Teatro: a Roma in scena “Rear Wall – Il Muro sul cortile” di Miriam Spera

(di Massimo Lavena) –Rear Wall – Il muro sul cortile ”, spettacolo teatrale scritto, diretto ed interpretato da Miriam Spera, con Renato Cecchetto e Rosario Tronnolone, è uno di quei casi in cui la narrazione è un continuo intreccio tra parola, sogno, ipotesi, suggestione: confermando l’assioma che sì, è vero, quando ci si reca a teatro, il tempo nella sala cambia dimensione.

Portato in scena nello storico Teatro Petrolini del quartiere Testaccio a Roma, i due atti di Miriam Spera spiazzano e lasciano lo spettatore appeso ad un filo, ad un crine, anzi ad un capello biondo: quel capello biondo di cui parlano a letto, a St. Moritz, durante una vacanza rituale, Alfred Hitchcock (Cecchetto, meravigliosamente trasformato nel grande, in tutti gli aspetti, regista inglese) e sua moglie Alma Reville (Spera, deus ex machina e filo unificante della storia).

Renato e Miriam – Hitchcock e la signora Reville \ Credits: Mstudio

L’amico tre in uno

Un sogno, dentro un altro sogno che ne contiene un altro, un dialogo dentro altri due dialoghi: questo diviene la vacanza, all’apparir notturno dell’amico François Truffaut, stralunato e spiazzante nell’essere uno e trino nella follia dell’immaginario, che richiama la figura di Alma, scomparsa al suo entrar in scena. Confonde l’animo di Alfred: assassino, irrispettoso sfruttatore, fedifrago o innamorato?

Truffaut e Hitch – Rosario e Renato \Credits_ RMstudio

Le ossessioni di Hitchcock. L’ossessione del biondo, della vita che ritorna da prospettive diverse, del colpevole che non si può mai sapere quanto realmente lo sia, dell’apparire al mondo ciò che il mondo vorrebbe vedere ma non osa domandare, sono anche elementi dell’arte cinematografica del grande regista inglese: che tanto deve alla scrittura metodica e colta di quella donna, Alma Reville, che gli stette al fianco per tutta la vita, spesso nel nascondimento, al netto delle pulsioni e delle manie del marito, offrendo colori e parole e scenari forse irrealizzabili per l’ego smisurato di Hitchcock.

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Miriam onora Alma

La scrittura avvolge lo spettatore ed il lettore, legandoli alla bella costrizione di dover percepire ogni sillaba, ogni variazione di tono, ogni singulto: che rendono “Rear Wall” un gioiellino costruito alla perfezione per la grande dominazione scenica di Renato “Hitchcock” Cecchetto così preciso nei movimenti hitchcockiani e nei toni della voce fluttuanti (da grande doppiatore qual lui è); di Rosario “Truffaut/Troffou/Troffaux” Tronnolone e la sua capacità di modulare il viso dal folle all’amorevole idolatrante con una soppesata mimesi;  e di Miriam “Alma” Spera che rende onore ad una grande donna con i tratti della grande autrice e con una regia leggera, che porta lo spettatore a bearsi delle parole. 

 

Massimo Lavena

Massimo Lavena

Cagliaritano, nato il giorno della befana del 1966. Io b-hop perché ho sempre amato mangiare e cucinare, la musica, lo sport, il cinema. Sogno un giorno di andare in Namibia, o nella Terra del Fuoco, o nello Saskhatchewan, o in Nuova Zelanda. Sognavo anche di andare nelle Isole Svalbard, ma adesso è vietato, troppi orsi bianchi! E non essendocene in Sardegna non saprei come comportarmi.
Massimo Lavena
Massimo Lavena

Massimo Lavena

Cagliaritano, nato il giorno della befana del 1966. Io b-hop perché ho sempre amato mangiare e cucinare, la musica, lo sport, il cinema. Sogno un giorno di andare in Namibia, o nella Terra del Fuoco, o nello Saskhatchewan, o in Nuova Zelanda. Sognavo anche di andare nelle Isole Svalbard, ma adesso è vietato, troppi orsi bianchi! E non essendocene in Sardegna non saprei come comportarmi.