#iorestoacasa per il coronavirus e gli animali si riappropriano di paesi e città

(di Massimo Lavena – disegni Francesca Sanna) – Quando ti senti osservato, e senti rumori a te ignoti o poco usuali, ti sforzi di capire perché odi bramire dalla strada, perché c’è un cinghiale che si mette a grufolare coi cinghialini in coro là, sul marciapiede davanti casa tua.

C’è pure un pavone che ha le voglie (ehhhhhh è primavera insomma!) e mentre pavoneggia sperando di impalmare la pavona, paupula per lei canzoni d’amore.  Ti senti osservato come se oltre le finestre ci fosse un mondo che ti cerca per farsi conoscere.

@FranSanna 2020

Scorrazzano felici per le strade di paesi di montagna stambecchi e caprioli; dalle campagne greggi di capre si spargono per i giardini delle periferie e delle villette monofamiliari, succulente fonti di fiori e piante grasse da sbocconcellare avidamente; coppie di volpi guaiolanti si inoltrano curiose nei parchi cittadini, scoiattoli impegnati a sgranocchiare semini e noccioline scappano squittendo e fischiando alla vista delle code fulve, tese nello sforzo venatorio.

fonte: TRT W@rld Turchia

E se nel mondo elefanti, rinoceronti, leoni marini e coccodrilli ridefiniscono i confini del loro girovagare selvaggio, tra barriti, soffi,  latrati, muggiti e trimbuli, non possiamo non restar stupiti nel vedere per le strade orsi indaffarati a mangiar mele e bussar alle porte, rugliando canzoni d’amor per un vasetto di miele intravisto dalle finestre di una casa.

Delfini saltano nei porti e meduse scivolano nei canali veneziani, mentre balene cantano nelle acque antistanti le città del Mediterraneo

Terrore, sgomento, paura  si mischiano  allo stupore, curiosità e speranza che il mondo possa esser più bello:

le reazioni degli umani si intrecciano con quelle degli animali che pensano di esser tornati padroni della Terra, ma basta un potente gloglottio di gruppo di una torma di tacchini in vena di scorribande per causar spavento e stridore di denti.

@FranSanna 2020

Scappano i cinghialetti, corrono le oche inseguite da un puma che fu animale da compagnia di un facoltoso palazzinaro; libere e scacazzanti le rondini, i tordi, le upupe e i piccioni ricoprono felici del loro guano le auto parcheggiate da tante settimane.

Tra le tante cose negative di questi mesi, tra la morte di tante persone e l’economia depressa, tra gli stress da casa bloccata e la paura della malattia, resta il fatto di aver scoperto, forse, che un cardellino trilla ed un barbagianni soffia, mentre l’assiolo chiurla inseguito dal falco che pulpa: e magari ci accorgiamo che il nostro cane non solo abbaia ma guaisce, uggiola, ulula, mugola e latra.

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Massimo Lavena

Cagliaritano, nato il giorno della befana del 1966. Io b-hop perché ho sempre amato mangiare e cucinare, la musica, lo sport, il cinema. Sogno un giorno di andare in Namibia, o nella Terra del Fuoco, o nello Saskhatchewan, o in Nuova Zelanda. Sognavo anche di andare nelle Isole Svalbard, ma adesso è vietato, troppi orsi bianchi! E non essendocene in Sardegna non saprei come comportarmi.
Massimo Lavena
Massimo Lavena

Massimo Lavena

Cagliaritano, nato il giorno della befana del 1966. Io b-hop perché ho sempre amato mangiare e cucinare, la musica, lo sport, il cinema. Sogno un giorno di andare in Namibia, o nella Terra del Fuoco, o nello Saskhatchewan, o in Nuova Zelanda. Sognavo anche di andare nelle Isole Svalbard, ma adesso è vietato, troppi orsi bianchi! E non essendocene in Sardegna non saprei come comportarmi.