Wonder mamme: le 10 regole d’oro per sopravvivere al Natale

(di Margherita Vetrano) Finalmente il Natale è alle porte e l’umanità si divide tra coloro che adorano l’atmosfera magica e chi vorrebbe svegliarsi direttamente il 7 gennaio. Questione di gusti… e di carattere!

Essere travolti dagli eventi o restare defilati, subire l’ansia o dominare le giornate dipende da noi, come pure cogliere il meglio che questo periodo può darci.

La voglia di festeggiare è nell’aria e, volenti o nolenti, ne saremo coinvolti.

Seguendo qualche piccolo accorgimento riusciremo a vivere al meglio questi giorni d’ attesa:

1) Casa: Il primo segnale che è Natale arriva dalle case. Già a fine novembre iniziano a brillare, sempre più numerose, di notte, con lucine colorate. Dalle decorazioni più sobrie a quelle più kitsch, tutto è permesso; l’ambiente scalda l’atmosfera e parla di noi.  Una casa in cui abitano bambini sarà ricca di decorazioni fatte a mano e lavoretti, vetrofanie e luci; una casa elegante consentirà solo addobbi costosi e terribilmente chic. La casa dei viaggiatori forse avrà decorazioni etniche e quella degli anziani un po’ vintage. Ciò che conta è creare un ambiente gioioso che solletichi il clima e ci rilassi.

Trascorrere un pomeriggio con il nonno solo, aiutandolo a decorare la sua, può essere un modo gentile per trascorrere del tempo insieme. Recuperare gli addobbi dalle cantine o acquistarne di nuovi, non c’è una regola fissa poiché gli ambienti passano anche per odori ed atmosfere.

Dedicatevi alla preparazione di biscotti e dolcetti; nessun profumo è più piacevole di quello di delizie appena sfornate, soprattutto se cucinate in compagnia. 

2) Regali: lo shopping dell’ultim’ora non paga mai. Gli acquisti d’impulso portano a scelte sbagliate e poco attinenti alla persona che riceverà il pensiero. Oltre ad essere economicamente fallimentari per il nostro portafoglio. Meglio pianificarli con calma, cercando di pensare a chi riceverà il dono e orientare la scelta alle sue caratteristiche.

Cercate di ricordare i regali fatti negli anni precedenti o anche quest’anno la zia Rosina riceverà uno scialle di lana! Spaziate nel riferimento commerciale: cambiate negozi e zona e se proprio siete a corto di idee, provate a dare un tema al vostro Natale: potrebbe essere l’anno dei prodotti di bellezza/igiene personale, come quello di guanti caldi e sciarpe.

Potreste realizzare i regali con le vostre mani, se ne avete le capacità ma che siano davvero speciali: una cornice decoupage, piuttosto che dei biscottini fatti in casa, asciugamani col bordo ricamato o berretti tricot. Ciò che conta è che la manualità vi assista e che si tratti di lavori fatti col cuore a persone in grado di apprezzare o graveranno sul vostro curriculum per gli anni a seguire.

Se siete super indaffarati, iniziate ad acquistarli per tempo in modo da dover solo impacchettare i doni al momento dello scambio.

Gli acquisti on line possono essere un’ottima risorsa perché consentono di ricorrervi anche di notte ma non perdete il piacere di visitare negozi e mercatini; anche la ricerca del regalo può essere un momento magico, soprattutto se condivisa con chi amiamo.

3) Preparazione psicologica: predisponetevi ad incontrare persone e ricevere regali di cui non sentite l’esigenza. Preparatevi psicologicamente a non deludere le aspettative di chi ha scelto per voi, con cura, un regalo orrendo o non adeguato; è nei primi secondi che seguono lo scarto del pacchetto che si distingue il professionista dal dilettante.

Ricordate che chi dona lo fa con affetto e osserverà attentamente la vostra espressione, quindi, contenete le reazioni spontanee se si tratta proprio di qualcosa di inaccettabile.

Un diplomatico “Grazie, non dovevi” è un classico che non muore mai; ma se avete davanti qualcuno che vi ama, e non volete ferirlo, condite la risposta con un abbraccio, varrà più di mille parole e stornerà l’attenzione dal momento critico.

Preparatevi a lunghi pranzi e pomeriggi interminabili ma fatelo con eleganza: se proprio dovete rimanere in casa per ore, approfittatene per chiacchierare con quel parente che vedete di rado oppure aiutate i bambini a sperimentare i giochi appena ricevuti. Se il clima consente, fate una passeggiata che snebbia ed aiuta a smaltire le calorie accumulate. Siate resilienti ed accantonate i cellulari o per parlarvi sarà necessario telefonare!

4) Traffico: uno dei peggiori segnali che il Natale sta arrivando è l’incremento del traffico, soprattutto nella settimana precedente il giorno fatidico. Organizzate incontri ed uscite per evitare le ore di punta o comunque tenetene conto evitando arrabbiature e ritardi. Una volta alla guida, ricordate che non siete i soli “di corsa”, quindi siate vigili e tolleranti; non potete sapere cosa stanno vivendo gli altri automobilisti.

Tenete duro e ricordate: a scuole chiuse la situazione può migliorare. Potrete spostare la sveglia qualche minuto in avanti, una volta che i ragazzi saranno a casa, non essendo impegnati nella rush hour delle 7.45. E’ un buon modo per recuperare qualche minuto prezioso di sonno ed entrare nel mood vacanziero anche se lavorate.

5) Isterismo: “E’ Natale, siamo tutti più buoni”, recitava un vecchio spot pubblicitario… non è sempre vero! Problemi e difficoltà non vanno in vacanza e a volte, lo spirito natalizio può irritare o ferire chi sta vivendo un periodo difficile. Se siamo nella parte fortunata della mela, cerchiamo di capire ed accogliere chi non lo è.

Sforziamoci di comprendere che non a tutti piacerà festeggiare e divertirsi e siamo comprensivi disponendoci all’ascolto. Entrare in conflitto con una risposta sgarbata, accettare la lite se siete “in fila” al supermercato, non migliorerà la vostra giornata.

Immergetevi nel clima natalizio come in un bagno caldo e profumato; ne uscirete più sereni e più forti di prima.

Cercate di rimanere sempre centrati sul vostro benessere e sappiate distinguere la maleducazione dal bisogno di aiuto. Farà bene a voi e agli altri.

6) Saggi, recite e gare: prima di Natale tutte le attività si interrompono e in genere si congedano con un saggio o una manifestazione. Preparatevi dunque a reperire materiale per costumi, scenografie e decorazioni. Per evitare di arrivare in affanno, laddove potete, chiedete ad allenatori, maestri e catechisti uno spoiler su ciò che servirà.

Coordinate permessi e ferie col partner per esser certi che almeno uno di voi possa intervenire; i bambini lavorano con gioia e passione, soprattutto per mostrarsi a voi. La vostra assenza sarebbe un grande dispiacere… e non conteranno i salti mortali che farete o avrete fatto per esserci. Forse non sarà semplice presenziare ma ne varrà la pena, quando incontrerete il loro sguardo nella folla.

7) Messe e funzioni religiose: per i cattolici praticanti non va dimenticato che Natale è anche una festa religiosa. Assistere a tutte le funzioni dell’avvento potrebbe essere noioso e in alcuni casi impossibile ma cercate di accompagnare i vostri figli almeno a qualche celebrazione significativa e fatelo insieme, se possibile, in coerenza col vostro credo.

Valutate la possibilità di accompagnarli a visitare presepi e chiese che in questo periodo acquisiscono un fascino unico. Se non sarà per interesse religioso, potrebbe esserlo per quello artistico.

8) Cene di lavoro: la cena di Natale è un must. Dall’associazione più misera alla società più prestigiosa è un’happening atteso. Laddove si intravedano situazioni “fantozziane” però, evitatela come la peste. Ottima occasione sociale dunque ma fate attenzione che non si riveli un obbligo faticoso.

Se pensate di trascorrere un momento leggero coi colleghi, incontrandovi in una veste “più umana”, partecipate serenamente, altrimenti valutate se avete davvero bisogno di fare gli straordinari. Il vostro tempo libero deve essere piacevole e non un ulteriore obbligo.

9) Invitare amici e parenti: se siete un tipo gioviale e festaiolo, adorerete questo periodo per l’opportunità che dà di riunirsi e festeggiare. Sarete al settimo cielo all’idea di ricevere ospiti ma non dimenticate un dettaglio fondamentale: gli altri potrebbero non avere la stessa voglia o opportunità di accettare il vostro invito.

Sappiate essere discreti dunque e capite quand’è il momento di cedere. Al secondo rifiuto consecutivo valutate l’ipotesi di cambiare ospiti, al terzo… di cambiare amici.

Non siate insistenti o risulterete noiosi. Potrete tornare sull’invito a festività finite e, se proprio non potrete resistere, propinerete un menù natalizio. Il periodo natalizio dà l’opportunità di riallacciare rapporti con persone che si sono allontanate un po’; approfittate dell’atmosfera e fatevi vivi, potrebbe essere una bella occasione per ritrovarsi!

10) Essere invitati da amici e parenti: se non siete tra quelli che invitano, sarete di certo fra quelli invitati. Posizione che può risultare scomoda: se l’invito è gradito, sarà un piacere ma se dovesse arrivare da persone che preferite evitare potrebbe crearvi qualche difficoltà.

Siate sempre sinceri nel rifiuto, nei limiti della buona educazione e, se proprio la sincerità non fa al caso vostro, accertatevi di non avere amici o parenti in comune; sintonizzate il vostro rifiuto su alibi condivisi o la figuraccia è assicurata.

Sostenere alibi per anni non è semplice ma c’è chi ci riesce; accettando l’invito almeno una volta, forse però, scoprirete che non è poi così male.

Una volta deciso di intervenire all’evento, ricordatevi di portare sempre qualcosa. Se siete in confidenza con la padrona di casa e si tratta di un invito “mangereccio”, offritevi di preparare qualcosa, altrimenti una bottiglia di vino o un dolce andranno benissimo. Se in casa ci sono bambini, non presentatevi a mani vuote, anche se li conoscete poco; optate per dei pensieri che li facciano felici e non li mettano in competizione tra loro, magari chiedendo preventivamente consiglio alla mamma.

Wonder mamma by M.Vetrano

In bocca al lupo e vedrete, sarà un Buon Natale!

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Margherita Vetrano

classe ’73, mi formo all’Università dell’Aquila con studi economici ed attualmente lavoro a Roma dove vivo con il marito e i tre figli. Io B-hop perché...non c'è altra bellezza che fare ciò che ci fa star bene: scrivere notizie positive per raccontare il Mondo Migliore.
Margherita Vetrano

Margherita Vetrano

classe ’73, mi formo all’Università dell’Aquila con studi economici ed attualmente lavoro a Roma dove vivo con il marito e i tre figli. Io B-hop perché...non c'è altra bellezza che fare ciò che ci fa star bene: scrivere notizie positive per raccontare il Mondo Migliore.