualcosa, e in diretta mi dice: ‘senti, ma che cosa è successo che ti è cambiata la faccia? Sei diventato tutto rosso’. Io, imbarazzatissimo faccio lo smargiasso e dico ‘ma no… tu non ci crederai ma mi è apparso il nome di una persona della quale sono stato innamoratissimo… ma non mi ha mai considerato’. Facevo lo spiritoso su questa faccenda. Ebbene, lei ascolta e dice ‘io sono qui’. (…) Parentesi. Prima di questa diretta, prima del lockdown, esattamente due settimane prima, mi ero lasciato con la mia fidanzata. L’alchimia, le forze galattiche cosmiche, il destino, chiamalo veramente come ti pare, hanno agito”.
I due si ritrovano durante il lockdown. Hanno gli ultimi venti anni da raccontarsi e, ora, per parlare c’è davvero tanto tempo a disposizione. Si promettono di rincontrarsi appena possibile.
Ma stavolta Francesco le dice: “sono passati venti anni ma non sono più rimbambito come prima. Perciò ti avverto che, se ci diciamo che ci prendiamo un caffè, lo prendiamo. E aggiungo: questa volta, però, se ci vediamo, il bacio te lo do io. Lei risponde “OK!”. Una specie di sfida.
Finito il lockdown, Francesco e Natalia si incontrano veramente, si frequentano, si piacciono. Lei torna in Italia, a Milano, lui torna a Bologna.
“Ed è successo che nel giro di un anno e mezzo abbiamo messo su famiglia. È nato il nostro bambino”.
Ma la magia non si esaurisce così. Il frizzante DJ continua a raccontare di episodi che lui e Natalia vivevano a loro insaputa, separatamente, situazioni analoghe, nello stesso periodo. Come se la vita avesse imposto a entrambi di fare un certo tipo di percorso prima di incontrarsi di nuovo. Come se li volesse più maturi prima di rimetterli insieme.


Incrociano addirittura le stesse persone, e soprattutto, fanno esperienze simili sul cammino della conoscenza del loro sé più intimo.
Ma aspettate, noi stiamo ascoltando e vivendo la vita di un DJ. In una specie di film. Ci sembra lecito, allora, aggiungere una bella colonna sonora di sottofondo. Così, chiediamo a Francesco con quali brani musicali accompagnerebbe i tre incontri con la sua Natalia.
E lui ci stupisce ancora.
“Il primo l’assocerei a una canzone che è molto cruda, dei Led Zeppelin, Babe, I’m gonna leave you. ‘ti sto lasciando’.
Il secondo è stato un incontro fugace, così, un po’ scioccante, non saprei. Probabilmente qualcosa…ah, sì, certo! Non tanto per l’attinenza al testo quanto per ciò che ha scatenato come entusiasmo e per il periodo che vivevo, che è dei Gans N’Roses, Welcome to the Jungle. Bella ritmata, un bel delirio.
Invece l’ultimo avvenimento… ce ne sono tante, mannaggia… ecco, in questo caso, essendo anche un reincontro, nuova vita, nuova linfa, nuova mentalità, nuovo approccio (…),direi che ci possiamo buttare più sul genere che piace a lei, la musica elettronica. Penserei allora ai suoni degli M83 o a quelli dei Sigur Rós. Sono musiche sensazionali, molto atmosferiche.


In effetti, parlando, scopriamo che Jimmy D pensa tutta la sua vita a ritmo di musica. Sempre a ritmo di qualche ritornello o mood del momento che canticchia nella sua mente mentre fa ogni cosa.
Persino il bambino di Francesco e Natalia è già “molto critico” verso la musica e quando il papà canticchia, si impone con dei bei “no! no!”. Molto appassionato di Totoro e Ponyo, di Hayao Miyazaki, si infervora invece quando Francesco fischietta Totoro. “Lui impazzisce e mi chiede dov’è Totoro. E si instaura un dialogo magico. Perché per me Miyazaki è magia”.


Prima di congedarci, chiediamo al nostro DJ che cosa sia per lui la bellezza.
“È la capacità di guardare persone, musica, film, vita, realtà, situazioni, con gli occhi dell’anima”,
E noi lo ringraziamo. Perché quanto ci ha raccontato stavolta possiede un ché di poetico che fa pensare proprio alla bellezza. Alla bellezza della vita in generale e delle tante piccole vite che la caratterizzano.
In questo periodo, in cui sembra sempre molto difficile dire “la vita è bella ragazzi! può essere sorprendente!”, ascoltare storie così brillanti e magiche, non si può fare altro che pensare che la vita possa essere una sorpresa. possa essere un regalo. Francesco lo ha accolto molto bene. Ci ha parlato di incontri, amici, amori, capacità di agire, reagire e capire bene quello che si vuole. La sua capacità di dire “no, questa vita non fa per me, io voglio altro”, quella sì che è bellezza. Dovremmo fare tutti così, scollandoci di dosso quei lacci che ci vietano di fare della nostra vita tante vite da raccontare. Quelle che abbiamo voluto e scelto davvero.
(Scarica qui l’intervista integrale)





















